{"id":982,"date":"2020-04-13T11:54:47","date_gmt":"2020-04-13T09:54:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/tina\/?p=982"},"modified":"2020-04-13T17:14:14","modified_gmt":"2020-04-13T15:14:14","slug":"niccolo-contessa-educazione-sentimentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/niccolo-contessa-educazione-sentimentale\/","title":{"rendered":"Niccol\u00f2 Contessa, EDUCAZIONE SENTIMENTALE"},"content":{"rendered":"<p>Nascosto dietro un nome d\u2019arte curiosamente al plurale (I cani), Niccol\u00f2 Contessa \u00e8 una delle pi\u00f9 interessanti realt\u00e0 della musica indie italiana. Con soli due album si \u00e8 guadagnato un seguito di ascoltatori fedelissimi e una rassegna stampa da fare invidia ai colleghi cantautori pi\u00f9 celebrati. Che Niccol\u00f2 sappia scrivere l\u2019ha gi\u00e0 dimostrato ampiamente nei testi abrasivi e del tutto contemporanei delle sue canzoni, ma anche in veste di narratore conserva la stessa forza innovativa. Il racconto che mi ha consegnato per <em>\u2018tina<\/em> \u00e8 al contempo la fotografia e la parodia di una generazione hipster e creativa, in grado di fare della propria indeterminazione oggetto narrativo e fonte di guadagno, senza riuscire a sopprimere il desiderio immediatamente successivo di rinnegarla e chiamarsene fuori.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p><strong>Niccol\u00f2 Contessa,\u00a0<\/strong><strong>EDUCAZIONE SENTIMENTALE<\/strong><\/p>\n<p>&#8212;<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Carlo non pu\u00f2 morire, per almeno cinque motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>perch\u00e9 <em>L\u2019Educazione Sentimentale<\/em> (d\u2019ora in poi<em> ES<\/em>), nonostante sia una web serie underground, partita dal basso, frutto della personalissima visione artistica di Carlo (e, in misura minore, di Mathieu), interamente immune da condizionamenti commerciali e\/o <em>corporate <\/em>di ogni tipo (anche se Carlo ha firmato, all\u2019inizio della seconda stagione, un contratto di anteprima esclusiva con Sky; contratto che per\u00f2, attenzione, non garantisce a Sky nessuna voce in capitolo sul contenuto degli episodi e quindi non minaccia <em>in nessun modo <\/em>l\u2019integrit\u00e0 della sua visione artistica), e quindi sia un prodotto culturale assolutamente figlio del ventunesimo secolo gi\u00e0 abbastanza inoltrato (un momento storico in cui, come Mathieu ama ripetere, a raggiungere il successo planetario non \u00e8 una bella ragazzetta americana, ma un pop-house-rapper coreano di trentacinque anni: un fenomeno che, in tempi pi\u00f9 ingenui e pi\u00f9 politicizzati, si sarebbe cercato di spiegare tirando in ballo la CIA e la fragilissima situazione politica della penisola coreana, con il nuovo giovane leader in Corea del Nord e tutto il resto: ottenendo almeno l\u2019effetto di sostituire a una realt\u00e0 francamente inafferrabile la buona, vecchia, cara paranoia), insomma nonostante <em>ES<\/em> sia per sua stessa natura un prodotto culturale post-qualunque cosa, deve comunque mantenere una certa <em>identit\u00e0<\/em>, un certo (argh!) <em>brand<\/em>, come dicono i tipi di Sky (ma \u00e8 solo un consiglio, perch\u00e9, appunto, non hanno nessuna intenzione di minare l\u2019integrit\u00e0 della visione artistica di Carlo, e quel che \u00e8 peggio \u00e8 che sono <em>sincere<\/em>, le teste di cazzo), e questa identit\u00e0 nel caso di <em>ES<\/em> passa per un certo realismo sociale, oppure, volendo volare pi\u00f9 bassi, una certa satira di costume, comunque una roba abbastanza aderente a quel costrutto che l\u2019individuo comune accetta come <em>realt\u00e0<\/em>, con buona pace di Deleuze e quegli altri; una realt\u00e0 in cui possono trovare spazio, tuttalpi\u00f9, degli sprazzi surreali estremamente limitati (che Carlo e Mathieu, in sede di confronto creativo, definiscono <em>cose a buffo<\/em>, stando molto attenti a non abusarne; arrivando a fare dei conteggi per accertarsi che in media, in ogni stagione, non superino il limite, assolutamente arbitrario, di <em>cinque<\/em>), delle <em>schegge di assurdit\u00e0<\/em>, quando ce ne sia bisogno per necessit\u00e0 comiche, o di ritmo: ma la morte dell\u2019autore-regista-sceneggiatore-montatore-attore protagonista, e la sua resurrezione nell\u2019episodio successivo, sarebbe una deviazione troppo forte dal <em>brand<\/em> estetico faticosamente costruito in due stagioni, a meno di non ricorrere a trucchetti tipo <em>era tutto un sogno<\/em>, ipotesi da accantonare immediatamente perch\u00e9, se Carlo e Mathieu hanno capito una sola cosa dell\u2019estetica che viene richiesta non solo alle web serie underground partite dal basso etc. etc., ma a qualunque prodotto culturale che al giorno d\u2019oggi intenda rivolgersi a un pubblico come il loro, la cui et\u00e0 \u00e8 distribuita secondo una curva di Gauss centrata nella famigerata fascia 18-24 anni (i <em>consumatori di domani<\/em>, hanno detto a bassa voce i tipi di Sky che, se avessero avuto un cappello, lo avrebbero tolto in segno di rispetto) ma sconfina in basso nella fascia 12-18 e in alto nella fascia 24-30, insomma per arrivare a questa gente perlopi\u00f9 ventenne ma anche un po\u2019 adolescente e un po\u2019 trentenne, oggigiorno bisogna prediligere l\u2019inspiegato, l\u2019accostamento paratattico di input apparentemente incompatibili, il jump cut, l\u2019effetto <em>tumblr<\/em>: in generale qualunque tipo di spigolosit\u00e0 formale che evochi un mondo in cui il tempo \u00e8 molto compresso, gli stimoli sono forti e diversificati e il significato \u00e8 un problema secondario (ma <em>ci<\/em> <em>deve essere<\/em>, continua a ripetersi Carlo, altrimenti diventa un videoclip); e poi<\/li>\n<li>l\u2019ipotesi di un\u2019eliminazione permanente di Carlo (del personaggio di Carlo) da <em>ES<\/em> \u00e8 fuori discussione: l\u2019intera serie \u00e8 una versione <em>leggermente fictionalizzata<\/em> (Mathieu, quando si scontra con i limiti del suo italiano, chiama in soccorso dei discutibili calchi dall\u2019inglese, lingua che conosce anche meglio del francese; alcuni di questi riescono a farsi strada nei dialoghi della serie, e vengono adottati come neologismi dal pubblico di <em>ES<\/em>, convincendo definitivamente Mathieu che si tratti di buon italiano), un resoconto neanche troppo alternativo della vita del suo creatore, Carlo Rinaldi: l\u2019amato-odiato protagonista ventitreenne, romano, laureando (svogliato) in Lettere, indubbiamente brillante, non particolarmente bello ma neanche disgustoso (e con un fisico pi\u00f9 che discreto, eredit\u00e0 degli anni di pallanuoto da bambino), abbastanza alla moda da essere rilevante ma non abbastanza da risultare antipatico, perennemente <em>conflittuato <\/em>(di nuovo Mathieu) tra egoismo e consapevolezza del proprio egoismo, cos\u00ec come di tutti i suoi limiti e difetti e piccolezze, che non vengono tanto <em>superati<\/em> quanto piuttosto <em>dichiarati<\/em>: perch\u00e9, diciamocelo, se adottasse il tradizionale movimento narrativo televisivo in quattro atti, con un conflitto piccolo alla fine del primo atto e un rovesciamento alla fine del secondo atto e un conflitto grosso alla fine del terzo atto (in corrispondenza, diciamo anche questo, dei vecchi stacchi pubblicitari), e il protagonista si scoprisse, a fine puntata, <em>migliorato<\/em>, la serie sarebbe vecchia, e moralista, e noiosa, una roba tipo quelle sit-com americane di buoni sentimenti alla <em>Settimo Cielo<\/em>, e soprattutto fallirebbe nel proprio obiettivo principale, ovvero l\u2019identificazione con il proprio pubblico. La presenza di Carlo quindi \u00e8 una necessit\u00e0, e non perch\u00e9 lui in persona sia particolarmente affezionato alla sua posizione di attore-protagonista-assoluto: o meglio, non ci \u00e8 pi\u00f9 molto affezionato, almeno dai tempi di ESB (gli episodi di <em>ES<\/em> sono numerati con ES seguito da una lettera che indica la stagione, seguito dal numero dell\u2019episodio, es.: ESB#02 \u00e8 il secondo episodio della seconda stagione; Carlo e Mathieu amano scherzare su \u201cquando arriveremo a ESZ\u201d: tentativo, anche abbastanza tenero, di esorcizzare il terrore di finire le idee), ovvero quando, arrivato il contratto di anteprima esclusiva su Sky e l\u2019articolo in homepage su Repubblica.it (che era, ovviamente, pieno di errori, e definiva Matthieu (sic) Ortoly (sic) un \u201cragazzo italo-francese\u201d, cosa che aveva fatto incazzare non poco il <em>vero <\/em>Mathieu Ortoli, che \u00e8 di padre c\u00f2rso e madre francese ed \u00e8 <em>molto<\/em> affezionato alla sua identit\u00e0 c\u00f2rso-francese) e in generale il picco di popolarit\u00e0, beh, passato quel momento di euforia, la gratificazione nel vedere la propria vita suscitare l\u2019ambita spirale esponenziale dell\u2019interesse <em>social<\/em> \u00e8 stata superata dalla pura e semplice fatica di mandare avanti la baracca, e soprattutto dalle <em>rotture di cazzo<\/em>, Cristo santo, le rotture di cazzo, con l\u2019intera area metropolitana di Roma che sembra essere stata improvvisamente rovesciata come un sasso, e sotto a quel sasso Carlo ha scoperto un brulichio di attori, operatori, direttori della fotografia, segretari di edizione, segretari di produzione, assistenti alla regia, fonici di presa diretta, elettricisti, macchinisti, tutti misteriosamente in possesso del suo numero di cellulare, tutti dispostissimi a lavorare gratis o anche solo a prendersi una birra insieme, tranquillamente, per chiacchierare. Andategli a spiegare che Carlo gira quasi tutto da solo, con l\u2019iPhone, reggendolo in mano anche per ore grazie alle sue pi\u00f9 che discrete braccia da ex-pallanuotista: allora si propongono come fotografi di scena (\u201cIo amo sperimentare tutti i linguaggi, da Hipstamatic alla pellicola b\/n\u201d), ufficio stampa, assistenti personali, <em>driver<\/em>. Carlo comunque non pu\u00f2 morire, insomma, perch\u00e9 non ci sono altri personaggi ricorrenti che potrebbero prendere il suo posto: lo sguardo della serie, come i suoi colori ipersaturati in sede di color correction (uno degli elementi pi\u00f9 riconoscibili del brand di <em>ES<\/em>, e una delle migliori idee di Mathieu: \u201cNon dev\u2019esser\u00e9 come una di quelle seri\u00e9 digit\u00e0li dove non si ved\u00e9 un cazzo\u201d), tende a schiacciare nella bidimensionalit\u00e0 qualunque cosa non sia in primo piano: ovvero, nel 99% dei casi, Carlo. C\u2019\u00e8 Piergiorgio, l\u2019amico comicamente sfigato, i cui rari exploit sentimental-sessuali rappresentano il principale <em>comic relief<\/em> di <em>ES<\/em>; Chiara, l\u2019ex compagna di liceo, ricca, di destra e un po\u2019 puttana (con l\u2019abbronzatura accentuata in post-produzione, fino a farla diventare praticamente nero digitale puro), perennemente soddisfatta, che fa da contrappunto alla perenne e ingiustificata insoddisfazione di Carlo; Ernesto, il trentenne vagamente fuori moda e cripto-marxista che veste magliette larghe di gruppi anni \u201990 e che in linea di massima rappresenta, anche se parla pochissimo, la coscienza del protagonista; e molti altri ancora: ma nessuno veramente in grado di sostenere un numero imprecisato di future stagioni da quattordici episodi della durata di 20-22 minuti. Ovviamente tutti gli attori\/personaggi sono amici di Carlo, e quelli sono i loro veri nomi: un\u2019altra delle fissazioni dei due creatori di <em>ES<\/em>, un altro elemento fondamentale del loro brand, \u00e8 la <em>verit\u00e0<\/em>. Se infatti Carlo e Mathieu hanno capito <em>un\u2019altra<\/em> cosa riguardo al loro pubblico, \u00e8 che il suo succitato bisogno di iperstimolazione artificiosa \u00e8 bilanciato da una forte sete di autenticit\u00e0, di puzza di umanit\u00e0, di cose che a nessuno verrebbe in mente di condividere in pubblico, di dettagli imbarazzanti. Il punto di svolta, da questo punto di vista, \u00e8 stato ESA#05, l\u2019episodio in cui Carlo lascia la propria ragazza dopo due anni di relazione: i dialoghi sono stati trascritti (non adattati, trascritti) dal <em>vero <\/em>litigio che aveva avuto Carlo tre giorni prima lasciando la sua <em>vera <\/em>ragazza, durante il quale (Dio lo benedica) aveva avuto la prontezza di registrare tutto l\u2019audio della conversazione con l\u2019iPhone (e girando la puntata ha spiegato alla finta Enrica, ricacciandosi un nodo alla gola nello sterno, dove era seduta la vera Enrica, quali movimenti aveva fatto, in quale momento gli aveva tirato addosso un cuscino, testimoniato da un \u201cthump\u201d soffocato nella registrazione dell\u2019iPhone, e in quale esatto modo, dopo avergli chiesto di andarsene, si era rannicchiata ed era rimasta in silenzio); tornando a casa in motorino, addirittura, aveva girato alcuni segmenti video in cui piangeva, che poi ha direttamente montato nella puntata: ed \u00e8 stata una vera fortuna, perch\u00e9 Carlo non \u00e8 esattamente un Tognazzi, un Enrico Maria Salerno, e non sarebbe mai stato capace di piangere in scena. La scelta di realizzare tutta la serie con l\u2019iPhone si \u00e8 quindi rivelata vincente, esattamente come ha previsto Mathieu: permette loro di montare, all\u2019interno degli episodi, spezzoni presi dal vero, senza che si avverta nessuno scarto qualitativo: \u00e8 una delle armi segrete di <em>ES<\/em>, e i tipi di Sky la trovano \u201cmolto fresca\u201d. Comunque gli amici di Carlo hanno accettato di buon grado di comparire in <em>ES<\/em>, anche come caricature di loro stessi, perch\u00e9 in fondo sanno che \u00e8 tutto fatto <em>in buoni spiriti<\/em> (ancora l\u2019anglo-franco-italiano di Mathieu), e ancora pi\u00f9 in fondo gli piace essere riconosciuti, ogni tanto, per strada: eccetto Ernesto, l\u2019unico ad aver opposto qualche forma di resistenza, o meglio a non aver dimostrato nessun entusiasmo: nel suo caso sembra proprio che abbia accettato per fare un favore al suo amico Carlo, e quando \u201crecita\u201d tiene stampato in faccia, un sorriso paziente, un po\u2019 distante, come se non gliene fregasse poi tanto di <em>ES<\/em> e della homepage di Repubblica.it e di tutto il resto, come se lo facesse semplicemente per affetto: e questa \u201cinterpretazione\u201d \u00e8 assolutamente perfetta per il suo personaggio, uno pseudo-fratello maggiore, non certo interessante quanto il protagonista ma buono, e saggio, e comprensivo. Ed Ernesto \u00e8 anche l\u2019unico attore\/personaggio\/amico veramente importante, per Carlo: perch\u00e9 non lo confesser\u00e0 mai a nessun\u2019altro, nemmeno a Mathieu, ma ultimamente ha dei <em>momenti<\/em>, ed \u00e8 proprio Ernesto che chiama quando viene colto dai suoi <em>momenti<\/em>: episodi del cazzo, totalmente dimenticabili, che non dicono nulla sulla sua salute psicofisica se non che \u00e8 molto stanco e stressato: momenti in cui ha, diciamo, dei dubbi, roba sostanzialmente innocua, per\u00f2, ecco, in questi momenti non ha la certezza assoluta di cose tipo: che Mathieu non esista; che le visualizzazioni totali di tutti gli episodi di <em>ES<\/em> siano ottantanove, e non, come sa fin troppo bene, ottantanove <em>milioni<\/em>; che abbia sentito degli insulti, degli insulti diretti proprio specificamente a lui, Carlo Maria Rinaldi, attraverso i tubi del riscaldamento di casa sua, quando, una volta, ha avvicinato l\u2019orecchio al termosifone: insomma, cazzate, per\u00f2 <em>abbastanza <\/em>fastidiose: ma grazie a Dio c\u2019\u00e8 Ernesto, il caro, vecchio, grosso Ernesto che fa il ricercatore di Fisica e ascolta i Pearl Jam senza nessuna ironia, che lo sta a sentire, e che spesso, alla fine, lo abbraccia.<\/li>\n<li>Comunque, anche se ci fosse, tra i personaggi, un potenziale protagonista alternativo a Carlo, il pubblico non lo digerirebbe: perch\u00e9 <em>proprio in virt\u00f9 del fatto che ES<\/em> \u00e8 una web serie underground, partita dal basso etc. etc., ha le mani totalmente legate: non da un bieco produttore affamato di soldi e inserzioni pubblicitarie, niente di cos\u00ec novecentesco: ma dal suo pubblico giovane, culturalmente aggiornato e quindi tendenzialmente ondivago. Quando, un anno e mezzo prima, erano iniziate le trattative con Sky (a cui Mathieu non aveva preso direttamente parte, perch\u00e9 era a Parigi, e perch\u00e9 avevano deciso che per evitare complicazioni internazionali tutta la roba ufficiale sarebbe stata fatta a nome di Carlo, che poi avrebbe corrisposto parte degli eventuali profitti, privatamente, a Mathieu) per la seconda stagione di <em>ES<\/em>, Sky aveva messo sul tavolo un intero ventaglio di proposte, che andavano dalla produzione totale della serie (mediante una rosa di case di produzione fidate tra le quali C. e M. sarebbero stati liberi di scegliere), fino alla semplice anteprima in esclusiva su uno dei loro canali, prima del caricamento su YouTube: ma Mathieu, consultato nottetempo da Carlo, era stato irremovibile nella posizione di cedere il meno possibile (\u201cNon vorrai aver\u00e9 un vecchi\u00f2 che ti dic\u00e9 che le nostre idee non vanno ben\u00e9\u201d), a costo di avere il meno possibile, e aveva convinto Carlo, che aveva finito per firmare un contratto ridicolo, in cui Sky pagava una cifra ridicola (meno di mille euro a episodio) in cambio di un\u2019anteprima ridicola (dodici ore \u2013 <em>dodici ore<\/em> \u2013 di anticipo rispetto all\u2019upload su YouTube) sulla sua nuova piattaforma (leggi: canale) SkyNext, un contenitore di \u201cnuove tendenze\u201d, la cui demografica di riferimento, avevano spiegato i tipi di Sky mostrando a Carlo la gaussiana 18-24 di cui sopra, era quasi <em>commoventemente<\/em> congruente a quella di <em>ES<\/em>, e i tipi erano giovani, ed erano sembrati sinceramente cordiali e rispettosi della scelta dei due autori, e avevano tutti i motivi di esserlo: perch\u00e9 nessuno, all\u2019interno del network, si aspettava che quell\u2019anteprima servisse a un cazzo, se non a mettere la bandierina di Sky su <em>ES<\/em>, e ad aggiungere un piccolissimo tassello, a costo quasi-zero, all\u2019identit\u00e0 di brand del network: di modo che, detto in parole povere, quando i 18-24 di oggi si fossero trasformati nei 30-36 di dopodomani, e avessero iniziato ad avere, che ne so, dei lavori veri, un potere d\u2019acquisto degno di questo nome, e magari dei figli, si sarebbero ricordati che Sky tutto sommato era una cosa abbastanza fica, e sedersi in santa pace a guardare la tv, la sera, dopo una giornata di lavoro, non era poi un\u2019alternativa cos\u00ec umiliante rispetto all\u2019andarsi a cercare su internet dei prodotti culturali underground, nati dal basso, etc. etc. Ma adesso, in piena crisi creativa, senza la minima idea di come cominciare la terza stagione, Carlo si sta mangiando le mani, e pensa che avrebbero dovuto accettare il pacchetto completo, con la produzione e tutto: non tanto perch\u00e9 essere prodotti da un colosso della comunicazione mondiale avrebbe significato avere un budget, e magari un po\u2019 pi\u00f9 di soldi da mettersi in tasca, ma perch\u00e9 si sarebbe trovato di fronte a delle <em>facce<\/em> (meglio se anziane e sgradevoli, magari con un sigaro in bocca) contro cui scontrarsi, con cui impuntarsi su un\u2019idea: e invece si trova seduto in mutande e maglietta davanti al computer, a mormorare insulti verso quella massa senza volto di stronzetti tra i 12 e i 30 anni (con un picco tra i 18 e i 24) che gli impediscono un parricidio come Dio comanda, mentre continua a scorrere il feed di Facebook nervosamente, quasi graffiando il touchpad, non certo alla ricerca di ispirazione (non \u00e8 cos\u00ec ingenuo), ma di distrazione: e anche questa ricerca \u00e8 quasi sicuramente fallimentare, questo lo sa bene, ma \u00e8 in nome di quel <em>quasi<\/em>, di quella potenziale eccezione, dopotutto, che buona parte del pianeta consuma milioni di ore ogni giorno. Se Carlo si eliminasse dalla serie\u2026 gi\u00e0 immagina i commenti del pubblico (\u201cHanno finito le idee\u201d \u201cRinaldi trovati un lavoro\u201d \u201c#lafinediES\u201d \u201c<em>ES <\/em>I.P. 2014-2017\u201d, etc.), di quel pubblico maledetto, che dopo due stagioni inizia a scalpitare, a non vedere l\u2019ora di coglierlo in fallo. Non che Carlo, a dire la verit\u00e0, provi propriamente <em>odio<\/em> per il suo pubblico: ha verso di esso lo stesso rapporto di un pescatore polinesiano con il mare: \u00e8 un dato di fatto, una cosa con cui deve fare i conti, un vendicativo dio politeista che si manifesta con maree di visualizzazioni che salgono su YouTube, ondate di tweet pi\u00f9 o meno sensati e, molto raramente, foto delle parti intime di qualche sirena intraprendente, sulla cui et\u00e0 Carlo preferisce non indagare troppo. Cos\u2019\u00e8, per\u00f2, che lo mantiene <em>onesto<\/em>, allora? Cos\u2019\u00e8 che lo spinge a mettere tutta la sua intelligenza e gran parte delle sue energie in un\u2019opera che verr\u00e0 consumata (e <em>commentata<\/em>, Cristo santo, commentata) da gente verso cui prova perlopi\u00f9 indifferenza? Mathieu Ortoli. Mathieu \u00e8, in un certo senso, il suo pubblico. Nei titoli di coda di <em>ES<\/em> (introdotti nell\u2019episodio ESB#01, il primo con l\u2019anteprima esclusiva su Sky) Mathieu \u00e8 accreditato, insieme a Carlo, come produttore esecutivo, addirittura <em>prima <\/em>di Carlo, sebbene non ci siano dubbi riguardo a quale dei due sia lo showrunner della serie. Il buon Mathieu: lui e Carlo si erano conosciuti nove anni prima, al mare, in Sardegna, a Porto Rubeddu, dove i genitori di entrambi avevano una casa: perch\u00e9 il padre di Mathieu, ingegnere edile tra i principali responsabili della cementificazione delle coste corse negli anni Ottanta, trovava estremamente chic che un corso avesse la casa al mare in Sardegna; e all\u2019inizio avevano passato parecchio tempo a scrutarsi, i quattordicenni Carlo e Mathieu, riconoscendo a vicenda, nelle magliette di gruppi semi-sconosciuti che avevano comprato su internet, e che portavano almeno fino all\u2019ombrellone, uno dei segni distintivi della <em>gente come loro<\/em>, ovvero non esattamente emarginati, ma, diciamo, ragazzi dallo sviluppo pop-culturale precoce, pi\u00f9 interessati a roba tipo la musica e i film che a provare a slacciare i costumi da bagno delle ragazze: e la contemporanea presenza di ben <em>due <\/em>esemplari di questa specie, su quelle spiagge di giovani in massima parte abbronzati e spensierati, era una coincidenza abbastanza improbabile e insperata da meritare un approfondimento. Ciononostante, il rituale di reciproco avvicinamento, proprio perch\u00e9 si trattava di <em>gente come loro<\/em>, fu una roba abbastanza complessa, in quanto entrambi dovevano essere certi della totale autenticit\u00e0 dell\u2019appartenenza dell\u2019altro alla <em>gente come loro<\/em>, che non fosse una posa, insomma, e dovettero aspettare l\u2019estate successiva per arrivare ad avere abbastanza fiducia l\u2019uno nell\u2019altro da mostrarsi il contenuto dei rispettivi iPod: ma tutto and\u00f2 per il meglio, e scoprirono di avere un sacco di gusti strani in comune, e fu ancora pi\u00f9 bello proprio perch\u00e9 avevano aspettato cos\u00ec tanto prima di farlo. Dopo quell\u2019estate iniziarono a sentirsi regolarmente, prima su MSN, poi su Skype, poi su Skype e Facebook, poi su Skype e Facebook e WhatsApp, anche se continuavano a vedersi fisicamente, di persona, solo d\u2019estate, a Porto Rubeddu, nel loro <em>Smultronst\u00e4llet<\/em>. Quando due anni prima, su Skype, Carlo aveva accennato a Mathieu il suo progetto di realizzare una sorta di cortometraggio basato sulle (fallimentari) gesta erotiche di Piergiorgio a una serata di musica elettronica a cui erano andati la notte precedente, Mathieu ne era rimasto entusiasta, e lo aveva convinto a trasformarlo nel pilota di una web serie, e gli aveva suggerito il titolo: da allora \u00e8 lo sparring partner di Carlo e l\u2019unico consulente creativo permanente di <em>ES<\/em>. La lontananza geografica \u00e8 in un certo senso un vantaggio, in quanto gli permette di mantenere quel distacco che \u00e8 fondamentale per proporre le idee pi\u00f9 avventurose, come l\u2019episodio su Carlo che lascia Enrica; e poi Mathieu da qualche anno si \u00e8 trasferito a Parigi, e si \u00e8 rapidamente inserito nella movida snob e <em>carburata a droga<\/em> (espressione di Mathieu) dei giovani rampanti della citt\u00e0, e avere a disposizione lo sguardo non-provinciale di uno che vive gomito a gomito con gente terribilmente fica, quasi <em>paurosamente <\/em>fica, \u00e8 l\u2019insostituibile asso nella manica di <em>ES<\/em>.<\/li>\n<li>L\u2019idea (che Mathieu non accarezza neanche per scherzo, sia chiaro, ma prende in considerazione cos\u00ec, per riflesso condizionato, e perch\u00e9 quello era il metodo di lavoro a cui erano abituati: esaurire ogni ipotesi e quindi eliminare l\u2019argomento \u201cmorte\u201d una volta per tutte) di una <em>vera <\/em>morte di Carlo sa un po\u2019 di anni \u201990, come Kurt Cobain, oppure quel film in cui avevano ammazzato un tizio perch\u00e9 la pistola doveva essere caricata a salve e invece gli avevano sparato davvero. E soprattutto<\/li>\n<li>hanno gi\u00e0 fatto <em>loro stessi <\/em>una cosa pi\u00f9 o meno del genere, e Mathieu si riferisce a ESB#02YT (a partire dalla seconda stagione avevano iniziato a realizzare dei mini-episodi pi\u00f9 brevi e \u201csperimentali\u201d, caricati solo su YouTube e non inclusi nel contratto di anteprima esclusiva con Sky, caratterizzati da una numerazione indipendente e il codice YT alla fine della sigla), che proprio Carlo considera una brutta esperienza, una storiaccia, e che in effetti era stata frutto di un paio di scelte avventate durante le riprese di ESB#03: episodio in cui, tra le altre cose, Carlo esce con Carolina Crescentini, che ha conosciuto nell\u2019episodio precedente, e vanno a farsi le canne al parchetto di Colle Oppio: o meglio, la Crescentini gira una canna, e Carlo\u2026 Qui C. e M. si erano trovati di fronte a un paradosso: Carlo nella vita non fumava le canne, non assumeva proprio nessuna droga, e quindi l\u2019esigenza di <em>verit\u00e0 <\/em>imponeva che non fumasse neanche in quella occasione; ma, aveva obiettato Mathieu, nel momento in cui Carlo avesse <em>veramente<\/em> fumato, il Carlo-persona avrebbe contravvenuto alla sua abitudine, cos\u00ec come il Carlo-personaggio, e quindi non ci sarebbe stata nessuna contraddizione tra il Carlo-persona e il Carlo-personaggio; e questa seconda ipotesi era indubbiamente preferibile, perch\u00e9 la scena ne guadagnava in propulsione narrativa, e perch\u00e9 ne avevamo fin sopra ai capelli di storie in cui il protagonista sfigatello \u00e8 troppo sensibile per divertirsi: quindi si gir\u00f2 la scena usando dell\u2019erba vera, e la dovettero ripetere molte volte perch\u00e9 c\u2019erano i lavori della Metro C che facevano un casino micidiale, e dopo ben quattordici take Carlo, che non era minimamente assuefatto ai cannabinoidi, era <em>decisamente<\/em> alterato, e se durante le riprese era riuscito a compensarlo con l\u2019adrenalina della recitazione e tutto il resto, tornando a casa gli sembr\u00f2 che i suoi muscoli avessero un\u2019enorme voglia di rattrappirsi, e una volta arrivato inizi\u00f2 ad avere dei pensieri foschi, e registr\u00f2, con la webcam del Mac, un monologo delirante in cui elencava modi estrosi di suicidarsi, e gli sembr\u00f2 una cosa davvero profonda, forse la cosa pi\u00f9 profonda che aveva mai realizzato, che <em>avrebbe<\/em> <em>mai<\/em> realizzato, e decise di pubblicarlo immediatamente. Apriti cielo. Come si permette un ragazzino che fa di una web serie del cazzo di parlare con leggerezza del suicidio? Campagne su campagne di hashtag, quelle a favore e quelle contro, da #ilsuicidiononfaridere a #iostoconES, e Carlo che si sentiva in colpa, o pi\u00f9 precisamente si sentiva un coglione, mentre Mathieu in videochiamata Skype contava gli hashtag, con tanto di visiera verde da contabile, e sosteneva che quelli pro-<em>ES <\/em>(14) fossero in numero leggermente maggiore rispetto a quelli anti-<em>ES <\/em>(12), e cercava di convincerlo che non aveva fatto nulla di male, e di ricordargli che, prima dei social network, gli unici casi in cui la gente si prendeva la briga di manifestare contro delle opere culturali erano stati i roghi di libri messi all\u2019indice, o gli scontri per le vignette su Maometto, mentre, per dire, quando era stato pubblicato il Mein Kampf nessuno si era particolarmente scandalizzato: quindi tutta quell\u2019indignazione non era nulla di veramente sostanziale, ma solo l\u2019inevitabile effetto collaterale di aver concesso, a delle menti non particolarmente elastiche, la possibilit\u00e0 di esprimere la propria opinione a costo zero; e che anzi, la strada da percorrere non era quella di aumentare l\u2019auto-censura, ma applicare una totale <em>non-censura<\/em>: tentare di annullare definitivamente, una buona volta, la distinzione tra il Carlo-persona e il Carlo-personaggio, documentando su Twitter e Facebook e Instagram e Pinterest tutti i propri processi mentali, e i propri dubbi, e i momenti di fragilit\u00e0, per creare <em>empatia<\/em>, e documentare anche tutta la propria quotidianit\u00e0, in modo che la gente avesse delle immagini a cui appiccicare questa <em>empatia<\/em>, e questa empatia non rimanesse cos\u00ec, astratta. Da qui il Nuovo Corso: con un ritmo di <em>postamento <\/em>(termine di Mathieu) abbastanza serrato, ma non cos\u00ec tanto da sconfinare nello spam, e le storie degli episodi che strabordavano nella macro-storia raccontata da Carlo sui social network, e viceversa, da circa nove mesi; e anche in questo caso Carlo all\u2019inizio si era sentito lusingato dallo scoprire quanti sconosciuti erano interessati a cosa si fosse mangiato a pranzo, o quali autobus prendesse, come se fosse un Re Mida capace di trasformare qualsiasi puttanata insignificante in un elemento di chiss\u00e0 quale mitologia; ma dopo qualche settimana tutto questo si era prontamente trasformato in tedio, e, di nuovo, rotture di cazzo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste, a grandi linee, sono le cinque obiezioni sollevate da Mathieu riguardo all\u2019ultima, ennesima idea di Carlo per l\u2019apertura della terza stagione, l\u2019episodio ESC#01, ovvero la propria morte; e l\u2019idea di morire, in realt\u00e0, non \u00e8 nemmeno una vera e propria idea per ESC#01, ma un\u2019innocentissima mail in cui Carlo, sfinito, ha scritto \u201ce se crepassi?\u201d, e le obiezioni di risposta sono espresse, come al solito, in almeno dodici schermate abbondanti di testo: un po\u2019 perch\u00e9 Mathieu vive in adorazione di un certo scrittore francese dei primi del Novecento che non \u00e8 certamente noto per il dono della sintesi; un po\u2019 perch\u00e9 Mathieu sente il peso dei 1400 km di distanza e cerca, almeno con le parole, di dimostrare quanto pi\u00f9 possibile che \u00e8 vicino a Carlo e si spende per lui, e non \u00e8 semplicemente uno che predica pericolosi avventurismi metanarrativi con il culo del suo amico che, dopotutto, ci mette la faccia; e un po\u2019 perch\u00e9 Mathieu assume regolarmente, essendo parte attiva della movida parigina di cui sopra, sostanze appartenenti al quadrante <em>Stimulants<\/em> della voce <em>Recreational drugs use<\/em> di Wikipedia: pagina che Mathieu conosce fin troppo bene, in quanto \u00e8 la porta d\u2019accesso alle fonti che consulta nevroticamente quando \u00e8 in preda ad attacchi di ipocondria, o di lacrime di coccodrillo, verso le sei-sette di mattina: ma quando non ha attacchi del genere, e gli effetti che non sono ancora del tutto cessati, e si trova a casa, ma di dormire non se ne parla nemmeno, allora risponde alle mail di Carlo, con la luce che inizia a filtrare dalle minuscole finestre del suo semi-seminterrato (nel senso che \u00e8 una specie di seminterrato rialzato, una cosa abbastanza difficile da spiegare, che Carlo continua a non sapersi figurare troppo bene), ed ha alcune delle sue migliori idee.<\/p>\n<p>La mail di Mathieu, come Carlo si aspettava, non prevede nessuna <em>pars costruens<\/em>, ma questo \u00e8 tutto sommato giusto, perch\u00e9 sulle faccende di scrittura il ruolo di Mathieu consiste pi\u00f9 che altro nel bocciare le idee che ritiene deboli, o sviluppare quelle troppo timide, come nel caso di ESA#05, in cui Carlo all\u2019inizio pensava di <em>adattare<\/em>, non copiare direttamente, le parole del suo litigio con Enrica (Enrica, che non gli parlava pi\u00f9 da un anno e mezzo, e non si sarebbe mai sognato di darle torto, nessuno al mondo si sarebbe mai sognato di darle torto; Enrica che era stata forse la prima persona al mondo a non farlo sentire <em>sbagliato<\/em>; Enrica, che ancora poche settimane prima, quando era a letto con trentanove di febbre, solo in casa, e non si era mai sentito cos\u00ec abbandonato in vita sua, Carlo aveva cercato di <em>trascinare <\/em>\u00a0in quella stanza con la sola forza del suo pensiero semi-delirante e delle sue lacrime urticanti da febbre alta, lui che iniziava a ridere prima ancora che si iniziasse a parlare di cose fricchettone tipo <em>le energie<\/em>; Enrica che aveva dovuto bloccare da ogni possibile social network perch\u00e9 solo leggerne il nome gli faceva risalire dall\u2019intestino all\u2019esofago un palloncino gonfio di elio, e ricoperto di pena verso s\u00e9 stesso: come ogni volta che pensava a sua sorella, alla pallanuoto, ai suoi genitori, a tutto quanto ci fosse nella sua vita prima del 2014, prima di questa maledetta serie di merda; Enrica che quindi \u00e8 un pensiero che \u00e8 meglio, <em>molto <\/em>meglio ricacciare via, soprattutto adesso che ha bisogno di farsi venire un\u2019idea).<\/p>\n<p>L\u2019idea di chiamare Mathieu e provare a discuterne a voce, poi, \u00e8 da escludersi, perch\u00e9 a Roma sono le 12:27 del mattino e quindi nel Fuso Orario Ortoli (-08:00 rispetto al GMT, come a Los Angeles: gli orari parigini di Mathieu non sono esattamente sani, e i due scherzano spesso sul fatto che Mathieu \u00e8 \u201cil loro produttore a LA\u201d) siamo in piena notte: e comunque Carlo non ha avuto, nel frattempo, altre idee, e quindi non ne uscirebbe nulla di buono. Si ricorda che da quando si \u00e8 alzato non ha ancora twittato nulla, quindi rimedia, un po\u2019 alla buona: \u201cAspetto l\u2019ispirazione. Pare che abbia trovato traffico\u201d. Va alla finestra per provare a scattare una Instagram, ma non c\u2019\u00e8 veramente un cazzo di instagrammabile.<\/p>\n<p>Prova a ragionarci con ordine, a formulare qualche magico sillogismo da cui sar\u00e0 inevitabile <em>dedurre<\/em> il contenuto di quel maledetto ESC#01, anche se sa benissimo che non servir\u00e0 a niente: sa che le idee, quelle vere, quelle buone, arrivano spontaneamente, si accendono, ma non come nella metafora sputtanata della lampadina, pi\u00f9 come un incendio colposo, un mozzicone di sigaretta che getti dalla macchina senza pensarci troppo e dopo mezz\u2019ora ecco che vedi le fiamme nel retrovisore; comunque, per disperazione, ci prova, ripensa all\u2019arco narrativo delle stagioni: ESA parlava dei cazzi suoi, non doveva neanche sforzarsi troppo, le storie venivano da sole: quello si tresca quella, il tentativo di fare una web serie, i tipi buffi, gli esami, e altre stronzate; ESB \u00e8 tutta sull\u2019inaspettato successo nazionale di ESA: Piergiorgio che inizia a scopare in giro perch\u00e9 le ragazze lo riconoscono, gli amici famosi, i dubbi di Carlo su dove andare a parare con la serie, Ernesto che lo mette in guardia sui rischi dell\u2019autoreferenzialit\u00e0\u2026 ESC, secondo la stessa logica, dovrebbe parlare della sua incapacit\u00e0 di andare avanti con la serie: ma come ci tiri fuori quattordici episodi? Anzi, come ci tiri fuori anche <em>un solo<\/em> episodio? L\u2019idea di fissarsi l\u2019ombelico, tanto per dire, l\u2019hanno gi\u00e0 usata, in ESB#04YT, ma solo per quindici secondi, e all\u2019interno di una sottotrama sulle difficolt\u00e0 di Carlo ad accettare il fatto di avere dei peli.<\/p>\n<p>Gli occhi gli iniziano a bruciare leggermente. Perch\u00e9 tanta fatica, comunque, perch\u00e9 rompersi la testa su questa dannata apertura della terza stagione? Non certo in nome dei soldi, o almeno non ora, perch\u00e9 tra il contratto con Sky e i quattro spicci delle visualizzazioni su YouTube non si sta certo arricchendo, ma la parola chiave ovviamente \u00e8 <em>futuro<\/em>: nel futuro, non \u00e8 chiarissimo in che modo, ma nel futuro tutto questo pagher\u00e0: si tratta di un dogma sottinteso, che non \u00e8 mai nemmeno stato messo in discussione: sicuramente non ha mai affrontato esplicitamente l\u2019argomento con Mathieu, per il quale \u00e8 ancora meno chiaro in che modo essere stato il consulente-ombra di una web serie partita dal basso etc. etc. in un altro paese, e in un\u2019altra lingua, si trasformer\u00e0 in qualcosa di lontanamente spendibile, non solo sul piano lavorativo ma anche sul piano, boh, esistenziale, nel senso che quando ti chiedono che fai puoi rispondere <em>questo<\/em> senza sentirti ridicolo.<\/p>\n<p>Nel frattempo @pkuz88 ha risposto al tweet di Carlo: \u201cMi sa che s\u2019\u00e8 proprio trasferita, l\u2019ispirazione\u201d, e Carlo ovviamente lo retwitta, perch\u00e9 fare il signore paga sempre, e perch\u00e9 <em>\u00e8<\/em> un signore; ma ecco, ecco arrivata precisamente al momento giusto la manifestazione concreta del motivo per cui deve continuare, il motivo per cui deve andare avanti con <em>ES<\/em>: non per <em>non deludere<\/em> la gente ma per <em>metterla a tacere<\/em>, per dimostrare che \u00e8 capace di fare qualcosa che nessuno di quegli stronzetti tanto acuti e smartphone-dotati, ovvero dotati dei suoi stessi mezzi, \u00e8 stato in grado di fare, e, anche se rimane il problema di come cazzo aprire quella stagione, gli sarebbe venuta un\u2019idea, in qualunque modo, magari schiarendosi le idee, parlandone con qualcuno: prover\u00e0 anche a risentire Ernesto, a capire cosa ne pensa, anche se sa benissimo che gli risponder\u00e0 con le solite tre parole, un ritornello che \u00e8 arrivato a odiare:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>esci di casa<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>e certo, Carlo lo far\u00e0, prima o poi, smetter\u00e0 di scorrere questa cazzo di home di Facebook e si metter\u00e0 un paio di pantaloni o qualcosa del genere, e per strada far\u00e0 anche lo sforzo di alzare gli occhi dallo smartphone per qualche istante in pi\u00f9 rispetto a quelli strettamente necessari ad assicurarsi una deambulazione senza incidenti, smetter\u00e0 di fare foto, di refreshare Twitter, interromper\u00e0 momentaneamente l\u2019auto-documentazione della propria esistenza, la sua continua #autorappresentazione senza gioia, e quale <em>incredibile<\/em>, <em>grandiosa <\/em>illuminazione ne ricaver\u00e0? Che c\u2019\u00e8 un sacco di gente, certo: ci sono le famigliole normali, con la madre riccia e il passeggino, di cui <em>da sempre <\/em>non gliene frega veramente un cazzo a nessuno; o i lampadati che guardano le tv di Berlusconi e sognano il macchinone, e ti imbruttiscono se li costringi a inchiodare, e che ormai non fanno nemmeno pi\u00f9 ridere; o le impiegate ministeriali, che bloccano il traffico per parcheggiare in tripla fila <em>esattamente davanti <\/em>al parrucchiere, le puttane, e pure in orario di lavoro; e gli immigrati, Dio santissimo, gli immigrati, gi\u00e0 ampiamente raccontati e contro-raccontati da orde corsare di manoscrittori e cortometraggiari, in storie con il nero buono e il bianco cattivo che diventa buono; per non parlare delle coppie di Prati che si separano, o delle ragazze con qualche trauma alle spalle tipo uno stupro, e che possono andare a farsi riccamente fottere <em>di nuovo<\/em>, per quanto lo riguarda; e i professionisti con le Hogan, che ormai li prende per il culo pure la Settimana Enigmistica, o i precari, questi cazzo di precari, con le manifestazioni e le iniziative e la \u201ccoscienza di classe\u201d: buona fortuna, fratelli, avete proprio capito tutto di come sta girando il mondo; e i cazzo di preti, che Carlo sarebbe morto, lo giura, <em>morto<\/em>, pur di non dover conoscere una virgola, una sola virgola, della loro pallosissima vita cripto-pederasta di merda; e magari, per non farci mancare nulla, vicino alle facolt\u00e0 di Architettura, o in qualche quartiere molto specifico, vicino a qualche locale molto specifico, incontrer\u00e0 qualche ragazzetto o ragazzetta pi\u00f9 o meno della sua et\u00e0, vestito pi\u00f9 o meno come lui e cose del genere: e Carlo, quelli l\u00ec, li conosce ancora meglio di tutti gli altri, e sa bene cosa c\u2019\u00e8 dentro quelle testoline: c\u2019\u00e8 un gomitolo meschino di complessi di inferiorit\u00e0, e la paura di non contare nulla, di non <em>essere<\/em> nulla: perch\u00e9 anche loro vorrebbero essere dentro a quegli schermetti che toccano tutto il tempo, e non solo in quelli dei loro quattro amici, ma in quelli di milioni di sconosciuti, come Paris Hilton, o come Carlo: per\u00f2 gli \u00e8 andata male, <em>agli stronzi<\/em>: e allora scrivono le loro arguzie, e sbracciano per farsi notare, e fotografano le minchiate che mangiano, e sussurrano insulti attraverso i tubi del riscaldamento: quando, questo ormai l\u2019ha capito benissimo, se solo Carlo li cagasse per mezzo secondo, <em>per mezzo secondo<\/em>, gli pulirebbero casa con la lingua, e lo urlerebbero al mondo con gioia, <em>gli stronzi<\/em>: e sono quelli che disprezza di pi\u00f9, i pi\u00f9 macchiati dal peccato originale comune a tutti i miliardi di teste di cazzo al mondo, compresi gli africani, gli australiani, i cinesi e tutti gli altri: quello di non essere lui, di non essere <em>esattamente lui<\/em>, Carlo Maria Rinaldi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nascosto dietro un nome d\u2019arte curiosamente al plurale (I cani), Niccol\u00f2 Contessa \u00e8 una delle pi\u00f9 interessanti realt\u00e0 della musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-982","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numeri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/982","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=982"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/982\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":984,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/982\/revisions\/984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}