Ultima uscita

Cos’è ‘tina?

Bella domanda. Non mi è facile, né lo è mai stato, spiegare veramente cos’è ‘tina. La definizione più semplice è che si tratta di un piccola rivista di letteratura. Ma, in realtà, neanche questo è propriamente vero: le riviste, infatti, per loro natura, hanno una redazione, delle uscite regolari e l’ambizione di raggiungere un numero piuttosto ampio di lettori. Tutto questo per ‘tina non esiste. Per cominciare, non c’è una redazione, ma ci sono solo io; i numeri escono a scadenze irregolarissime (praticamente quando ho voglia); e non mi sono mai preoccupato, neppure una singola volta, di controllare quanti lettori leggano/scarichino i numeri.

Che razza di criteri sono per gestire una pubblicazione di letteratura? Non molto logici, lo so bene. A dir la verità, ‘tina non è nata neppure con lo scopo di diventare una rivista da diffondere. La primissima edizione (in, credo, dodici copie) era stata realizzata solo per una circolazione fra amici stretti. Avevo semplicemente raccolto i fogli sparsi di diversi autori, così come me li avevano consegnati, e li avevo graffettati in un’unica, rozza fanzine. Poi l’entusiasmo è stato tale che ho deciso di proseguire e di aumentare un po’ il numero di copie. Pensavo di farne un paio di uscite e smettere. Invece la cosa ha cominciato a diffondersi così tanto che continuare è stato inevitabile. E oggi le introduzioni dei singoli numeri, lette di seguito, sembrano proprio la cronaca di una escalation. Ogni tanto ho pensato all’ipotesi di trasformare ‘tina in qualcosa di più professionale, ma ho sempre desistito. La verità è che mi piace mantenere ‘tina in questo ambito amatoriale perché così posso continuare a pubblicare solo cose che amo realmente. Di solito le riviste pubblicano i materiali che ricevono. Per ‘tina invece sono io che richiedo i testi agli altri: amici, scrittori o anche sconosciuti di cui ho letto qua e là cose che mi sono piaciute. Quando lo scrittore Paolo Nori ha avuto fra le mani per la prima volta un numero della rivista, ha detto che ‘tina è come una trasmissione radiofonica, dove i racconti sono i dischi e io sono il dj. Mi è sempre sembrata la definizione più calzante dello spirito che muove questo progetto. Ed è così che vorrei mantenerla.

Love,

Matteo DJ