{"id":980,"date":"2020-04-13T11:55:28","date_gmt":"2020-04-13T09:55:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/tina\/?p=980"},"modified":"2020-04-13T17:26:27","modified_gmt":"2020-04-13T15:26:27","slug":"emanuele-kraushaar-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/emanuele-kraushaar-storie\/","title":{"rendered":"Emanuele Kraushaar, Tic (6 micro-racconti)"},"content":{"rendered":"<p>Un libro notevole (e ingiustamente sottovalutato) della produzione italiana recente \u00e8 \u201cMaria De Filippi\u201d di Emanuele Krahusaar, una sorta di campionario dei partecipanti alla trasmissione <em>Uomini e donne<\/em> attraverso un centinaio di micro-racconti: un mosaico di vite alla ricerca di redenzione in forma di fama televisiva.<\/p>\n<p>La dimensione breve, brevissima \u00e8 congeniale a Kraushaar, che dopo quell\u2019anomalo romanzo ha prodotto altre raccolte (al momento ancora inedite) composte da racconti flash: veri e propri lampi di luce in grado di illustrare in un breve attimo intere vicende, che aprono nella mente del lettore ventagli di possibilit\u00e0. L\u2019autore ne ha concessi cinque a <em>\u2018tina<\/em>, che trovate sparsi fra le pagine di questo numero.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Emanuele Kraushaar,\u00a0<em>Tic (6 micro-racconti)<\/em><\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p><em>Come se fosse un essere lontano<\/em><\/p>\n<p>Non so perch\u00e9, ma quella ha incominciato a telefonarmi una volta a settimana. In realt\u00e0 non le avevo dato pi\u00f9 di tanta confidenza, ma davanti al capo non potevo certo essere freddo con lei: era pur sempre una giornalista del <em>Messaggero<\/em> ed era meglio tenersela buona.<\/p>\n<p>Per questo le avevo dato anche il mio biglietto da visita.<\/p>\n<p>Certo non potevo prevedere le sue telefonate settimanali. Questo no.<\/p>\n<p>E poi aveva quella voce fastidiosa, ma era quello che mi raccontava che non riuscivo proprio a digerire: una volta l\u2019orzaiolo, l\u2019altra il taglio al dito sbucciando una pera e poi la madre che partiva da sola per la crociera sul Danubio.<\/p>\n<p>Per questo ho incominciato ad ascoltarla, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, girando la cornetta del telefono. In questo modo la sua voce sembrava totalmente diversa, come se mi chiamasse da un altro pianeta, come se fosse un essere lontano anni luce dalla mia realt\u00e0. Non capivo quasi niente, ma ogni tanto dicevo \u201cs\u00ec\u201d oppure \u201ccerto\u201d.<\/p>\n<p>Intanto non collegavo pi\u00f9 la voce che mi arrivava a quella della giornalista che avevo conosciuto.<\/p>\n<p>E ieri, che era gi\u00e0 una decina di giorni che non la sentivo, l\u2019ho chiamata io.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 lo sapeva <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho conosciuto Luisa Felici qualche anno fa. Portava i capelli corti a quei tempi ed era ancora una ragazzina, ma faceva la sua gran figura anche allora.<\/p>\n<p>Tutti la guardavano quando passeggiava sulla spiaggia con la mano allacciata a quella del fratellino. Io lo invidiavo il fratellino e avrei voluto darle io la mano e accompagnarla per tutta la spiaggia.<\/p>\n<p>Due anni fa sono riuscito a stare un po\u2019 da solo con lei e ho tirato fuori un discorso che avrebbe cambiato il nostro rapporto futuro.<\/p>\n<p>Me lo ricordo come fosse oggi quello che le ho detto.<\/p>\n<p>Una serie lunghissima di parole che finiva pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cMi piaci Luisa e quando ti vedo quasi non riesco a respirare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0 lo sapevo\u201d mi aveva zittito lei e di l\u00ec a poco si sarebbe alzata, prima di lasciarmi solo al tavolo del bar, con un magone dentro che pesava e mi faceva stare fermo.<\/p>\n<p>Quel discorso mi imped\u00ec di starle vicino di nuovo, perch\u00e9 incominci\u00f2 a sfuggirmi come un\u2019anguilla. Intanto anche io scappavo per non alimentare il mio fallimento.<\/p>\n<p>Era una fuga reciproca e cos\u00ec praticamente non ci siamo pi\u00f9 parlati.<\/p>\n<p>Fino all\u2019altro giorno. Ero sulla spiaggia che leggevo e lei mi si \u00e8 avvicinata.<\/p>\n<p>\u201cCosa leggi?\u201d mi ha chiesto.<\/p>\n<p>Ma io non ho trovato la forza di rispondere e mi sono nascosto tra le pagine del mio libro.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Allo stesso livello<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da qualche giorno mia sorella si sta allungando. La prima volta che ho notato questo fenomeno \u00e8 stato luned\u00ec sera. Lei \u00e8 venuta a trovarci per passare qualche ora con me e la mamma. Ci ha parlato un po\u2019 di quelle sedute di preghiera collettiva a cui sta partecipando. Oltre le finestre della sala c\u2019era un grosso temporale, ma in famiglia si sta bene. Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 la mamma tutto sembra lontano e passeggero.<\/p>\n<p>Queste cose le penso anche adesso che ho quasi trent\u2019anni e non mi vergogno ad ammettere che passerei tutta la vita incollato al divano della sala, accanto a mia madre e mia sorella a parlare di qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>\u201cE quel ragazzo di cui ci avevi parlato?\u201d ha chiesto la mamma ad un certo punto. \u00c8 stato proprio in quel momento, mentre mia sorella rispondeva: \u201c\u00c8 molto gentile con me e ha una gran forza di preghiera\u201d che mi \u00e8 sembrato che si stesse allungando.<\/p>\n<p>La sua testa mi \u00e8 parsa quasi irraggiungibile. Poi ho cercato protezione negli occhi della mamma: quando la guardo non ho paura di niente. E anche se ho quasi trent\u2019anni, non ho nessun problema a dirlo.<\/p>\n<p>Mia sorella vive da sola da quasi tre mesi. Non ci ha mai presentato a casa un fidanzato, ma da qualche tempo parla sempre di questo ragazzo della preghiera collettiva.<\/p>\n<p>E forse \u00e8 proprio da quando fa queste preghiere che si sta allungando.<\/p>\n<p>Poi l\u2019altro giorno \u00e8 tornata e l\u2019ho vista alta e irraggiungibile. Per baciarla ho dovuto mettermi sulle punte.<\/p>\n<p>A dire la verit\u00e0, questa storia di mia sorella non mi d\u00e0 pace.<\/p>\n<p>Vorrei parlarne con la mamma, ma certi discorsi \u00e8 difficile tirarli fuori anche con lei. Poi credo che non si sia accorta di niente. Da quando mia sorella vive da sola, la mamma \u00e8 contenta e serena e non voglio darle nessun problema.<\/p>\n<p>Mi terr\u00f2 dentro questa mia sensazione, finch\u00e9 la cosa non sar\u00e0 evidente. E credo che presto sar\u00e0 visibile a tutti che mia sorella \u00e8 altissima.<\/p>\n<p>Sabato, andando via, ha quasi sbattuto la testa sulla porta e vedendola allontanarsi in macchina mi \u00e8 sembrata piegata su se stessa.<\/p>\n<p>Io esco poco di casa e non ho una fidanzata. L\u2019ultima volta che ci ho provato con una ragazza \u00e8 successo anni fa. Fu con la bionda della biblioteca.<\/p>\n<p>\u201cHai degli occhi blu che mi piacciono\u201d disse fissandomi.<\/p>\n<p>\u201cHai uno sguardo intelligente e dei capelli forti\u201d aggiunse.<\/p>\n<p>\u201cMa sei troppo basso per me\u201d concluse, mentre mi sentivo come schiacciato a terra, quasi allo stesso livello del pavimento, quello della polvere e degli esseri invisibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Anaconda<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Odio le domeniche di sole. Per questo di solito mi chiudo nella mia stanza e mi metto davanti alla televisione. Ogni tanto guardo l\u2019orologio attaccato alla parete sperando che la notte arrivi presto. Il sole preferisco non averlo come punto di riferimento. Meglio le lancette.<\/p>\n<p>Ovviamente non sto a sentire pi\u00f9 di tanto le parole che dicono in televisione. Cerco di non pensare, anche se \u00e8 impossibile. Spero di addormentarmi, ma non mi succede mai prima che sia notte fonda. Guardo l\u2019orologio nervosamente e le lancette sembrano spostarsi a fatica. Cambio canale continuamente: niente riesce a rapire la mia attenzione per pi\u00f9 di qualche secondo.<\/p>\n<p>I miei desideri sono svaniti nel nulla qualche anno fa. Non ricordo bene come sia accaduto e forse non \u00e8 nemmeno accaduto. \u00c8 che sono cos\u00ec dentro e non c\u2019\u00e8 niente da fare.<\/p>\n<p>Un desiderio in effetti ce l\u2019ho: che finisca la domenica e ricominci la settimana di lavoro. Almeno in ufficio c\u2019\u00e8 qualcuno che mi dice cosa fare, dove andare, come fare.<\/p>\n<p>Ecco, <em>come fare<\/em> \u00e8 sempre stato un problema per me.<\/p>\n<p>Cambio canale: sullo schermo appare un tipo che sta in canoa su un fiume di fango alla ricerca di serpenti giganti.<\/p>\n<p>Ha gli occhi che brillano, mentre parla di questi rettili mostruosi.<\/p>\n<p>Io credo di non aver mai avuto quella luce sul viso.<\/p>\n<p>Vorrei che l\u2019anaconda sbucasse dallo schermo, si infilasse nel letto e, insieme al mio corpo, stritolasse i pensieri che da anni mi inseguono, senza darmi tregua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Con quel caldo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non che avessi molte cose da fare, ma in effetti uscirmene cos\u00ec di colpo, con quel caldo\u2026<\/p>\n<p>Fatto sta che mi ritrovo a guidare e a chiedermi: \u201cDove diavolo sto andando?\u201d, quando vedo una ragazza bionda, carina e sudata alla fermata dell\u2019autobus.<\/p>\n<p>Fermo la macchina, cosa che non avrei fatto in un momento tranquillo della mia vita, e chiedo: \u201cVuoi un passaggio?\u201d.<\/p>\n<p>La ragazza \u2013 da vicino, noto i suoi occhi azzurri e attraenti \u2013 mi guarda, sbuffa e dice: \u201cSto andando a graffiare delle persone\u201d.<\/p>\n<p>Apro lo sportello con il cuore che mi pulsa forte.<\/p>\n<p>\u201cAccomodati\u201d dico, prima di premere sull\u2019acceleratore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Esco da una storia<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cProprio non so che farmene di tutti questi soldi\u201d dico.<\/p>\n<p>Le banconote sono sul tavolo. Impilate ordinatamente, emanano una luce attraente.<\/p>\n<p>\u201cComprati una bella barchetta!\u201d esclama Renato Forti, che \u00e8 un tipo da tenere alla larga, anche se ti offre un mucchio di denaro.<\/p>\n<p>\u201cGuarda, io non voglio questi soldi, proprio non mi servono\u201d dico.<\/p>\n<p>Renato Forti si accende una sigaretta, il suo sguardo si fa cattivo e minaccioso.<\/p>\n<p>\u201cCe l\u2019hai una donna? In questa casa manca una donna!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEsco da una storia difficile\u2026\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>Esco da una storia<\/em>\u2026 Ma sei scemo? Hai trent\u2019anni e mi parli di cose del passato!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVa bene, dimmi cosa devo fare allora. Con i soldi mi compro una barca e mi trovo una donna che venga in barca con me e che illumini questa casa\u201d.<\/p>\n<p>Renato Forti, che non ha compiuto ancora trent\u2019anni, ma ha un passato chilometricamente burrascoso, sorride.<\/p>\n<p>\u201cMi devi sparare\u201d dice, mentre posa una pistola sul tavolo, proprio accanto alle banconote.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Di nuovo <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019altro ieri, che era venerd\u00ec e che avevo fatto solo mezza giornata di lavoro, sono tornato a casa e il muscolo del mio braccio sinistro ha iniziato a tremare. Per questo, ho chiamato mia cugina che abita nella mia stessa via.<\/p>\n<p>Mia cugina si chiama Elisa ed \u00e8 una che se hai un problema viene subito in soccorso. Questo \u00e8 quello che si dice di lei, ma l\u2019altro ieri, dopo che le avevo detto del braccio, non \u00e8 pi\u00f9 passata.<\/p>\n<p>Poi in effetti la cosa del braccio non era niente di grave, forse un po\u2019 di tensione nervosa, fatto sta che mia cugina Elisa non mi ha pi\u00f9 chiesto niente ed io mi sono ingoiato il mio rancore.<\/p>\n<p>Un paio di settimane dopo ho saputo che si sarebbe sposata: mi ha telefonato mia zia e me lo ha detto come si comunica un decesso.<\/p>\n<p>E ha anche aggiunto che non sarei stato invitato al matrimonio, perch\u00e9 era saltata di nuovo fuori quella storia successa anni fa tra me e sua figlia.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Come se fosse primavera<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sono corso dietro per giorni, che sono diventati anni e poi decenni. Lei era sempre davanti e io dietro.<\/p>\n<p>Ho avuto altre storie, solo per gettare via il seme, anche se i pensieri pi\u00f9 puri (e anche quelli pi\u00f9 sporchi) li ho tenuti dentro solo per lei.<\/p>\n<p>La vedevo camminare sul ponte, attraversare strade, incontrare persone, respirare lentamente, come solo lei sai fare, perch\u00e9 solo lei \u2013 per quel che ne so \u2013 \u00e8 capace veramente di fermare il tempo.<\/p>\n<p>Ho seguito i suoi passi anche quando faceva freddo, quasi si gelava, e lei continuava ad andare avanti senza fermarsi, sempre vestita come se fosse primavera.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato quell\u2019orientale, quello con i capelli tutti sulla fronte, che diceva di essere della Corea del Nord, ma secondo me era della Corea del Sud.<\/p>\n<p>\u201cNon ho mai incontrato uno della Corea del Nord\u201d ha detto e poi si \u00e8 accesa una sigaretta.<\/p>\n<p>\u201cAdesso fumi?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLui fuma e a questo punto fumo anche io\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho visto quella voragine enorme che si schiudeva di fronte a me e aveva la forma dei loro corpi uniti per sempre; e tutto \u00e8 finito senza essere mai iniziato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il pagliaccio<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Io mi faccio chiamare il pagliaccio, perch\u00e9 vado sempre in giro vestito da pagliaccio.<\/p>\n<p>Mi piace che tutti mi chiamano il pagliaccio, perch\u00e9 solo cos\u00ec mi sento me stesso, anche se in realt\u00e0 non sono un pagliaccio, nel senso che non lavoro in un circo o alle feste per bambini, anzi di solito vado in giro di notte e la gente che mi vede si spaventa a vedermi cos\u00ec.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 non mi interessa: io lo so che non faccio niente di male, anzi so bene che il problema \u00e8 loro e poi per me l\u2019importante \u00e8 che mi chiamano il pagliaccio.<\/p>\n<p>Pure se hanno paura me ne frego, anche perch\u00e9 dovrebbero temere molte altre cose, che invece sembrano farli stare tranquilli.<\/p>\n<p>Per esempio il signor Fernando, il mio vicino di casa, ha un lavoro gi\u00f9 alla discarica che lo ammazzer\u00e0 presto, ha una moglie che ringhia dalla mattina alla sera e secondo me lo picchia pure, ha una figlia che \u00e8 sparita da un paio d\u2019anni e una volta la polizia \u00e8 venuta pure a farmi delle domande, pensando ci fossi di mezzo io.<\/p>\n<p>Quella mattina, il poliziotto si sforzava di non ridere, mentre la sua collega dagli occhi tristi si era spaventata, perch\u00e9 quando erano entrati in casa stavo facendo colazione vestito da pagliaccio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un libro notevole (e ingiustamente sottovalutato) della produzione italiana recente \u00e8 \u201cMaria De Filippi\u201d di Emanuele Krahusaar, una sorta di 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