{"id":711,"date":"2015-03-28T11:31:01","date_gmt":"2015-03-28T10:31:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/newsite\/?p=711"},"modified":"2015-03-28T11:45:11","modified_gmt":"2015-03-28T10:45:11","slug":"roberto-cescon-un-sabato-sera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/roberto-cescon-un-sabato-sera\/","title":{"rendered":"Roberto Cescon, Un sabato sera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>E&#8217; difficile rendere fedelmente sulla pagina il gergo giovanile. Pochi ci riescono. Quando mi ha consegnato i suoi racconti, Roberto Cescon me li ha presentati in modo molto modesto e divertente. Mi ha detto: &#8211; Prima scrivevo poesie o cose serie e non piacevano a nessuno. Poi ho cominciato a scrivere storie piene di parolacce e adesso piacciono a tutti -. Dopo aver letto diversi dei suoi testi, posso tranquillamente affermare che non \u00e8 affatto la presenza di &#8220;parolacce&#8221; a renderli interessanti, ma questa naturale abilit\u00e0 di riprodurre in modo credibile e funzionale il linguaggio odierno, i suoi neologismi, la sua approssimazione. Un mondo in cui i protagonisti invece di mancare agli appuntamenti &#8220;paccano&#8221;, invece di fuggire &#8220;telano&#8221; e invece di accomodarsi in macchina &#8220;si insardinano&#8221;. E il suo ritratto di una serata in una disco di provincia suona veramente, profondamente <span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">generazionale<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><b><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;\">UN SABATO SERA<\/span><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Eravamo io, Matisse, Kristian e Cruise nella Ibiza di Kristian. La musica a palla, il pedale a manetta.<br \/>\nCome ogni sabato, la scommessa \u00e8 fare qualcosa di diverso, ma dopo tutto il nostro girare come trottole alla deriva alla fine ci si ritrova sempre negli stessi posti con le stesse facce (a lamentarsi di quei posti). Giriamo anni a variare un repertorio identico nelle sue impalcature senza sapere cosa veramente vogliamo.<br \/>\nGinger aveva paccato. Ginger &#8211; al secolo Giorgio &#8211; fa economia aziendale a Udine. Anche lui \u00e8 uno di quei cani da ferma che si fanno grandissime seghe mentali sul futuro, sul lavoro, ma poi se ne resta ingessato come tutti noi.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 pacchi, Ginger?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 altrimenti la Anna mi tira merda&#8221;.<br \/>\nAnna \u00e8 la sua morosa morbosamente gelosa. Ginger ne soffre, ma ci resta attaccato. In un angolo del suo io vorrebbe venire con noi, a fare quello che non puoi fare con nessuna ragazza, ma il pensiero delle sfuriate di Anna lo blocca. Quanto siamo coglioni noi uomini quando siamo innamorati.<br \/>\nCos\u00ec immola il sabato sera con noi per un (santissimo) incontro ravvicinato con Anna, un margarita sforzato e il bacino della buonanotte presto perch\u00e9 se no i suoceri s&#8217;incazzano.<br \/>\n&#8220;Che uomo merda che sei, Ginger&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Dicevo, eravamo io, Matisse, Kristian e Cruise nella Ibiza di Kristian. Kristian si \u00e8 preso la Ibiza dopo un viaggio mistico a Ibiza dove ha trovato il paradiso terrestre per la house, le troie pornstar e le pasticche (&#8220;L\u00e0 se ne trovano che qui neanche le sognamo&#8221;).<br \/>\nIo chiedo: &#8220;Dove andiamo?&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Sta&#8217; calmo, sempre il solito ansioso. Intanto adesso andiamo in zona industriale &#8211; si volta verso Matisse &#8211; Dai, Matisse, lavora&#8221;.<br \/>\nMatisse esegue l&#8217;ordine. Da una tasca tira fuori le cartine, dall&#8217;altra il pannetto di fumo. Nel sedile c&#8217;\u00e8 un invito del TNT per i filtrini.<br \/>\nKristian a Cruise: &#8220;Com&#8217;\u00e8 andata ieri sera con la Stefy?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Me la sono scopata. Ci sa fare, e ha due tette mondiali&#8221;.<br \/>\nRisata generale.<br \/>\nKristian: &#8220;Anch&#8217;io una volta me la vorrei fare&#8230;&#8221;.<br \/>\nMatisse, dal suo laboratorio: &#8220;Per fartela devi entrare in un gruppo, suonare qualcosa, sai com&#8217;\u00e8 lei, ma finch\u00e9 ti spacchi i neuroni con le ranette e ti fai i rasponi davanti a Penthouse non ce la farai mai&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Te la devi sudare, Kri, credi che sia cos\u00ec facile?&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Arriviamo al nostro solito posto, la grande quercia dietro le ultime fabbriche della zona industriale. Luci in lontananza, silenzio assoluto. Kristian spegne la Ibiza. Abbassiamo i finestrini.<br \/>\nMatisse accende e passa a Cruise, che fa due tiri e passa, guardando le stelle, a me. Io rimango a osservare la canna a bandiera. Matisse \u00e8 un artista.<br \/>\nKristian mi urla: &#8220;E dai&#8230; devi scriverci una poesia con quel rullone?&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;Muoviti, non vedi che Kri \u00e8 in astinenza?&#8221;.<br \/>\nFaccio due tiri e passo a Kri, che divora il resto.<br \/>\nChi ci regaler\u00e0 ancora questi momenti di pace surreale, i problemi lontani, con le stelle, i grilli, e gettare per un istante la spugna sul ring di questa vita di merda?<br \/>\nCruise: &#8220;L&#8217;altra sera sono andato a vedere About a boy, quello con Hugh Grant&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;Com&#8217;\u00e8?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Non male. Molto identificante. \u00c8 la vita di un uomo sulla trentina che non fa un cazzo dalla mattina alla sera, non vuole legami e si scopa tutte quelle che gli cadono nel mirino&#8221;.<br \/>\nIo: &#8220;Ci sei andato da solo?&#8221;.<br \/>\n&#8220;No, con la Ale&#8221;.<br \/>\n&#8220;E con lei?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Con lei cosa?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Dopo il cinema&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Lascia perdere. Ho bucato&#8221;.<br \/>\nIo: &#8220;Cruise che buca?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Le ho detto che mi identificavo molto in Hugh Grant, che anch&#8217;io non tenevo voglia di metter su famiglia, di incassettarmi nelle regole&#8221;.<br \/>\n&#8220;E lei contenta, immagino?&#8221;.<br \/>\nMatisse mi passa un&#8217;altro cannone.<br \/>\n&#8220;Si \u00e8 messa a piangere. Ha detto che mi pascolava attorno da mesi, come hai fatto a non accorgerti, che pensava che tra noi ci fosse qualcosa di pi\u00f9, e invece tu mi fai questi discorsi strani&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;Che coglione! E poi?&#8221;.<br \/>\n&#8220;le ho detto che&#8230; anche Hugh Grant nel finale del film in qualche modo era cambiato, tutti cambiano, perch\u00e9 prima o poi arriver\u00e0 il momento di far le cose serie&#8221;.<br \/>\nIo: &#8220;Ah, bella giustificazione! E lei si \u00e8 bevuta &#8216;sto campanile in corner?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Mi ha chiesto di riportarla a casa e quando siamo arrivati davanti al suo cancello con gli occhi lucidi mi ha detto che era meglio non vederci pi\u00f9&#8221;.<br \/>\nKristian: &#8220;Bruciata la Ale&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;&#8230;Non avevo mai pensato di mettermi insieme, mi \u00e8 dispiaciuto, ma&#8230;&#8221;.<br \/>\nKri: &#8220;Dai, uomo merda, dove andiamo a farti ubriacare stasera?&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;L\u00ec in officina finito tutto, Matisse?&#8221;.<br \/>\n&#8220;S\u00ec&#8221;.<br \/>\nKri: &#8220;Andiamo al TNT?&#8221;.<br \/>\nConsenso unanime. La Ibiza si lancia assieme al CD di Dimitri from Paris, pompato dai subwoofers, dagli ampli e dai tweeters.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Appena fuori Portogruaro, troviamo sul ciglio della strada due tipe mezze dilaniate che fanno l&#8217;autostop.<br \/>\nKri: &#8220;Le prendiamo?&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;E me lo chiedi? Fermati, no?!&#8221;.<br \/>\nCi fermiamo. Abbasso il finestrino. Le tipe si mettono a ridere, di una risata tra l&#8217;alcolico e il chimico, o probabilmente entrambi. Noi ci guardiamo come per dire Bene, e pensa che \u00e8 solo l&#8217;una di notte.<br \/>\nUna tipa fa: &#8220;Ci date uno strappo fino al TNT?&#8221;.<br \/>\nAdesso le guardo meglio. Una \u00e8 mora, due chili di fondo sulla faccia, bel fisichino (solo i fianchi un po&#8217; abbondanti ma passabili), top trasparente e golfino nero corto della serie Volevo lasciarlo a casa ma mia mamma all&#8217;ultimo mi ha rotto i coglioni che solo con il top prendevo freddo e cos\u00ec ho preso la cosa pi\u00f9 corta che avevo che mi coprisse le spalle e le ho sbattuto la porta.<br \/>\nL&#8217;altra \u00e8 mora con i riflessi rossi, occhi verdi, pi\u00f9 lolitina, con le tettine a pera, jeans stampati, canottiera panna con i capezzoli stampati e scarpe a punta con tacco chilometrico.<br \/>\nMatisse: &#8220;Due dame senza cavalieri?&#8221;.<br \/>\nLe tipe ridono.<br \/>\nCruise: &#8220;Dai, montate su&#8221;. Cruise ha usato montate di sicuro per comunicare subliminalmente come vorrebbe s&#8217;involasse la seratina.<br \/>\nLe tipe ridono. Ridono e basta.<br \/>\nLe facciamo salire dietro. Cruise bestemmia il cielo per voler sempre stare davanti.<br \/>\nIo e Matisse ci insardiniamo dietro con le tipe.<br \/>\nla Ibiza riparte.<br \/>\nIo: &#8220;Come vi chiamate?&#8221;.<br \/>\nQuella col top: &#8220;Io Lara&#8221;.<br \/>\nLa lolitina: &#8220;Io Sonia&#8221;.<br \/>\nE ridono.<br \/>\nIo: &#8220;Staremo un po&#8217; stretti&#8230; per voi non \u00e8 un problema, vero?&#8221;.<br \/>\nSi guardano, ridono: &#8220;Noooo&#8221;.<br \/>\n&#8220;Di dove siete?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Di Porto&#8221;.<br \/>\n&#8220;Anch&#8217;io. E voi?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Siamo tutti di C.&#8221;.<br \/>\n&#8220;Dove?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Vicino Pordenone&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ah&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;E cosa fate?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Io la commessa in un negozio di scarpe&#8221;.<br \/>\n&#8220;Io studio Giurisprudenza a Udine&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;A Udine? Anch&#8217;io&#8230;&#8221;.<br \/>\nLara lo placca: &#8220;Avete da fumare?&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Nno&#8230;abbiamo appena finito..&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;No no, c&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8 ancora&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Bastardo!&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;Per due ragazze cos\u00ec belle questo e altro&#8221;.<br \/>\nIo: &#8220;E voi cosa ci date in cambio?&#8221;.<br \/>\nSonia si struscia contro di me: &#8220;Tu cosa vuoi?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Quello che hai&#8221;.<br \/>\nMi bacia il collo e mi tocca la coscia. Io, con la voce un po&#8217; provata: &#8220;S\u00ec&#8230; mi piace&#8221;.<br \/>\nAnche Lara di l\u00e0 sta lavorando con Matisse.<br \/>\nKri e Cruise si guardano con gli ormoni giganti come pizze.<br \/>\nLe facciamo fumare, e anche noi.<br \/>\nCi baciamo, Sonia mi sbottona la camicia e mi bacia il petto. Sensazionale.<br \/>\nArriviamo al parcheggio del TNT. Scendiamo dalla Ibiza.<br \/>\nLara e Sonia continuano a ridere, oscillando come pendoli ubriachi.<br \/>\nA un certo punto, Cruise, calamitato dal culetto tangato di Sonia, non riesce pi\u00f9 a trattenersi: la afferra per le braccia e la spinge sul cofano di una BMW grigia parcheggiata, le tocca le tette, e bussa con il mastino sulla sua patatina.<br \/>\nCome rinsavendo da un incubo, Sonia grida: &#8220;Ma che cazzo fai?&#8221;. Si libera e gli sferra un calcio tremendo, proprio l\u00e0, il centro delle sue brame, con la scarpa a punta.<br \/>\nCruise si accascia a terra come un palloncino sgonfiato, pallido, senza fiato. Noi ci avviciniamo, preoccupati.<br \/>\nSonia sputa in faccia a Cruise: &#8220;Stronzo&#8221;.<br \/>\nE se ne vanno.<br \/>\nKri: &#8220;Cazzo, che botta!&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;Per\u00f2, la tipa, corso di autodifesa&#8221;.<br \/>\nIo: &#8220;Sei sempre il solito, Cruise. Salti addosso a tutte&#8230;abbi un po&#8217; di pazienza, due gin tonic e ci potevi fare quello che volevi&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Fanculo, tanto tu non saresti stato capace di arrivare fino in fondo, perch\u00e9 stai ancora pensando a Giulia&#8221;.<br \/>\nQuesto \u00e8 un gran bel colpo basso. Mi sono lasciato con Giulia da cinque mesi. Sto cercando di dimenticarla con tutte le mie forze, ma quando mi dicono frasi del genere finisco per paranoiarmi all&#8217;infinito.<br \/>\nAbbasso gli occhi: &#8220;Fanculo, Cruise&#8221;.<br \/>\nCruise, rivolgendosi a Matisse: &#8220;Comunque tu sei un grande bastardo. Mi avevi detto che era finito tutto e poi&#8230;&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;Non rompere i coglioni, l&#8217;abbiamo usata per una giusta causa&#8221;.<br \/>\nRialziamo Cruise. E ci dirigiamo verso l&#8217;entrata del TNT. C&#8217;\u00e8 la fila.<br \/>\nKri: &#8220;Guardate, le due puttane sono gi\u00e0 entrate&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Ma che vadano a prenderselo&#8230;&#8221;.<br \/>\nUno della security, un armadio di due metri con il tatuaggio di un serpente avvolto in una pistola, ci fa: &#8220;Ragazzo, modera tono e linguaggio&#8221;.<br \/>\nCruise sta per reagire, ma Matisse gli d\u00e0 una gomitata sulla milza e Cruise tace. Per il bene di tutti noi. Sorridiamo alla security come una comitiva di suore al cineforum e lui ci fa passare.<br \/>\nEntriamo al TNT. Sono quasi le due. La pista \u00e8 piena, la musica a palla che si smascellano le tonsille se parli con qualcuno.<br \/>\nTutti tentano di urlare qualcosa, ma alla fine le battute cadono sempre sulle fighe. Fighe imperiali. Fighe aliene. Carine. Scherzi di natura. Orrori. Simpatiche (simpatica \u00e8 sinonimo di una mucillaggine incancrenita). Fighe di qua, fighe di l\u00e0. Fighe e basta. Basta che respirino.<br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 tutte le fighe, anche a livello di quelle imperiali, hanno sempre qualche difetto, per tutti questi critici idealisti, anche se poi li trovi assieme a dei cessi vaganti (che fanno mal comune mezzo gaudio con quei poveri cretini) o viveversa a delle vere e proprio miss che, in cambio della loro presenza 90 60 90, si fanno autistare e strapagare i loro capricci stizzosi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Dopo una sosta al banco degli alcolici, dove c&#8217;\u00e8 sempre una barista peperina (dicacula puella) che sembra voglia provarci proprio con te, Kri propone: &#8220;Dai, non stiamo qui in sala commerciale, andiamo in Kamasutra\u2026 C&#8217;\u00e8 Kenny Dope Gonzales&#8221;.<br \/>\nIn Kamasutra la gente \u00e8 pi\u00f9 strana, dal vestire, molto pi\u00f9 ricercato, anche quando lo stile \u00e8 finto-clauchard, agli occhi, specchio dell&#8217;anima chimica.<br \/>\nSu un divanetto c&#8217;\u00e8 il farmacista del sabato sera con una schiera di pargoli intorno. Su un altro c&#8217;\u00e8 un alb\u00e0nia che dispensa della giamaica fradicia di ammoniaca.<br \/>\nKristian, scatenato, batte la testa, si muove come un cretino, e strilla: &#8220;Buttiamoci in pista!&#8221;.<br \/>\nLo seguiamo, io non tanto convinto. Mi sono sempre sentito un cretino a ballare, ma il bello della discoteca \u00e8 che nessuno si accorge se sei un&#8217;incudine.<br \/>\nDopo cinque minuti di pista (in quei cinque minuti due gay hanno provato a broccolarmi. Io sono una calamita per i gay. Le mie amiche mi ritengono fortunato), succede qualcosa che cambia la mia serata. Mentre gesticolo con le braccia vedo fuori pista due occhi incantevoli. Che mi fissano.<br \/>\nSmetto subito di gesticolare. La musica va, ma io resto immobile in mezzo a tutta quella confusione. E scruto quei due occhi, cos\u00ec dolci, ma cos\u00ec dolci che sembra mi chiedano aiuto.<br \/>\nIntorno a quei due occhi c&#8217;\u00e8 un viso delicato, capelli fino alle spalle, corpicino ben fatto, due manine piccole piccole.<br \/>\nCome per un arcano richiamo sento che quei due occhi sono il punto d&#8217;arrivo della mia vita. \u00c8 lei, ho smesso di cercare. \u00c8 lei la mia donna.<br \/>\nCi continuiamo a fissare surreali, io e i due occhi.<br \/>\nAvanzo verso di loro, che stanno l\u00ec ad aspettarmi.<br \/>\nD&#8217;un tratto dal nulla mi si butta addosso Sonia, impasticcata come una pannocchia, mi si butta addosso e ci rotoliamo a terra. Tutti si voltano. Lei ride. Si piazza sopra me, come a cavallo. Mi bacia.<br \/>\n&#8220;Ciao, scusa per prima, il tuo amico \u00e8 stato uno stronzo&#8221;.<br \/>\nCerco di divincolarmi. Che cazzo succede?<br \/>\n&#8220;Non scappare&#8221;.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 il momento&#8221;.<br \/>\n&#8220;Per\u00f2 prima s\u00ec, eh? &#8211; mi tocca l&#8217;uccello.<br \/>\n&#8220;Prima s\u00ec, ma adesso non \u00e8 proprio il momento&#8221;.<br \/>\nRide. Il suo basso ventre si sfrega sul mio punto debole.<br \/>\nPer un momento vorrei essere paralitico, una parte del mio corpo mi spinge a star fermo l\u00ec a prendere quello che capita. Poi di nuovo il pensiero a quei due occhi. Voglio conoscere quella ragazza.<br \/>\nSgattaiolo da Sonia, mi alzo, Sonia rimane a quattro zampe ai bordi della pista, ridendo chimicamente.<br \/>\nI due occhi sono scomparsi. Guardo a destra a sinistra, destra sinistra destra sinistra, pi\u00f9 in l\u00e0, verso la porta, sui divanetti. Volatilizzati.<br \/>\nFermo il primo che capita. Giubbetto metallico, piercing sul mento. &#8220;Hai visto una ragazza bellissima, con due occhi incantevoli?&#8221;. Questo, strafatto pi\u00f9 un barbagianni nel deserto, mi guarda esterrefatto. &#8220;No, vecchio, non l&#8217;ho vista&#8221;.<br \/>\nFermo un&#8217;altra, capelli istriciati con tonnellate di gel a fissaggio rapido. &#8220;Scusa, hai visto una ragazza coi capelli sciolti da qui &#8211; mimo l&#8217;altezza spalle -, piccolina, bel viso&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;No, mi dispiace &#8211; mi appoggia una mano sulla spalla &#8211; scusa &#8211; e mi vomita davanti, una pozza di vomito bianco a due centimetri dalle mie scarpe.<br \/>\nDo un conato di riflesso, e scappo via.<br \/>\nL&#8217;ho persa. Era l&#8217;occasione della mia vita e l&#8217;ho persa. Corro per le sale, non so in che direzione. Mi fermo. Faccio una panoramica della gente. E vedo lei, ancora, con quei due occhi che mi guardano. Va verso il bagno. Mi precipito verso di lei.<br \/>\nLei entra in bagno.<br \/>\nSulla porta due armadi della security &#8211; uno \u00e8 quello dell&#8217;entrata col tatuaggio della serpe-involtino sulla pistola- mi placcano. &#8220;Qui possono entrarci solo le signorine&#8221;.<br \/>\n&#8220;Lo so, ma io cercavo&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Sappiamo, s\u00ec, cosa cercavi&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Devo parlare con una persona, \u00e8 importante, devo&#8230;&#8221;.<br \/>\nMi sollevano per le ascelle, uno per parte. &#8220;S\u00ec s\u00ec, adesso vieni con noi a rinfrescarti le idee&#8221;.<br \/>\nMi portano all&#8217;uscita del TNT. E adesso? Come faccio a trovarla, porca puttana?<br \/>\nUno dei due armadi si piazza davanti all&#8217;entrata, davanti a me, con le braccia conserte. Io lo guardo dal basso come un pulcino. Cerco di spaccargli il cuore con gli occhi pi\u00f9 teneri che mi vengono, ma lui \u00e8 una roccia. E poi ho capito che gli sto proprio sulle palle. Di qui non si passa.<br \/>\nGiro in tondo in cerca di una soluzione. La testa mi scoppia. Lei mi star\u00e0 cercando? Si aspettava che entrassi in bagno? Si sar\u00e0 arrabbiata quando Sonia mi ha travolto? O stava guardando qualcun altro?<br \/>\nNon importa. Quel che conta \u00e8 che io ho visto lei, e la voglio rivedere. \u00c8 una di quelle situazioni assurde in cui lotti fino in fondo per non fartela fuggire, ma tutto rema contro.<br \/>\nIdea. Non posso entrare? Me ne rester\u00f2 quieto quieto e aspetter\u00f2 che tutti escano. Prima o poi uscir\u00e0 anche lei.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Dalle tre in poi comincia il deflusso.<br \/>\nPrima pochi e sani, poi un po&#8217; di pi\u00f9 e brilli, poi ingorghi a intermittenza, chi sverso, chi fatto, chi mezzo nudo e ciondolante, chi sboccante (con imbarazzo della compagnia che lo sorregge), chi viene a mendicarti una cicca (e tu, mentre fumi, rispondi che \u00e8 l&#8217;ultima, le hai finite, perch\u00e9 ti sembra un delitto che una persona cos\u00ec possa fumare una tua sigaretta).<br \/>\nMi viene anche in mente che tutto questo guadare la notte in lungo e in largo, questo scuoterla e ripassarla da cima a fondo, \u00e8 per cacciare nell&#8217;alveo dello stomaco i problemi che abbiamo tutti. Siamo tutti neutrini di provincia. Solo che \u00e8 difficile condividere questi pensieri, perch\u00e9 il contesto ti porta a nuotare in superficie. Se vai a fondo stoni.<br \/>\nDi lei nessuna traccia. E se si fosse mimetizzata in un gruppo gi\u00e0 uscito?<br \/>\nVoglio lei. Voglio lei. Dove sei, mia lei?<br \/>\nGuardo teste fino all&#8217;indigestione, non ne posso pi\u00f9, vorrei bermi un gin con qualsiasi cosa, purch\u00e9 gin.<br \/>\nLe speranze si friano come biscotti andati a male.<br \/>\nEscono i miei amici. Si mettono a ridere. &#8220;Cazzo fai l\u00ec?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Lascia stare. A voi com&#8217;\u00e8 andata?&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Stavo per farmi una ma l&#8217;ho persa&#8221;.<br \/>\nKristian: &#8220;Sono fuori come un cartone. Oh, Matisse, guidi tu?&#8221;.<br \/>\nMatisse: &#8220;Va be&#8217;, tanto io stasera non ho combinato un cazzo. In bagno c&#8217;era un alb\u00e0nia che faceva il gioco delle tre carte. Sentivo che puzzavo di fortuna. Ho puntato 50 Euro. Ho vinto, porca troia. Punto 80. Vinco di nuovo. Cazzo, dico, dai che stasera ci sbronziamo alla faccia mia. Punto ancora 150. Vinco ancora&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Adesso offri?&#8221;.<br \/>\n&#8220;No, li ho persi tutti, fanculo, tutti&#8221;.<br \/>\n&#8220;Coglione, e perch\u00e9?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 perch\u00e9&#8230; lo sai perch\u00e9&#8221;.<br \/>\nKristian: &#8220;Oh, ma Bob&#8230; che cazzo fai l\u00ec?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Sto aspettando una tipa che ho visto dentro&#8221;.<br \/>\n&#8220;Vi siete dati appuntamento qui?&#8221;.<br \/>\n&#8220;No, mi hanno sbattuto fuori e io l&#8217;aspetto qui. Prima o poi passer\u00e0&#8221;.<br \/>\nCruise: &#8220;Dai, gay, vieni via&#8221;.<br \/>\n&#8220;No, aspetto&#8221;.<br \/>\n&#8220;Dai, tanto non verr\u00e0, lo sai&#8221;.<br \/>\n&#8220;Fanculo, lei verr\u00e0&#8221;.<br \/>\n&#8220;Va be&#8217;, noi andiamo&#8230;&#8221;.<br \/>\nKristian: &#8220;Aspettate, non lo possiamo lasciare qui da solo, senza macchina &#8211; rivolgendosi a me &#8211; noi ti aspettiamo un po&#8217; in macchina, dopo di che sono cazzi tuoi, se ti \u00e8 andata bene, beato te, se no ti attacchi&#8221;.<br \/>\nVanno via.<br \/>\nIo resto l\u00ec, statuario, ad aspettare il mio destino con lo stronzo di armadio davanti.<br \/>\nResto l\u00ec fino all&#8217;ultimo fesso che esce dal TNT, ma lei niente. L&#8217;hanno stuprata in bagno? Sar\u00e0 gi\u00e0 sotto le coperte?<br \/>\nChiudono il TNT. Prima di andare l&#8217;armadio mi guata pensando certamente a quanto io sia un emerito coglione.<br \/>\nOrmai lei \u00e8 volata.<br \/>\nGuardo un&#8217;ultima volta il cancello sprangato del TNT e mi avvio verso il parcheggio, mani in tasca, sguardo a terra.<br \/>\nMa perch\u00e9 finisce sempre cos\u00ec? La vita ti getta addosso un sacco di illusioni e poi se le riprende con gli interessi senza che tu le abbia nemmeno sfiorate.<br \/>\nL&#8217;unica macchina che \u00e8 rimasta \u00e8 la Ibiza di Kristian. Che in quel momento si accende e parte. Io sfreccio come un leopardo (a fine serata) ma loro si dissolvono inesorabilmente.<br \/>\nSpero di no, ma se l&#8217;hanno fatto apposta sono dei gran bastardi.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; difficile rendere fedelmente sulla pagina il gergo giovanile. Pochi ci riescono. 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