{"id":978,"date":"2020-04-13T11:56:05","date_gmt":"2020-04-13T09:56:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/tina\/?p=978"},"modified":"2020-04-13T17:12:58","modified_gmt":"2020-04-13T15:12:58","slug":"walter-comoglio-sette-giorni-vividi-e-ininterrotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/walter-comoglio-sette-giorni-vividi-e-ininterrotti\/","title":{"rendered":"Walter Comoglio, SETTE GIORNI VIVIDI E ININTERROTTI"},"content":{"rendered":"<p>Anche se sono il tipo a cui piace abbondare coi superlativi, rare volte mi \u00e8 capitato di leggere il racconto di un esordiente assoluto e trovarlo \u201cindimenticabile\u201d. \u00c8 accaduto nel caso di Walter Comoglio, con un testo che aveva pubblicato in un\u2019antologia di una piccola casa editrice. Si intitolava \u201cTedeschi che suonano altri tedeschi\u201d e narrava di alcuni musicisti tedeschi che utilizzavano <em>letteralmente<\/em> dei loro connazionali come strumenti musicali. Talmente surreale da essere rimasto indelebile nella mia memoria. Da allora seguo i progressi di Walter e quando gli ho chiesto dei materiali per il nuovo numero di <em>\u2018tina<\/em> mi ha inviato una serie di proposte, fra le quali questa in forma di diario: l\u2019inizio di un nuovo anno, svogliato e confuso, di un gruppo di personaggi incapaci di fare i conti precisi con le proprie esistenze. Comoglio ha l\u2019abilit\u00e0 di creare delle storie molto credibili sulla base di pochi elementi. Non so come altro dirlo: mi sembra di cadere dentro in quello che scrivere e crederci da subito.<\/p>\n<p><b>&#8212;<\/b><\/p>\n<p><strong>Walter Comoglio,\u00a0<\/strong><strong>SETTE GIORNI VIVIDI E ININTERROTTI<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8212;<\/em><\/p>\n<p><em>1 gennaio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo gennaio \u00e8 sempre una giornata particolare. E&#8217; come se tutti avessero un Jet Lag da godersi lentamente. Io invece sono uscito di casa alle 8 e mezza del mattino, non so il perch\u00e9. Forse voglio solo fare cose che non ho mai fatto. Allora ho cercato un bar aperto. L&#8217;unico che ho trovato \u00e8 il <em>Tropical Paradise<\/em>, un bar di cinesi. Sono entrato e c&#8217;erano due bambini cinesi che mi guardavano con gli occhi sgranati, io gli ho sorriso, loro hanno continuato a guardarmi. Ho aspettato che succedesse qualcosa per qualche interminabile secondo, poi il bambino pi\u00f9 grande, avr\u00e0 avuto sette otto anni mi ha detto \u201ccaff\u00e8\u201d. Io gli ho fatto si con la testa. La macchinetta era troppo alta per lui, riusciva a malapena ad arrivare dove si carica la moka. Poi ha detto qualcosa a quello che penso fosse il fratellino, se lo \u00e8 caricato sulle spalle e hanno iniziato a trafficare attorno alla macchinetta.\u00a0 A un certo punto il bambino pi\u00f9 piccolo ha sbilanciato l&#8217;altro all\u2019indietro e sono caduti. Mi sono preoccupato per un attimo che si fossero fatti male, ma come se nulla fosse quello piccolo \u00e8 risalito sulle spalle del grande. Dopo qualche minuto i bambini mi hanno dato il caff\u00e8. Faceva schifo, era pieno di grumi, non so come fosse possibile. In compenso loro sembravano soddisfatti. Quello pi\u00f9 piccolo ha addirittura dato una pacca sulla spalla all&#8217;altro. Io gli ho lasciato un euro e non ho voluto il resto. Erano appena le nove e mezza e non sapevo cosa fare. Sono uscito dal <em>Tropical Paradise<\/em> e ho aspettato che succedesse qualcosa, ma a volte non succede veramente un cazzo. Avrei voluto almeno avere un po&#8217; di mal di testa, ma niente da fare. Allora mi sono ripromesso di contare le sigarette che fumavo. Non volevo superare le cinque in una giornata come quella. Sono tornato a casa. G mi ha detto che sono un coglione perch\u00e9 l&#8217;ho svegliata. John Connor stava russando beatamente, lo si sentiva dal salotto. Mi sono piazzato sul divano a far finta di smaltire il Jet Lag che non avevo per un paio d&#8217;ore. A mezzogiorno avevo gi\u00e0 fumato tre sigarette. Poi mi sono messo a dormire per non fumare pi\u00f9. Ho sognato di vincere la medaglia di bronzo alle olimpiadi nei 200 dorso. Ero emozionato e non avrei voluto svegliarmi. John Connor si \u00e8 svegliato alle 5 del pomeriggio. Non riusciva a parlare, aveva i capelli arruffati dal gel. \u201cQue mierda\u201d, ha biascicato appena mi ha visto e si \u00e8 tuffato sotto la doccia. Dopo si \u00e8 rimesso il gel ed \u00e8 tornato a dormire. G nel frattempo stava guardando fuori dalla finestra. \u201cDove sono tutti?\u201d mi ha chiesto. \u201c Non so\u201d ho risposto. Ho preparato un piatto di pasta in bianco. La sera mi sono visto quel documentario di Herzog dove ci sono aerei che decollano e atterrano sotto il sole dell&#8217;Africa Subsahariana. L&#8217;ho trovato veramente commovente. Fuori si era fatto buio. Io e G abbiamo scopato, in realt\u00e0 scopavo io mentre lei era inerte e pensava ad altro. \u201cS\u201d, mi ha detto, \u201cnon voglio che tu mi dia per scontata\u201d. Ci siamo addormentati abbracciati.<\/p>\n<p>Totale sigarette fumate: 6.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>2 gennaio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io e G siamo andati all\u2019IKEA. Fuori batteva una pioggerella triste. Ho parcheggiato strisciando contro una protezione. Non mi sono incazzato comunque, non ne ho sentito il bisogno. Dentro l\u2019IKEA tutto sembra funzionare alla grande, si da per scontato che l\u2019uomo sia definitivamente liberato. G voleva comprare una lampada, allora ho fatto mente locale ed ho immaginato come potessi fare per comprare una lampada. Ero confuso, mi sentivo a uno stadio un po\u2019 inferiore, allora l\u2019ho buttata sull\u2019ironia. Ho iniziato a parlare con un finto accento milanese, a fare l\u2019uomo di mondo, a cui non sfuggiva niente. \u201cLa smetti,\u201d mi ha chiesto G. Io l\u2019ho smessa. Siamo usciti dopo quattro ore con una lampadina a risparmio energetico, un copridivano con un alce disegnata, una specie di struttura pieghevole che doveva essere una lampada e delle frittelle di patate che non promettevano troppo bene. Ho speso 45 euro e 50 in totale. In compenso finora ho fumato solo tre sigarette. Ho visto un vecchio cadere nel parcheggio, si \u00e8 inciampato da solo ed \u00e8 caduto di faccia. Poi si \u00e8 rialzato e felice ha rassicurato tutti \u201dNon mi sono fatto nulla\u201d. In realt\u00e0 sembrava un po\u2019 rincoglionito, tant\u2019\u00e8 che poco dopo \u00e8 caduto di nuovo. G mi ha detto che secondo lei era una specie di flash mob, quello del vecchio, o una cosa del genere per\u00f2 in solitaria di cui non si capiva il nesso finale. Forse aveva solo bisogno di attenzioni. \u201c Secondo me la nostra generazione \u00e8 troppo smaliziata,\u201d le ho detto. G mi fa che si sentiva parte di un ingranaggio che continuava a girare anche se era tutto scalibrato. Le ho detto che non avevo capito, anche se in realt\u00e0 avevo capito tutto. A casa John Connor si stava ancora riprendendo dalla sbornia di due giorni prima. \u201c Que mierda\u201d, mi ha detto. Poi \u00e8 andato in bagno a vomitare. E\u2019 tornato in salotto e abbiamo montato quella specie di lampada che avevamo comprato. Ci ho messo sette ore anche perch\u00e9 John Connor sosteneva di conoscere metodi alternativi. Ha anche telefonato all\u2019IKEA, ma naturalmente non si sono capiti. Comunque alla fine funzionava, insomma si \u00e8 accesa. Siamo rimasti a guardarla in silenzio. Abbiamo mangiato patate lesse davanti alla lampada, come se avessimo fatto qualcosa di grande per tutta l\u2019umanit\u00e0. Alle 23 avevo gi\u00e0 fumato 12 sigarette, per colpa della lampada probabilmente. Mi sono addormentato guardando di nuovo il documentario degli aerei che decollavano e atterravano. L\u2019ho trovato meno interessante dal punto di vista intellettuale, ma sono comunque rimasto colpito dai colori dell\u2019Africa Subsahariana. Alla fine non \u00e8 stata propriamente una giornata intensa, sotto tutti i punti di vista.<\/p>\n<p>Totale finale sigarette: 13 + mezza canna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>3 gennaio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io e G abbiamo preparato le valigie. Mi \u00e8 venuta voglia di andare via per un po\u2019 di tempo. Le ho detto che non avevo pi\u00f9 voglia di vedere il cielo dalla finestra, lei mi ha risposto \u201c Allora facciamo le valigie\u201d e quindi abbiamo fatto le valigie. Io pensavo di andare in montagna. Lei, invece ho scoperto che si era messa a fare le valigie solo per assecondarmi. \u201cCredevo ti passasse,\u201d mi ha detto candidamente. Non le ho rivolto la parola per tutto il giorno e mi sono rimesso a guardare fuori dalla finestra. Nel frattempo John Connor si \u00e8 scottato con il termosifone. Non so come abbia potuto. Ora \u00e8 sdraiato sul letto che piange con un asciugamano bagnato sulla schiena.<\/p>\n<p>G in questi giorni ha smesso di prendere la pillola perch\u00e9 ha detto che le ingrossava troppo il culo. Proprio ora che ho una gran voglia di scopare. Allora sono andato a comprare dei profilattici, cerco sempre i Nulla, oppure Ultraslim, roba cos\u00ec, perch\u00e9 con il preservativo addosso tendo a non sentire un cazzo. Comunque abbiamo scopato, anche se il preservativo mi stringeva troppo ed \u00e8 diventato secco subito. A un certo punto ero sopra di lei e non sentivo veramente niente. Mi son reso conto che stavo pensando ad altro. Pensavo al centrocampo del Toro. \u201c Non ti piaccio pi\u00f9?\u201d mi ha chiesto lei un po\u2019 trafelata. \u201cNo G, tu mi piaci.\u201d Ed ho continuato meccanicamente a spingere come fosse un lavoro ripetitivo e inappagante. Fanculo, mi son detto e, sfilato il preservativo, sono entrato senza. Le sono venuto sulla pancia e mi sono addormentato. Questo \u00e8 tutto. G non mi ha lasciato vedere il documentario con gli aerei che atterranno e ha insistito per guardare un film di Virz\u00ec. Che era anche carino, per\u00f2 avrei preferito guardare il documentario con gli aerei che atterrano. Comunque sono quelle giornate dove ti vien voglia di cercare di capire se per caso hai sbagliato qualcosa.<\/p>\n<p>Totale sigarette fumate: 9<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>4 Gennaio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi G si \u00e8 svegliata nervosa perch\u00e9 non riusciva a vedere i profili di facebook. In realt\u00e0 ieri sera per scherzare le ho detto che per me era come una sorella e credo che se la sia presa. Comunque fuori c\u2019\u00e8 il sole e ho deciso di andare a fare un giro in collina in bicicletta. Ho sudato molto. Quando sono tornato G stava provando a modificarmi delle impostazioni del computer, non so perch\u00e9. In questi giorni siamo tutti un po\u2019 nervosi. Stasera per\u00f2 \u00e8 la grande giornata di John Connor che va su Rai Due in un programma che si chiama <em>Un minuto per vincere.<\/em><\/p>\n<p>Da ci\u00f2 che ho capito ha un minuto per fare dei giochi stupidi e se va bene vince 500 000 euro. John ha passato l\u2019ultimo mese a provare questi giochi, del tipo fai saltare via un tappo a una bottiglia e fallo cadere in un cesto oppure costruisci piramidi di bicchieri, oppure mettiti un biscotto su un occhio e solo con il movimento dei muscoli facciali fallo arrivare fino in bocca. Prima di partire per Milano mi ha abbracciato. Era sicuro che avrebbe in qualche modo svoltato.<\/p>\n<p>Io e G alle 9 di sera ci siamo messi davanti alla Tv: John Connor era il primo concorrente. La prima prova \u00e8 facile, per 500 euro doveva liberare venti metri di nastro di carta con le braccia. Ce l\u2019ha fatta che mancavano 10 secondi, per\u00f2 sembrava provato. Poi si \u00e8 messo a ballare <em>We are the champions<\/em> con Nicola Savino. E\u2019 uno di quei programmi in cui porti i tuoi amici tra il pubblico e John ha portato due dei suoi fratelli. Ho chiesto a G se sapesse quanti fratelli aveva. Lei mi ha risposto \u201cCredo tanti\u201d. La seconda prova, per 1000 euro, consisteva nell\u2019infilare tre anellini colorati in un ferro di cavallo al contrario. Ho subito pensato che John Connor potesse avere qualche problema. Per\u00f2 ha iniziato bene, in trenta secondi ne aveva infilati due su tre. Il problema \u00e8 che l\u2019ultima non voleva saperne. Nel mentre Nicola Savino faceva il countdown. Nulla da fare. Ha perso una vita. Il secondo tentativo non \u00e8 andato meglio, anzi si \u00e8 innervosito subito e non \u00e8 riuscito a infilarne neanche una. Iniziava a borbottare qualcosa e sembrava infastidito. L\u2019ultimo tentativo \u00e8 stato un disastro: dopo 20 secondi gridava ad alta voce e lanciava gli anelli troppo forte. Nicola Savino gli diceva di mantenere la calma. Ecco, poi non so bene cosa sia successo, certo \u00e8 che quello continuava a parlare, a dirgli di stare calmo, a fare il countdown, anche se era palese che non ce l\u2019avrebbe fatta e subito dopo il gong della fine, John Connor gli si \u00e8 lanciato contro, mentre quello gridava \u201c \u00e8 tutto un gioco, \u00e8 solo un gioco, mantieni la calma.\u201d G si \u00e8 coperta gli occhi. Io invece ho guardato tutto. John Connor colpiva a pugni e calci Nicola Savino che cercava di proteggersi. Poi sul palco sono saliti una serie di bodyguard della Rai, tecnici e operatori che hanno placcato John, ma a difenderlo sono arrivati anche i suoi fratelli e hanno mandato la pubblicit\u00e0. \u201cQuanto ha vinto?\u201d . \u201cPenso 500 euro, ma ha fatto un casino, non so se glieli danno.\u201d \u201cPerch\u00e9 va tutto sempre in merda?\u201d Non sapevo cosa rispondere. Giornata stupida. Ho ricominciato a fumare duro, oggi tipo 15-20 sigarette + diverse canne.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>5 Gennaio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi sono svegliato presto quando tutti ancora dormivano. Ho la costante sensazione di perdere tempo, come se il tempo fosse qualcosa che da qualit\u00e0 alla vita, per questo mi sveglio presto. Mi ha telefonato mio cugino. Si \u00e8 rimorchiato una tizia finlandese, mi ha detto solo che questa prova sempre a suicidarsi e lui non ne pu\u00f2 pi\u00f9. Mi ha chiesto un consiglio. Gli ho risposto di portarla al mare. Lui mi ha detto che invece l\u2019avrebbe portata a pranzo da noi, magari fare due parole con qualcun altro le avrebbe fatto bene. Allora ho preparato un rag\u00f9.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 perch\u00e9 mi aspettavo fosse bionda e alta, invece era una ragazza minuta con i capelli neri lunghi e il viso pallido. Non dava esattamente l\u2019idea di vitalit\u00e0 o di brillare in simpatia, sembrava un corvo. Appena entrata si \u00e8 seduta sul divano e ha iniziato a piangere. G ha provato a chiederle qualcosa ma quella scuoteva la testa. \u201c Come si chiama?\u201d \u201c Tulla, credo o Lulla, una roba cos\u00ec,\u201d mi ha risposto mio cugino. Naturalmente Tulla non ha mangiato un cazzo, si dondolava davanti al piatto facendo strani rantoli. Ho chiesto a mio cugino se fosse tutto a posto. Lui mi ha detto che non c\u2019era da preoccuparsi. Abbiamo finito e Tulla \u00e8 andata in bagno. Dopo un po\u2019 ho sentito gridare. Stava provando a tagliarsi le vene del polso con una lametta, solo che la lama era logora e lei non sembrava tanto capace. Mio cugino mi guardava con l\u2019aria di chi aspettava questo momento. Mi sono sentito responsabilizzato e le ho dato uno schiaffo, ma quella mi si era avvinghiata a un braccio e tentava di mordermi. C\u2019era sangue sul pavimento. Abbiamo portato Tulla in soggiorno.<\/p>\n<p>G ha iniziato a pulire il pavimento dal sangue, mentre mio cugino accarezzava Tulla che incredibilmente rideva. In quel momento dalla porta \u00e8 entrato John Connor. L&#8217;ho abbracciato istintivamente e quello mi ha stretto fortissimo. Poi non so perch\u00e9 di preciso, ma John ha iniziato a fare il brillante con Tulla e lei sembrava divertirsi. Mio cugino mi ha confidato che alla fine non voleva solo averla sulla coscienza perci\u00f2 se John Connor se la fosse presa non avrebbe avuto rimostranze particolari. Sembrava sollevato. \u201c Lo sapevo che mi avresti aiutato\u201d, ha detto. Allora cos\u00ec dal nulla Tulla e John Connor sono usciti e io, G e mio cugino siamo rimasti in casa a bere. \u201c Perch\u00e9 si vuole uccidere?\u201d \u201c Non so, credo senta nostalgia della Finlandia.\u201d \u201cE perch\u00e9 non torna ? \u201c ha chiesto G. \u201c Credo che odi i suoi genitori.\u201d<\/p>\n<p>Abbiamo bevuto tutto il pomeriggio e siamo crollati. Mi sono svegliato che erano le 11 di sera. Sono andato a fare una passeggiata. Questa citt\u00e0 ti fa sentire solo. Poi sono tornato a casa e mi sono messo a guardare il documentario con gli aerei che decollano e atterranno in Africa. Definitivamente bellissimo.<\/p>\n<p>Totale possibile sigarette fumate: da 15 a 25<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>6 gennaio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ieri sera alla fine ho dimenticato le persiane aperte per cui mi sono svegliato alle prime luci dell&#8217;alba. G, rannicchiata in posizione fetale, aveva un&#8217; espressione soddisfatta del proprio sonno. Ho deciso di non svegliarla. Mio cugino \u00e8 sul divano che dorme vestito. Quando si sveglia dice che quando eravamo piccoli passavamo pi\u00f9 tempo insieme e mi chiede se pu\u00f2 farsi una doccia. Avrei voglia di ascoltare un po&#8217; di musica, ma mi sembra sempre di rompere le palle e svegliare tutti. Quindi decido di uscire. Mio cugino dice che anche lui sente il bisogno di uscire. Quindi esce, dietro di me. C&#8217;\u00e8 uno strano odore di foglie umide e calpestate. Penso sia facile prendere una qualche micosi. Mio cugino mi ringrazia per ci\u00f2 che ho fatto con Tulla, io sul momento vorrei dirgli che non so di cosa stia parlando, ma \u00e8 troppo lungo, quindi dico \u201cPrego\u201d. Passeggiamo lungo il viale e lui mi confessa che ha problemi a relazionarsi con suo figlio, lo vede poco e quando lo vede, in genere \u00e8 preso dalla smania di fare troppo e fa cazzate. Ha paura che lo consideri un po&#8217; coglione. Gli dico qualcosa sul fatto di provare a essere se stesso e se sei un po&#8217; coglione pazienza, ma lui giustamente mi risponde che probabilmente non posso capire. Poi mi dice che tra un po&#8217; non potremo pi\u00f9 vederci perch\u00e9 andr\u00e0 in Brasile. Io lascio cadere la conversazione. Quando torniamo a casa John Connor sta preparando un caff\u00e8 e alla vista di mio cugino, sogghigna. Mio cugino mi guarda, pensa che il sogghigno sia diretto a lui e gli chiede \u201cCosa cazzo ridi?\u201d John Connor, che \u00e8 un emotivo, perde il controllo di ci\u00f2 che sta facendo e si versa il caff\u00e8 sui pantaloni. Quindi inizia ad imprecare. G si sveglia, spalanca la porta e dice che di non svegliarla pi\u00f9, per nessun motivo, e che tanto alla prima occasione possibile torner\u00e0 a dormire. Quando John Connor le chiede se sta male, lei dice che siamo noi a stare male, sbatte la porta e torna in camera. Avrei ancora voglia di un po&#8217; di musica, ma lascio perdere. Attorno alle due del pomeriggio mio cugino dice\u00a0 \u201cAndiamo a bere qualcosa\u201d. Dico di si e mi accendo la quarta sigaretta della giornata. Al primo bar che incontriamo mio cugino ordina due campari dry. Il sole inizia a nascondersi e una stupida aria grigia ci soffia in faccia.\u00a0 Beviamo ancora due vodke con limone, poi mio cugino mi abbraccia e dice che si sente finalmente al sicuro. Prendiamo un kebab e lo mangiamo in macchina. Mi chiede se posso accompagnarlo a prendere il bambino che da solo non se la sente e io acconsento. Poi ci fermiamo a un altro bar e mi offre nell&#8217;ordine una sambuca, una vodka e limone, un borghetti, un&#8217;altra vodka e limone, una birra e un Fernet per farci la gola. Il buio inizia a serpeggiare. Arriviamo sotto casa di sua moglie che siamo marci. Mio cugino non trova parcheggio, allora scende e prova a spostare un cassonetto della spazzatura. Ma le ruote hanno la sicura, lui tira troppo verso di s\u00e9 e finisce per rovesciare tutto in strada. \u201c S aiutami,\u201d dice, \u201csto facendo di nuovo cazzate.\u201d Sua moglie esce per vedere chi \u00e8 responsabile di quel trambusto. \u201c Ciao Laura\u201d dico. \u201cE&#8217; ubriaco?\u201d chiede lei. \u201c No \u00e8 solo molto teso.\u201d \u201c Andate piano, anzi&#8230;guida tu.\u201d \u201c Io sono ubriaco.\u201d \u201c Allora state fermi un po&#8217;.\u201d Mio nipote \u00e8 un ragazzino che avr\u00e0 otto, nove anni, biondo e con la faccia da bambino. Secondo me non \u00e8 stupido, ma a dire il vero non ho mai avuto l&#8217;occasione di parlarci insieme. Mio cugino quando lo vede si da una scrollata e corre ad abbracciarlo. Lui dice \u201cPap\u00e0 puzzi d&#8217;alcool\u201d e prova a divincolarsi. \u201c Ti porto al bowling \u201c dice mio cugino. Poi insiste per guidare. Alla seconda rotonda che incontriamo, appena fuori paese, non fa la curva e finiamo dritti in mezzo con la macchina sopra una scritta floreale di benvenuto. Mio cugino fa retro e riparte. \u201cSono calmissimo\u201d mi dice. A me vien da vomitare. Poi mette <em>Shine on you crazy diamond <\/em>\u00a0ad alto volume e inizia a gridare qualcosa riguardo i Pink Floyd, poi si mette a mimare una serie di strumenti che non capisco, ma perlomeno sentiamo un po&#8217; di musica. Poi, visto che anche lui \u00e8 un emotivo, si ferma in una piazzola in lacrime a cantare <em>Wish you were here.<\/em> Prova a coinvolgere mio nipote che ormai ha un espressione tra terrore e vergogna. A <em>Swimmininafishboooowwl<\/em> crolla con la testa sul volante. Decido di sostituirlo alla guida. Mio nipote mi dice \u201cGrazie zio\u201d, una cosa dolcissima. Al primo paese che incontriamo mio cugino tira il freno a mano della macchina, \u201cc&#8217; \u00e8 un bar, \u201c sussurra. Entriamo in questo bar ed io prendo un&#8217; acqua tonica che sto male. Mio nipote nulla e mio cugino non riesce a farsi capire. Poi risaliamo in macchina e mio cugino insiste nuovamente per guidare. A una curva a destra scivola dal sedile, mi finisce addosso e ci infossiamo in un campo. A fatica io e il bambino riusciamo a tirare fuori la macchina. \u201c Ti porto a dormire\u201d,\u00a0 dico.<\/p>\n<p>\u201cGrazie zio\u201d, ancora dolcissimo. Arrivo a casa che saranno le due del mattino con la macchina di mio cugino. G dorme. Decido di fare di tutto per non svegliarla. Non riesco a vedere il documentario sugli aerei perch\u00e9 mi gira troppo la testa.<\/p>\n<p>Totale sigarette fumate: circa sessanta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>7 gennaio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stamattina mi sono svegliato con una discreta impazienza. Ho fatto velocemente un caff\u00e8 mentre G ancora dormiva e sono corso in bagno. A met\u00e0 mi sono ricordato del caff\u00e8 e sono corso in cucina. La caffettiera gorgheggiava\u00a0 come un bambino a cui \u00e8 andato di traverso un omogeneizzato o roba simile. Ho fatto in tempo a versare un po\u2019 di caff\u00e8 bruciato in una tazzina, mentre la caffettiera ormai grondava caff\u00e8 sempre pi\u00f9 a scatti, come in agonia. Alcuni fiotti di caff\u00e8 scendevano lungo la caffettiera. Mi ha fatto venire i conati quella scena. Poi sono tornato in bagno.<\/p>\n<p>Ho svegliato G che non l\u2019ha presa bene. Mi ha confessato che era un paio di notti che sognava suo zio e non voleva andare in fondo a quella faccenda. In ogni caso si \u00e8 svegliata e abbiamo deciso di rassettare camera. Come primo passaggio ho provato a spostare una specie di armadio a scaffali. Pareva si fosse incastrato nell\u2019interstizio tra una piastrella e l\u2019altra. Ho provato a sollevarlo, ho spinto pi\u00f9 forte, ma ancora niente. Poi ho controllato che nulla ostruisse l\u2019armadio, ho dato un\u2019altra spinta, ma niente. Allora \u00e8 arrivato John Connor e si \u00e8 offerto di aiutarmi. Credo che lui ami fare questo genere di cose, per cui mi ha spostato con fare sicuro, si \u00e8 rimboccato le maniche sulle spalle e ha iniziato a spingere, invitandomi a seguirlo. Ma eravamo giunti a un punto in cui la faccenda stava assumendo tratti misteriosi. Poi, dopo una spinta neanche troppo potente, l\u2019armadio \u00e8 scivolato sul pavimento come se avesse le ruote. Un cavo elettrico, attorcigliato al piede dell\u2019armadio, era la chiave del mistero. Liberando l\u2019armadio, in pratica tranciammo il filo dal muro, fulminando tutto l\u2019impianto elettrico di camera nostra. John Connor si \u00e8 premurato di chiedermi scusa, poi ha tramutato la sua costernazione in rabbia verso l\u2019elettricista che aveva anche solo immaginato una roba cos\u00ec.<\/p>\n<p>L&#8217;ho detto a G. Lei mi ha risposto che tanto valeva rimettersi a dormire. Era mezzogiorno circa. \u201cAppunto,\u201d ha detto, \u201c cos\u00ec penso a zio.\u201d Non le ho risposto.<\/p>\n<p>Io e John Connor siamo usciti. Abbiamo iniziato a camminare a lato del fiume in perfetto silenzio fino a quando lui mi ha detto\u201d Io e Tulla vogliamo sposarci.\u201d Al mio sbigottimento ha risposto che in effetti tutto succedeva troppo velocemente, per\u00f2 era in una situazione tale che pi\u00f9 un cazzo di cos\u00ec non poteva capire quindi aveva deciso che d\u2019ora in poi avrebbe preso solo decisioni nette come matrimoni, omicidi, eiaculazioni o risse.<\/p>\n<p>Abbiamo continuato a camminare fino ad arrivare a uno spiazzo dove una cinquantina di sudamericani si stava sfidando a calcio. Ho detto a John che comunque aveva ragione.<\/p>\n<p>Siamo entrati in campo anche noi. 24 giocatori per loro e 23 da noi. Io con il mio metro e 79 sono il pi\u00f9 alto e possente e vado a fare il centravanti. Il gioco si sviluppa in una fitta rete di passaggi in orizzontale, palleggi e colpi di tacco inutili, tra gli incitamenti delle donne a bordo campo, fino a quando qualcuno non prova a dribblare il suo diretto avversario, si ritrova incastrato in una serie di raddoppi ed \u00e8 costretto a lanciare via il pallone. Giocavamo da circa quaranta minuti e avevo toccato un pallone, di testa, su uno di questi lanci dalla difesa. Nessuno aveva ancora tirato in porta.<\/p>\n<p>Poi un tizio sui sessant\u2019anni che palleggia davanti a me, invece di passare la palla a uno dei nanetti vicino, inciampa sul pallone e lo lascia l\u00ec incustodito. Carico immediatamente il sinistro e calcio il pallone di collo pieno. La palla colpisce il palo a sinistra del portiere a mezz\u2019altezza ed entra in rete. Immediatamente sento un boato. A bordo campo, le donne si abbracciano. I miei 22 compagni di squadra si mettono a correre verso di me e mi sommergono. Nella calca qualcuno tenta anche di baciarmi. Pare che nessuno facesse un gol da almeno 10 \/ 11 partite. Secondo loro era perch\u00e9 avevano un sistema difensivo che funzionava benissimo. E solo io che ero un europeo potevo eluderlo, con la mia fisicit\u00e0 e il mio tiro potente e preciso. Quindi hanno iniziato a chiamarmi Bomber.\u00a0 Non ci sono state altre occasioni da gol.<\/p>\n<p>La partita \u00e8 finita che il sole era gi\u00e0 sceso da parecchio tempo.<\/p>\n<p>Alla fine John Connor \u00e8 venuto verso di me e mi ha detto che ero veramente tosto per essere un europeo. Non sapevo bene che dirgli, quindi l&#8217;ho ringraziato.<\/p>\n<p>Ci siamo fatti uno spinellone seduti a bordo campo, mentre il freddo tagliente della sera ci massaggiava la schiena sudata. Allora mi son lasciato cadere all\u2019indietro, ho impattato con la schiena sul fondo duro e quasi ghiacciato e mi sono sentito per un attimo al riparo da tutto.<\/p>\n<p>Totale sigarette: non so<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se sono il tipo a cui piace abbondare coi superlativi, rare volte mi \u00e8 capitato di leggere il racconto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-978","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numeri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=978"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/978\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":988,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/978\/revisions\/988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}