{"id":713,"date":"2015-03-28T11:30:06","date_gmt":"2015-03-28T10:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/newsite\/?p=713"},"modified":"2015-03-28T11:45:08","modified_gmt":"2015-03-28T10:45:08","slug":"emilia-bianchini-e-se-non-fosse-che-chimica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/emilia-bianchini-e-se-non-fosse-che-chimica\/","title":{"rendered":"Emilia Bianchini, E se non fosse che chimica?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><i>Motivi per cui questo racconto mi ha conquistato immediatamente: per il tema (l&#8217;arte contemporanea, molto poco trattato in narrativa), per la sicurezza nella stesura, per il carattere forte e personale dei personaggi e, soprattutto, perch\u00e9 trovo stupefacente che sia un&#8217;autrice esordiente ad averlo scritto. Emilia Bianchini, almeno a giudicare da questa singola prova, \u00e8 una debuttante che promette molto bene. Nel suo racconto troviamo un fotografo d&#8217;avanguardia che utilizza la propria madre come modella inconsapevole, un padre assente, un amante non desiderato e il cicaleccio di un mondo elitario fatto di critici, galleristi e semplici snob. Un piccolo universo che Emilia \u00e8 capace di condensare molto abilmente nel precipitato di poche pagine.<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><b><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;\">E SE NON FOSSE CHE CHIMICA?<\/span><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Io, a pensare, mi stendo sul letto.<br \/>\nPenso ai vestiti che indosser\u00e0 mia madre.<br \/>\nIntanto massaggio una parte del mio corpo. Un braccio, l&#8217;incavo del gomito per esempio, oppure l&#8217;ascella. Mi aiuta a scremare il pensiero e mi porta direttamente dove voglio arrivare.<br \/>\nIo mia madre la vesto e la svesto come un manichino di h&amp;m.<br \/>\nHanno organizzato una cena in mio onore. Ne ho approfittato per chiedere una dose di effervescente continuo: permesso accordato; un artista dura meno di un uomo, \u00e8 una lotta contro s\u00e9 stessi piuttosto, ma questi non sono pensieri da farsi, non \u00e8 che quando diventi un artista capisci di pi\u00f9, non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nLa mamma mi viene dietro come il pi\u00f9 fidato dei soci. E io a lei devo tutto quello che sono. Non si tratta di debito di gratitudine, non ha nulla a che vedere con la riconoscenza filiale.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che il mio lavoro \u00e8 lei.<br \/>\nE ieri, per la prima volta, ne ho sentito la forza come un corpo consistente e molto potente.<br \/>\nIeri quelli importanti c&#8217;erano tutti. Federica, della rivista Artrend stava seduta tra Rosy (l&#8217;artista neozelandese) e Vittorio Viviani, direttore artistico di Studio One. Alla sua destra c&#8217;era Elly Vergani, principessa dei salumi nonch\u00e9 inventrice della Cell Generation, di cui io, e ripeto io, sono al momento l&#8217;astro nascente.<br \/>\n&#8220;Dali&#8217;s grandma&#8221; \u00e8 l&#8217;ultimo lavoro di Rosi. E&#8217; un bosco di lumache stridenti. Non capisco se siano occhi oppure vulve oppure semplicemente lumache ma, come ripeto, non \u00e8 importante capire.<br \/>\nAccanto a Rosy stava seduta una donna con il cranio rasato e le sopracciglia pettinate a pallini.<br \/>\n-Tagliolini delle sette Leghe?- domandava il cameriere sporgendosi discretamente su ogni invitato.<br \/>\nNon ho potuto toccare cibo. Ogni cinque minuti, per tutta la sera, ho sorseggiato l&#8217;effervescente continuo, fino a quando lo stomaco \u00e8 diventato una palla calda e dura dentro di me.<br \/>\nDal centro il calore si \u00e8 irradiato per tutto il corpo, in ogni singolo tessuto, tanto da riuscire a sentire gli occhi caldi le unghie calde, l&#8217;ombelico molto caldo il cranio caldo le lacrime calde\u2026<br \/>\nIl cameriere non ha domandato una sola volta perch\u00e9 non mangiavo. Proseguiva, luccicante nell&#8217;abito tessuto di seta e fibre ottiche, con quell&#8217;andamento pattinato e silenzioso.<br \/>\nViviana Felden, collezionista e neurochirurgo infantile, ha trascorso la serata china sul piatto. Ha spalmato ogni pietanza di confettura di limoni di Stromboli.<br \/>\n&#8211; Ne \u00e8 morto uno sotto i ferri &#8211; mi ha bisbigliato Livio all&#8217;orecchio.<br \/>\nViviana ha continuato a mangiare senza alzare la testa dal piatto.<br \/>\n&#8211; Come ti senti? &#8211; mi ha chiesto Micky.<br \/>\n&#8211; Normale &#8211; ho risposto.<br \/>\nE Micky: &#8211; Non sei eccitato?<br \/>\nIo:- Eccitato proprio no!<br \/>\n&#8211; La personalit\u00e0 dell&#8217;artista \u00e8 sfuggente\u2026 &#8211; si \u00e8 intromesso Giacomo Lenti.<br \/>\n&#8211; Sbagliato!- gli ha subito contestato Dennis &#8211; \u00e8 semplicemente pi\u00f9 complessa di quanto tu sia in grado di capire!<br \/>\n&#8211; Multisfaccettata? &#8211; ha cercato di indovinare Clara, l&#8217;assistente di Dennis.<br \/>\n&#8211; No Clara, non ci siamo ancora &#8211; le fa quello , paterno &#8211; \u00e8 qualcosa che elude la forma\u2026.<br \/>\n&#8211; Come\u2026 un refolo? &#8211; ha detto Giacomo con aria ispirata.<br \/>\n&#8211; E&#8217; un equilibrio direi\u2026 circostanziale, infinitamente mutevole e appassionatamente precario\u2026 -.<br \/>\nS&#8217;\u00e8 fatto silenzio sulle sue parole.<br \/>\nHo tenuto la faccia sul tondo del piatto. Ho guardato il mio pesce fisso nell&#8217;occhio. Tacevo. Aveva le scaglie opache di salsa, la testa un po&#8217; storta, adagiato nel suo lettuccio speziato.<br \/>\n&#8211; Non ho fame!- gli ho sussurrato.<br \/>\n&#8211; Mi piace il tuo lavoro &#8211; mi ha detto Delicius.<br \/>\nSo che avrebbe voluto dirmi: -Mi scopi? &#8211;<br \/>\n&#8220;No bella&#8221; sarebbe stata la logica risposta e invece :- Lo so, \u00e8 bello &#8211; le ho detto.<br \/>\n&#8211; Non \u00e8 bello, \u00e8 pev-vev-vso &#8211; mi dice Gaspare Conti.<br \/>\nTrovo che sia pi\u00f9 perverso come dice perverso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">La prima volta ho deciso di vestirla da ginnasta sovietica.<br \/>\n&#8211; Mamma, ti andrebbe di fare qualche foto? &#8211; le ho chiesto. Era un sabato pomeriggio e lei era seduta alla macchina da cucire.<br \/>\n&#8211; Con questo caldo? &#8211; ha risposto.<br \/>\nAveva addosso un paio di mutante bianche ed un reggiseno. La mamma quando fa caldo si veste sempre cos\u00ec.<br \/>\nE&#8217; stata una fortuna che la mamma soffra il caldo perch\u00e9 questo \u00e8 l&#8217;abbigliamento base. Mutande e reggiseno. E&#8217; da l\u00ec che si parte.<br \/>\nLa mamma ha continuato a cucire ancora per cinque minuti.<br \/>\nEra una cucitura immensamente lunga quella che stava facendo e tutta dritta.<br \/>\nSolo l&#8217;orlo di una tenda pu\u00f2 essere cos\u00ec lungo e dritto. Il polpaccio filava sul pedale con una tale velocit\u00e0 e da sotto veniva fuori un muscolo, una forma definita, solo un accenno e poi l&#8217;adipe si faceva fuori tutto il resto. La mamma ha un corpo diviso a tondi. Un tondo per il capo, due tondi per i seni un tondo per la pancia, uno o due tondi per il sedere, due tondi allungati per le gambe. E&#8217; l&#8217;adipe che s&#8217;\u00e8 mangiato via tutto. Persino la caviglia s&#8217;\u00e8 mangiato via, l&#8217;adipe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Il problema dell&#8217;effervescente continuo \u00e8 che erode le pareti dello stomaco. Se ne consumi troppo, ovviamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">A me il corpo della mamma piace. Un corpo cos\u00ec pu\u00f2 indossare qualsiasi tenuta.<br \/>\nHo disegnato la tutina ginnica. Ho ritagliato il cartamodello. E la mamma l&#8217;ha cucita a macchina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Mentre cuciva ha cominciato ad insultare il tessuto: &#8211; Fa schifo questo tessuto! &#8211; urlava, &#8211; Si smaglia! &#8211;<br \/>\n&#8211; Porta pazienza, mamma &#8211; cercavo di calmarla, &#8211; \u00e8 questo il tessuto che ci vuole! &#8211;<br \/>\nLa mamma ha dovuto mettere a punto la sua biancheria intima. Le mutande di cotone venivano fuori dalla tutina e il reggiseno era troppo ingombrante . Poi le calze, quelle giuste, spesse ; \u00e8 stato difficile trovarle e lei assolutamente non voleva farsi fotografare a gambe nude.<br \/>\nLe ho stretto i capelli in uno chignon, ci ho messo quasi cinquanta forcine per farlo stare su. L&#8217;ho coperta con una vestaglia rossa e con l&#8217;auto siamo andati al palazzetto dello sport.<br \/>\nE l\u00ec, lei ha posato per me.<br \/>\nLa mamma non mi ha mai chiesto perch\u00e9 lo facevo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ieri sera c&#8217;era Anche Andy.<br \/>\nL&#8217;abito trasforma la mamma in un eroe.<br \/>\n&#8220;Trasfigurazione&#8221; l&#8217;ha definita Celio Virz\u00ec.<br \/>\nAndy mi si \u00e8 seduto accanto. S&#8217;\u00e8 portato dietro il bicchiere con il succo di fragola e l&#8217;essenza di pino.<br \/>\nIo continuavo con l&#8217;effervescente continuo, un sorso dopo l&#8217;altro. Lo trattenevo in bocca il pi\u00f9 a lungo possibile e solo quando incominciava a bruciare lo buttavo gi\u00f9. Il calore ti indica dove \u00e8 in ogni momento, e resta cos\u00ec a lungo, da farti dimenticare qualsiasi altra cosa. Se ne bevi troppo ti viene la febbre.<br \/>\nAndy ha i capelli a onde pi\u00f9 belli che io abbia mai visto .<br \/>\nFanny Blankers portava i capelli cos\u00ec. Per fotografare la mamma ho ricostruito precisamente la tenuta di Fanny, e ne ho studiato attentamente la capigliatura.<br \/>\nFanny con il numero seicentonovantadue che la port\u00f2 alla vittoria nei cento metri indossava una maglietta bianca con il colletto e un paio di pantaloncini a palloncino e camminava vittoriosa sotto la pioggia con in mano un mazzo di fiori infangato.<br \/>\nDi tre quarti, -dava all&#8217;obbiettivo un braccio, una spalla e parte del torace- ecco Fanny &#8220;l&#8217; olandese volante&#8221;: ho scattato.<br \/>\nAndy lo sa che impazzisco per le onde di Fanny. E non dico che non sia un gioco riuscito, quella capigliatura, a me, un&#8217;emozione la fa sempre venire.<br \/>\nAndy stava zitto ieri sera. Fa parte del gioco anche questo. Ma io avrei voluto che mi parlasse . Mi sarebbe piaciuto sentire la sua voce mentre beato mi godevo l&#8217;effetto di nuvola dell&#8217;effervescente continuo. Avrebbe potuto dirmi: &#8220;mi \u00e8 molto piaciuto quello che hai fatto&#8221; o qualcosa cos\u00ec, invece lui voleva andare al sodo, era nervoso, carico di tensione.<br \/>\n&#8211; Ne vuoi un po&#8217;? &#8211; gli ho chiesto allungando il bicchiere.<br \/>\n&#8211; Sei strafatto\u2026 &#8211; mi ha risposto e ha cambiato posto.<br \/>\n&#8211; E lei dov&#8217;\u00e8? &#8211; mi ha chiesto Violet da dietro i suoi veli, -non \u00e8 voluta venire?<br \/>\nE&#8217; vero, avrebbe potuto esserci se le fosse venuto in mente. Ma non ci abbiamo neanche pensato a una simile eventualit\u00e0. Il fatto che io sia qui \u00e8 una questione di lavoro.<br \/>\nLa mamma diceva: &#8211; Devi trovarti un lavoro -.<br \/>\nE per un periodo io ho fatto il panettiere. Quando tornavo lei sedeva al tavolo e placida beveva il suo caffelatte.<br \/>\nIo tiravo fuori il sacchetto del pane ancora caldo e lei mangiava un panino subito e gli altri li metteva nel ripostiglio del pane.<br \/>\n&#8211; Se non ti senti non andarci &#8211; mi diceva quando le sembravo stanco -troverai qualcosa d&#8217;altro -.<br \/>\nA me del mestiere piaceva il grembiule. La pettorina specialmente, sui peli neri e ricciuti del torace, tutt&#8217;altro da quelli radi e ispidi della schiena.<br \/>\nUn mattino ha nevicato. Dopo il lavoro sono uscito portandomi dietro il bianco fragrante del dentro nel bianco l\u00ec fuori, e poi non ci sono pi\u00f9 andato.<br \/>\n&#8211; Meglio cos\u00ec &#8211; ha detto la mamma &#8211; tutto quel pane era troppo -. E poi dopo qualche giorno: &#8211; Devi trovarti un lavoro.<br \/>\nCos\u00ec, quando le ho chiesto di posare per me, non ha detto nulla.<br \/>\nLa mamma, con i pantaloncini dell&#8217;Adidas e la canotta di stretch, le calzine sottili e le scarpette da velocit\u00e0, ai blocchi di partenza del campo sportivo. Abbiamo dovuto farla e rifarla, quella foto. Volevo vedere il suo corpo protendersi in avanti, volevo vedere il muscolo del polpaccio venire fuori dall&#8217;adipe.<br \/>\n&#8211; Non ce la faccio &#8211; diceva lei e io invece a dirle: &#8211; Ce la fai. Certo che ce la fai -.<br \/>\nIo sono sempre molto paziente. Non grido mai, non potrei, non mi permetterei mai di maltrattarla.<br \/>\nAll&#8217;inizio mi diceva:- Questo non si pu\u00f2. Vedi, non \u00e8 che non voglio, ma questo non si pu\u00f2 davvero fare -.<br \/>\nE io insistevo, con dolcezza, sempre vicino al suo limite, con dedizione, e lei allora faceva un passetto alla volta, migliorandosi sempre.<br \/>\nA volte la mamma mi fa: &#8211; Facciamone un&#8217;altra, posso dare di pi\u00f9 -.<br \/>\nPer fare il calciatore aveva lasciato crescere i peli sui polpacci.In testa le avevo rasato i capelli. E lei improvvisamente era scoppiata a piangere.<br \/>\nE&#8217; meglio che non sia voluta venire.<br \/>\nIn fondo questo \u00e8 il mio lavoro. Nessuno si porta dietro sua madre al lavoro. Se venisse anche lei non mi sentirei libero, e neanche lei lo sarebbe.<br \/>\nLa mamma ama stare sul letto a leggere, quando non ha altro da fare. Legge libri gialli, ma siccome non ha abbastanza pazienza di arrivare fino in fondo, salta di qua e di l\u00e0 attraverso la trama, si fa un&#8217;idea di come va la storia, poi ritorna su alcuni punti che trova particolarmente interessanti.<br \/>\nUno dei punti sui quali ritorna volentieri sono le storie d&#8217;amore. Si diverte a leggere i dialoghi e poi fa i suoi commenti: -Lui \u00e8 un porco! Lei \u00e8 disonesta! -.<br \/>\nDai personaggi femminili pretende un comportamento corretto e amorevole. Le colpe delle donne in fatto d&#8217;amore sono pi\u00f9 gravi di quelle degli uomini.<br \/>\nA un certo punto, ieri sera, Andy mi ha fatto segno di seguirlo nel cesso.<br \/>\nElly Vergani s&#8217;era fatta sotto con Roby dei Pink, lo aveva bendato con un tovagliolo e gli faceva annusare le mani.<br \/>\nVorrei proprio sapere dove ha messo le mani prima di fargliele annusare. Chiss\u00e0 com&#8217;\u00e8 andata a finire.<br \/>\nAndy mi ha spinto contro la parete di fronte allo specchio.<br \/>\n&#8211; Andy, Andy &#8211; gli ho detto , (ama sentirsi chiamato per nome). Penso che sia un grande perch\u00e9 sa concentrarsi. Dall&#8217;alto vedevo soltanto la sua capigliatura ondeggiare. La fantastica capigliatura di Fanny . Lascio andare la testa in avanti e mi godo Fanny che mi entra dentro come un onda, come un onda che avvolge un sasso. E la capigliatura di Fanny-Andy \u00e8 un&#8217;alga che ondeggia nel mare.<br \/>\nIo la mamma non la metto a disposizione del pubblico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Questo pomeriggio iniziamo una nuova serie.<br \/>\n&#8220;Sport acquatici&#8221;. Sar\u00e0 una bomba.<br \/>\nLa mamma si sta preparando.<br \/>\nA pi\u00f9 tardi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Epilogo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Sono steso sul letto.<br \/>\nE&#8217; successa una cosa. Quando siamo tornati a casa, e la mamma indossava la muta e la maschera la portava ancora in testa, aveva tolto solo le pinne perch\u00e9 \u00e8 lei a guidare la macchina, io non ho mai imparato a guidare, beh, quando siamo tornati a casa seduto sul divano c&#8217;era mio padre.<br \/>\nStava l\u00ec come se non fosse mai andato via, su quel pezzetto di divano che era incontestabilmente il suo pezzetto. Il divano allora stava davanti alla finestra. Il suo culo grasso l&#8217;aveva piazzato l\u00ec dove lo piazzava sempre, manco ci fosse stato lo stampo.<br \/>\nQuando ha visto la mamma cos\u00ec ha cominciato a ridere.<br \/>\nVibrava tutto per il gran ridere.<br \/>\nNoi non abbiamo detto niente. Ognuno \u00e8 andato in camera sua.<br \/>\nPer un po&#8217; ho continuato a sentire ridere. Poi non ho sentito pi\u00f9 niente. Ma non sono andato subito a vedere. Anche la mamma ha fatto esattamente come se non fosse successo niente. E&#8217; andata in camera sua, come fa sempre quando torniamo da un servizio. Si \u00e8 spogliata, ha riposto i vestiti. Poi probabilmente si \u00e8 stesa sul letto a leggere.<br \/>\nQuando sono uscito dalla mia stanza- sar\u00e0 passata una mezz&#8217;oretta, mio padre non c&#8217;era pi\u00f9. Anche la valigia che aveva aperto sul pavimento era sparita. Per un attimo ho pensato che avrei potuto reclutare anche lui, ma non l&#8217;ho fatto . Penso che tutto sommato fosse un&#8217;idea abbastanza stupida.<br \/>\nErano pi\u00f9 di due anni che non lo vedevamo, e quasi uno che non ci spediva pi\u00f9 i soldi.<\/span><\/p>\n<p>&#8211; E&#8217; speciale lo sai &#8211; mi ha detto Tony ieri sera &#8211; E&#8217; grande davvero, tu ancora non ti rendi conto di cosa significhi per te -.<br \/>\n&#8211; Non correre &#8211; ho ribattuto &#8211; pu\u00f2 darsi che da domani non riesca a combinare pi\u00f9 niente -.<br \/>\n&#8211; Vedrai che non sar\u00e0 cos\u00ec\u2026 &#8211; fa lui -ho in mente la galleria di Dennis, hai presente il pubblico\u2026 e i soldi. Tu continua a fare quello che fai, niente di pi\u00f9; prometti bene, prometti\u2026 -.<br \/>\nA me sembra che Tony sia troppo avanti, che abbia qualche indizio che io non posseggo, che sappia capire il futuro, il mio intendo\u2026 \u00e8 talmente sicuro e questo fa traslare il mio margine, mi trascina in l\u00e0, mi fa vacillare.<br \/>\n&#8211; Sei soddisfatto? &#8211; mi ha chiesto, &#8211; credo che a ragione tu possa sentirti soddisfatto -.<br \/>\n&#8211; Sono contento &#8211; gli ho risposto, visto che stava l\u00ec ad aspettare.<br \/>\n&#8211; Ottimo\u2026 ottimo &#8211; mi fa, &#8211; continua cos\u00ec! -.<br \/>\nLa piscina era azzurra di piastrelle e stinta e la mamma nera stesa sul fondo: l&#8217;ho presa dall&#8217;alto e da dietro e le forme della sua carne contenute dalla muta la facevano sembrare immersa in un liquido fermo, deformata perennemente, un liquido che ha dentro le qualit\u00e0 del tempo; c&#8217;era anche Cristian il mio piccolo bastardo che correva intorno al bordo e abbaiava ma il salto nel secco non lo poteva fare.<br \/>\nQuando l&#8217;ha visto sul divano Cristian si \u00e8 fermato ai suoi piedi e ha cominciato a scodinzolare.<br \/>\n&#8211; Ciao bello, ciao! &#8211; diceva mio padre, e Cristian gli \u00e8 saltato in grembo; noi nel frattempo ci chiudevamo la porta alle spalle. Mi piacerebbe un finale, \u00e8 indubbio, la casa ad esempio tutta intera in teleobbiettivo con tutto dentro: la mamma, mio padre che raccoglie la sua cazzo di valigia e fa per andarsene ma rimane incastrato anche lui, il giardino che nessuno cura e che si portasse via pure me , via, dentro a un&#8217;immagine fotografica, via senza tragedie, e allora mi dico mah s\u00ec, ben venga Dennis e la sua galleria e la gente che spende per comprarmi le foto, mi piace quest&#8217;errore di fondo, il dettaglio non spiegabile che fa muovere il mercato.<br \/>\nSteso sul letto con sopra Andy: &#8211; Ciao palla di neve &#8211; mi fa e comincia a succhiarmelo.<br \/>\nMi piacerebbe rimanere impresso sulla lastra fotografica insieme a tutto il resto, come ha gi\u00e0 ho spiegato prima, mi piacerebbe che avvenisse quando Andy che mi ha fatto venire si allunga su di me col suo corpo morbido e dischiude le labbra per farmi colare in bocca il mio seme.<br \/>\nMi piacerebbe che Cristian venisse insieme a noi e restasse con la bocca aperta e la sua lingua rosa come un bocciolo a penzoloni e quegli occhi allegri da cane, che fosse per sempre cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Motivi per cui questo racconto mi ha conquistato immediatamente: per il tema (l&#8217;arte contemporanea, molto poco trattato in narrativa), per 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