Ultima uscita

NUMERO 38 – OTTOBRE 2023

Chi conosce ‘tina sa da tempo che in ogni numero la rivista cambia aspetto e formato.

L’idea per questo numero mi è venuta un giorno leggendo il programma di un festival di letteratura nel quale era inserito un dibattito su una collana editoriale la cui grafica, nella descrizione dell’incontro, veniva definita “iconica”. Si riferiva alla storica collana di poesia Einaudi, conosciuta nell’ambiente semplicemente come “la bianca”.

Quel trafiletto mi ha fatto riflettere su quanto raramente si possa utilizzare l’aggettivo “iconico” in relazione al settore dei libri.

Una caratteristica tipicamente italiana è quella di utilizzare gabbie grafiche rigorose e immutabili, tali da rendere subito riconoscibile al lettore la casa editrice di appartenenza. Basta un’occhiata alla vetrina di una libreria per individuare un titolo Sellerio, grazie alla copertina blu con un’illustrazione al centro, o un Adelphi, grazie ai volumi squadrati con una cornice dai colori tenui.

Altri paesi non seguono questa linea di ragionamento, da noi si è puntato tutto invece sulla facile distinguibilità (e quindi sull’affidabilità) del marchio. Ma questo non basta a ottenere lo status di icona, serve evidentemente qualcosa di più. Un salto ulteriore, una sfida forse.

La “serie bianca” di Einaudi è diventata iconica grazie a una sobrietà quasi monacale, dovuta all’assenza di immagini e alla scelta ardita di utilizzare solo testi in copertina. Per una collana dedicata alla poesia l’idea di affidarsi esclusivamente alle parole è ancora più significativa. Un tentativo di eliminare ogni orpello, ogni abbellimento, e confidare solo sulla potenza del verso, pubblicando ogni volta una poesia sul fronte.

Nei numeri precedenti ‘tina ha giocato sia con le idee di formato (come la mappa stradale, il quotidiano, il quaderno di scuola) che con i brand commerciali universalmente noti (i libretti di istruzioni dei mobili IKEA). In questa occasione, e per la prima volta, in una sorta di gioco di specchi, la rivistina assume la veste di un altro prodotto editoriale.

Il formato di questo ultimo numero è allo stesso tempo un omaggio e una forma di completo tradimento, poiché si applica a una rivista di narrativa nella quale non compare alcuna poesia. Una celebrazione che ne sovverte il senso (ed evita ogni possibile forma di sovrapposizione).

Gli autori e le autrici presenti in questo numero sono ancora una volta esordienti assoluti, nel senso che nessuno di loro ha già pubblicato un romanzo. C’è chi è sul punto di farlo e chi invece si sta ancora facendo conoscere distribuendo i propri testi su riviste o inserti culturali.

I temi dei racconti che state per leggere riguardano il consumo di carne, l’uso di stupefacenti, il mondo immaginifico dei bambini, il potere simbolico delle forbici e le capacità di adattamento di chi persegue carriere artistiche.

Sono storie che mirano a volte a turbare il lettore, a volte a emozionarlo, a volte a farlo sorridere.

Sono storie che hanno entusiasmato me per primo, e per questo si trovano qui.

Buona lettura (e speriamo che in Einaudi la prendano tutti con spirito).

Il vostro audace
BB


In questo numero:

  • Giulia della Cioppa, Carne
  • Christian Mandas, Madonnina
  • Tiziana Bianca Calabrò, Forbici
  • Mattia Cecchini, Lea non risponde alle domande
  • Leonardo San Pietro, Come perdersi (trovarsi) in un bosco dopo una fetta di space-cake
  • Debora Petrina, L’impostora

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