Valerio Millefoglie, Diventa man on the moon

Fa un certo effetto avere un amico superstar. Il fatto che non lo sia ancora ufficialmente in fondo fa poca differenza. Provate a chiedere in giro e scoprirete che nessuno ha dubbi sul fatto che Valerio lo diventerà. Lui, nel frattempo, si comporta da tale per abituarcisi. Ha anche cominciato a vendere il suo merchandising, più superstar di così! Tra concerti con Caparezza, reading pubblici circondato da autori di fama nazionale e la redazione di un blog assolutamente autocentrico, Valerio ha anche trovato il tempo per scrivere il libro che lo porterà un passo più vicino al mondo dello stardom. Da quel volume, la cui pubblicazione è annunciata per l’anno prossimo, è tratto questo scoppiettante racconto, con tanto di illustrazione inclusa.

DIVENTA MAN ON THE MOON

Abbasso le tapparelle e accendo la luce piccola, la mia stanza adesso è un Madison Square Garden di riflettori. Quello di fronte a me non è muro, ma un pubblico in delirio. Il telecomando diventa un microfono e la mia mano ha un guanto bianco anche se in realtà non c’è l’ha. Dico: Adoro le vecchie canzoni, ma preferisco le nuove. Metto in testa il cappello di mio padre e schiaccio play. Ora, io, sono Michael Jackson e voi state ascoltando Billie Jean.

Papà torna a casa. Valerio Andy Kaufman è in camera sua? Chiede. Sì, risponde mia madre. Allora lui entra al Madison Square Garden.

“Valerio Andy Kaufman, figliolo questa storia deve finire. La casa non è uno studio televisivo. Non ci sono telecamere sulle pareti. E non ti fa bene, dovresti stare all’aria aperta, fare dello sport”.
“Ma infatti io presento un programma di sport in cui nessuno sa quanto ha fatto ieri il Bari”.
“Valerio Andy Kaufman, lo sai a cosa mi riferisco. Stavolta dovrò essere duro, niente più giochi solitari, se vuoi esibirti deve esserci il pubblico”.
“Ma sono tutti lì!”.
“Quello non è pubblico, quella è carta da parati. Il pubblico è fatto di persone vive, vive e che respirano”.

Stacco.

Non c’è un posto libero. La piscina è piena. Sono le tre del pomeriggio a Torre a Mare e sul programma della giornata c’è scritto “Ice Bump live performance”. Ice Bump è il nome del mio personaggio, un giovane cantante che parla di cose che non sa. All’organizzatore spiego che non posso fare il mio show adesso che tutti hanno finito di pranzare. Non hanno voglia, si vede che non hanno voglia, c’è già il sole ad intrattenerli. Senza show non c’è business e senza business non c’è show, e non c’è show per te e non c’è business per te, se non lo fai ora. Lo faccio ora. Il dj manda la base d’apertura, una musica sontuosa e preparatoria. Salgo sul palco e dico “Cosa c’è di meglio dopo aver pranzato di un Ice Bump?”. Qualcuno tira su un occhio, qualcuno si tira su dalla sdraio, qualcun altro mi tira un torsolo di mela addosso. Raccolgo il torsolo di mela da terra e gli chiedo “Tutto bene? Ti sei fatto male piccolo torsolo'”. Faccio la vocina da torsolo e rispondo “Oh un po’, ma non preoccuparti, quel tizio lì aveva un alito che sapeva di buco di culo”. Allora replico: “Forse ne ha due, di culi, così quando uno è impegnato l’altro può comunque continuare a sparare stronzate”. Qualcuno ride, qualcuno non ride, qualcuno sta per venire a picchiarmi. “Sai”, dice Torsolo, “sei il primo a rivolgermi la parola, oltre che i denti, io mi chiamo Torsolo di Mela, per gli amici Torsolo, e tu?”. “Io mi chiamo Ice Bump, per gli amici Bump, sono molto contento di fare la tua conoscenza”: “Piacere mio, sento che saremo ottimi amici”. “Oh lo sento anch’io Torsolo, cantiamo insieme la canzoncina dell’amicizia e della pace?”. “Certo Ice Bump, anzi, certo Bump”. Accendo la Bontempi. Spingo il ritmo Swing e cantiamo.

Torsolo di mela
facciamo amicizia
Torsolo di Mela
litighiamo
Torsolo di Mela
facciamo la pace
pensa che a seconda del momento di quando uno s’incontra
può essere amico o nemico a sua volta,
pensa che a seconda del momento di quando uno s’incontra
può essere amico o nemico a sua volta.
Hitler, sarebbe potuto essere un tuo amico.
Lo sbarco in Normandia, sarebbe potuto essere un tuo amico.
La tua ragazza, sarebbe potuta essere un’amica
Il topino di San Marcello, un tuo amico.

E adesso, avanti, scambiamoci tutti un bel segno di pace.

Il ragazzo che mi ha lanciato il Torsolo di Mela si alza e viene verso di me minaccioso. Il pubblico è preoccupato, l’acqua della piscina è calmissima e nessuno più nuota. Il lanciatore di mela mi porge la mano. Ci abbracciamo. Tutti applaudono e si scambiano il segno di pace. Saluto il pubblico con un “Grazie moltissime” e vado in camerino. Il camerino è lo spazio dietro la consolle. Al bordo della piscina il famoso agente Pino Shapiro dj chiede a un amico “Da dove salta fuori quello?”. “Credo venga dal rione Carrassi della Lituania”. Pino Shapiro dj arriva nel camerino e si complimenta per la performance.

Al Saturday Night Live di OggiTv presento Torsolo. Il pubblico è in delirio e fa la pace. Le coppie che si erano scoppiate si rimettono insieme, i genitori parlano con i figli, i colleghi piangono. La vita sembra bella e verde come per Dorothy nel mago di Oz.

Stacco 2.

Pino Shapiro dj mi chiama nel suo ufficio, che poi è anche casa dei suoi genitori. “Valerio Andy Kaufman, ti si presenta l’occasione unica al mondo, e molto ghiotta per il tuo portafogli, di diventare il protagonista di una sitcom in prima serata”. “Una sitcom?”. “Sì, e questa è di gran classe. Quelli di TeleBari ti hanno visto fare quel personaggio, Ice Bump…e, tieniti forte, vogliono te e Torsolo di Mela in una sitcom dal nome Le magiche avventure di Torsolo. Spiegherai ai ragazzini l’importanza della frutta e dell’igiene dentale”. “No”. “Come no? La tua immagine finirà nei cestini portapranzo”. “Le sitcom sono la parte più infima dì spettacolo, è gente morta che ride”. “Valerio Andy Kaufman, io lavoro nell’ambiente da vent’anni, se ti lasci sfuggire questa opportunità non ti ricapiterà mai più”. “Ok, ma se TeleBari mi vuole dovrà stare alle mie condizioni”. “Certo, certo, è proprio a questo che servono le trattative”. Scrivo le mie condizioni e le do a Pino Shapiro dj. “Quattro apparizioni garantite per Tony Petardo Clifton? Ma chi è?”. “E’ un mago topino di Las Vegas, abbiamo un conto in sospeso”.

Stacco 3.

Pino Shapiro dj va a vedere la performance del mago topino Tony Petardo Clifton. A fine spettacolo le tasche degli spettatori sono vuote. Un grande successo. Nel retro palco Pino Shapiro dj va a conoscere Petardo. E lui non sa che sta venendo a conoscere me, Valerio Andy Kaufman. Quando mi vede senza trucco dice “Oh, Valerio Andy Kaufman”, ma che razza di scherzo è? E quei poveretti che hai derubato in sala?”. In quel momento arriva il lanciatore di mele, uno dei più derubati della platea. “Permettimi di presentarti il mio grande amico, nonché autore, Vincenzo Bob Smuda”. “Oh, ma allora tu, tu…”, PinoShapiro dj è confuso, non sa più che pensare. “Non credere a tutto quello che senti”, sentenzia Vincenzo Bob Smuda. “Sai”, aggiungo io, “mi piace molto essere tante persone diverse, così in giro c’è un sacco di gente con idee diverse di me che dicono: è uno stronzo, è uno simpatico, è un insegnante di psicologia comportamentale. Io voglio creare delle emozioni nel pubblico, che mi amino, che mi odino, è tutto fantastico”.

Torsolo di Mela impazza sugli schermi. Il marchandising va a ruba. Portaspazzolini e spazzolini (fig. 1 e 2), cestini della merenda (fig.3), succhi di Torsolo (fig. 4), giradischi (fig.5), maglie (fig.6), iPod (fig.7). Dopo ogni performance si registra un tasso di cattiveria bassissimo. L’amore si rivela eterno. I denti sono bianchissimi. I libri hanno delle copertine meravigliose. Le canzoni alla radio sono coinvolgenti e fanno sempre piangere un po’ di gioia. Gli stipendi sono stipendi anti-rosso, nessuno si permette più di bloccarti il bancomat. Io nelle vesti di Mago Tony Petardo Clifton rubo nelle case. E’ un momento prolifico. Ma la fama non risolve nulla. La fama è un peso. Così come il pubblico apre il cuore, tanto facilmente ti volta le spalle.

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Un punto rosso appare su Torsolo e non lo fa star bene. Comincia a diventare marcio. Non è più stupendo, telegenico, in forma. Finisce ad esibirsi nei teatrini di periferia. “Ed ora, signore e signori direttamente dalla fortunata sitcom Le magiche avventure di Torsolo, Torsolooo!!!”. I signori sono pochi, le signore ancora meno e assomigliano più a signori. “Non ci sarà più nessuna magica avventura di Torsolo. Su di me non c’è più posto per i vostri denti, ed è ora che io diventi seme per far crescere tanti altri torsoli forti e belli che molto probabilmente non saranno né forti né belli. Abbracciatevi finché potete, il sole arriva a prendersi tutto quello che ha dato. E’ ora che mi buttiate come mi avete preso, è ora che torni alla terra e da qualche altra parte simile. E’ stato bello stare con voi, anche se a volte è stato brutto stare con voi. I moscerini saranno già in volo. Il marrone si sta prendendo il mio bianco senza che io possa farci nulla. Sorridete, perché questa è la fine e nessuno scherzo è più riuscito di un finale, buon tutto”.