{"id":708,"date":"2015-03-28T11:32:38","date_gmt":"2015-03-28T10:32:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/newsite\/?p=708"},"modified":"2015-03-28T11:45:16","modified_gmt":"2015-03-28T10:45:16","slug":"andrea-della-casa-mondiali-di-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/andrea-della-casa-mondiali-di-francia\/","title":{"rendered":"Andrea Dellacasa , Mondiali di Francia"},"content":{"rendered":"<p><em>Certe volte l&#8217;abilit\u00e0 nel raccontare sta nel riuscire a rendere efficacemente le situazioni pi\u00f9 comuni, le traversie quotidiane, i piccoli contrattempi del vivere (per citare un vecchio titolo minimalista). Quanti di noi non hanno vissuto l&#8217;esperienza frustrante di essere intrappolati al proprio posto di lavoro quando invece si desidera solo di poter passare tutto il tempo con la persona di cui ci si \u00e8 appena innamorati? L&#8217;esordiente Andrea Dellacasa tratteggia perfettamente, e con una dosata ironia, questo tipo di frustrazione, tutta fatta di sguardi in cagnesco col capo, diffidenza verso i colleghi e furtivi messaggini telefonici. Un racconto che \u00e8 un bell&#8217;esempio di semplicit\u00e0 e ritmo. Oltretutto non credevo che l&#8217;inserimento in &#8216;tina potesse suscitare un simile entusiasmo. Quando ho scritto a Dellacasa che avevo scelto uno dei suoi testi da pubblicare in questo numero mi ha risposto con una mail talmente esaltata che sembrava gli avessi appena comunicato la consegna di un Nobel! Abbagli della letteratura (ma confesso che mi ha fatto piacere).<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><b><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;\">Mondiali di Francia<\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nStamattina cazziatone.<br \/>\nLo sento colare non appena tocco la sedia. Non faccio neanche in tempo a accendere il pc che subito vengo fulminato dal suo sguardo. E&#8217; che c&#8217;ho la sfiga di stargli seduto di fronte. Che entro al mattino alle nove e qualche manciata di secondi e lui \u00e8 l\u00ec che si legge REPUBBLICA su internet, l&#8217;orologio davanti e lo sguardo accusatore pronto, che mi ricorda che sono le nove e lui \u00e8 gi\u00e0 in ufficio. Che magari poi chiedo ai colleghi ed \u00e8 appena arrivato. Che magari poi fino alle nove e mezza va avanti con REPUBBLICA. Che magari poi, gi\u00e0 che c&#8217;\u00e8, naviga fino alla Borsa di Milano, che c&#8217;ha degli interessi finanziari da curare, lui. E va beh&#8230;lo so che \u00e8 c&#8217;\u00e8 una gerarchia da rispettare. Che il capo reparto \u00e8 lui e lo sciacquino io. Per\u00f2&#8230; belin!<br \/>\nAlzo lo sguardo dal video e lui mi sta ancora fissando e scuote la testa. Non \u00e8 solo accusatore stamane, no&#8230;\u00e8 la santa inquisizione.<br \/>\nMi si apre sul desktop la videata che ho lasciato l\u00ec ieri sera prima di uscire. Nell&#8217;ordine:<br \/>\nMicrosoft word &#8211; Racconti<br \/>\ndo un occhiata in giro per vedere se qualcuno si \u00e8 accorto di niente<br \/>\nMicrosoft Excel &#8211; Gestione Magazzino Import<br \/>\nGestionale Contabile &#8211; Videata fornitori<br \/>\nOutlook express<br \/>\nInternet Explorer &#8211; Intranet Aziendale.<br \/>\nControllo che word sia ben nascosto dagli altri programmi, che cos\u00ec poi mi metto a scrivere che le giornate volano da quando faccio sto corso di scrittura e finalmente c&#8217;ho qualcosa da fare in ufficio.<br \/>\nApro un documento vuoto e incomincio a pestare sui tasti.<br \/>\nTroppo veloce?<br \/>\nL&#8217;oscillazione della sua testa aumenta in intensit\u00e0 e disappunto.<br \/>\nIl telefonino vibra sulla scrivania, che la vibrazione si propaga alla tastiera del pc fino alle mie dita e cos\u00ec mi accorgo che vibra vagando tra i fogli posati a casaccio tra il telefono e il video, che vibra senza suonare ch\u00e9 l&#8217;ultima volta che mi sono dimenticato di mettere il SILENZIOSO e sono andato in bagno e ha squillato, me lo sono trovato nel cestino della rumenta. Me lo sono trovato.<br \/>\n1 messaggio ricevuto<br \/>\nIl cuore accelera che non l&#8217;ho neanche ancora aperto. Va forte che mi rimbomba fin nelle orecchie. Per fortuna gli altri non sentono niente. Ma non sono mica sicuro che sia proprio cos\u00ec, che ogni tanto mi sembra che lo sentano sto cuore che bussa che chiama che vuole tutta la mia attenzione che insiste, insiste e insiste insiste insiste<br \/>\nGabry<br \/>\nE&#8217; lei E&#8217; lei&#8230;<br \/>\nCome va? Dormito bene&#8230; quei 10 minuti che hai dormito. Baci, G.<br \/>\nSiamo stati fino alle 7 a parlare sugli scogli dal monumento poi l&#8217;ho portata a Recco dai suoi, sono corso a casa, mi sono sciacquato la faccia, ho fatto casino per far credere a mio padre di essermi appena alzato, non ho fatto colazione che non avevo fame e sono corso a messa. Quella delle 8 e mezza che quella delle 8 l&#8217;avevo gi\u00e0 persa, che lo so che poi arrivo in ritardo in ufficio che poi lui me la mena ma&#8230;\u00e8 uguale, sono troppo felice.<br \/>\nTiro su il telefono e faccio il numero che lo so gi\u00e0 a memoria.<br \/>\n1 squillo. CIAO<br \/>\n2 squilli. BACIO.<br \/>\nMetto gi\u00f9 e inizio a lavorare.<br \/>\nTra una fattura e l&#8217;altra faccio capolino su word e cerco di buttare gi\u00f9 qualcosa di carino per il corso. Ma c&#8217;ho la testa piena di fiori e campi di girasole e un cascinale immerso nel verde e nel giallo dei campi e nell&#8217;azzurro del cielo e dinosauri che inseguono topolini per regalargli enormi mazzi di fiori e topolini che scappano impauriti dalla mole dei fiori e dal sorriso dei dinosauri&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Sono passate due ore.<br \/>\nE i dinosauri continuano a correre in mezzo a campi di girasoli senza mai arrivare al cascinale all&#8217;orizzonte contro il cielo azzurro. Dei topolini resta solo lo squittio impaurito e felice in mezzo agli steli alti dei cappelloni tutto clorofilla e sole.<br \/>\nIl foglio di word \u00e8 rimasto bianco.<br \/>\nFatture registrate: zero.<br \/>\nRegistrazioni di magazzino: zero.<br \/>\nEmail\/fax letti: zero.<br \/>\nPratiche aperte: zero.<br \/>\nDevo fare una telefonata.<br \/>\nUna sola. Che non se ne accorge nessuno. Ch\u00e9 devo sentire la sua voce. Magari diciamo due cazzate cos\u00ec poi riesco a iniziare a fare qualcosa.<br \/>\nPenso questo mentre il telefonino incomincia a ballare di nuovo in silenzio sulla scrivania. Questa volta pi\u00f9 a lungo. 2 squilli. BACIO.<br \/>\nAllungo una mano e lo prendo che sta ancora vibrando.<br \/>\n1 chiamata senza risposta.<br \/>\nGabry.<br \/>\nE vai!!!<br \/>\nAlzo il telefono dell&#8217;ufficio e chiamo.<br \/>\n1 squillo. CIAO 2 squilli. BACIO. 3 squilli. Capisce che la sto chiamando e risponde.<br \/>\nCiao&#8230; e mi si squaglia un sorriso ebete sulla faccia che se non volevo far capire che \u00e8 una telefonata personale adesso \u00e8 impossibile.<br \/>\nParliamo per pi\u00f9 di venti minuti, dicendo praticamente niente, che mi basta il suono della sua voce come carburante. Incastro la cornetta tra la spalla e l&#8217;orecchio e intanto mi metto a registrare fatture. In venti minuti recupero quello che non ho fatto per due ore.<br \/>\nNon me ne rendo conto finch\u00e9 non metto gi\u00f9. Che credevo fosse l&#8217;aria condizionata. Che qualcuno l&#8217;avesse messa al massimo. Un belino. Era la sua testa. Che se stavo ancora un po&#8217; al telefono gli si stacca dal collo e parte come quei giochini da spiaggia che si schiaccia e parte l&#8217;elica verso l&#8217;alto che se non stai attento ti accechi. E&#8217; sempre pi\u00f9 la santa inquisizione. Non lo guardo che mi fa sentire in colpa anche se poi non \u00e8 che dovrei mica, che la telefonata mi ha dato la carica e ora vado che sembro un muletto.<br \/>\nE nonostante tutta quell&#8217;aria che il suo disappunto mi tira addosso ci do dentro e produco come sono settimane che non riuscivo a fare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">5 del pomeriggio. Fra un&#8217;ora si esce. La chiamo di nuovo. Una. Una sola. Ma veloce. Tanto per dirle ci si vede stasera. Ti chiamo quando esco che ci mettiamo d&#8217;accordo, maporcaputtana mi sente, e stavolta non si accontenta di scrollare il testone. No. Mi dice ti devo parlare.<br \/>\nCala il silenzio. Che anche gli altri rallentano quello che stanno facendo, fingendo per\u00f2 che non si sono accorti di nulla.<br \/>\nFossimo nel west riccioli di cespugli scivolerebbero spinti dal vento tra le nostre gambe e folate di sabbia si alzerebbero in lontananza. Qualcuno, che non si capisce mai chi \u00e8, si metterebbe a fischiettare un motivetto ossessivo.<br \/>\nSi gode il silenzio che \u00e8 riuscito a creare. Poi parte a mitraglia.<br \/>\nChe ti fai troppo i cazzi tuoi, che guarda che ti vedo che scrivi invece di lavorare.<br \/>\nChe poi adesso anche ste telefonate. Che non bastavano i tuoi amici che stai sempre a parlare d&#8217;altro, che non parli mai di lavoro. Che ti vedo poi che non riesci a fare 2 cose insieme e cos\u00ec fai finta di digitare col telefono incastrato contro l&#8217;orecchio.<br \/>\nChe cos\u00ec non va, devi darti una regolata e fare meno telefonate. Farti meno i cazzi tuoi, e lavorare di pi\u00f9. Che io ti tengo d&#8217;occhio, io.<br \/>\n&#8230;e intanto scuote la testa come a dire non ci siamo, cos\u00ec non va e cos\u00ec l&#8217;auricolare che dal 10 giugno, Scozia1-Brasile2 partita d&#8217;esordio di sto mondiale francese, gli penzola gi\u00f9 da un orecchio e s&#8217;infila nella tv modello francobollo che tiene nascosta dal video, che aperta sembra, vista da lontano, la cornice con la foto dei suoi cari che forse \u00e8 proprio cos\u00ec, l&#8217;auricolare dondola di disappunto pure lui. Che ormai lo guardo come se fosse un&#8217;escrescenza normale, un&#8217;appendice che ha sempre avuto, e solo, lui, non se n&#8217;era accorto. Che poi anche questo forse \u00e8 proprio cos\u00ec\u2026<br \/>\nE se non ti ci metti d&#8217;impegno, guarda che mi costringi a parlare con Pigi (che il padrone c&#8217;ha 40nni e si fa chiamare da tutti con le iniziali del suo nome PierGiorgio, che \u00e8 un vezzo del cazzo da padrone, che gli dan tutti del tu e intanto lui ce lo piazza lo stesso)&#8230;Gol.. Palo&#8230; Belin che azione&#8230;<br \/>\nIl palo arriva a puntino che sono le sei, spengo il computer che lui sta ancora commentando l&#8217;azione, mi alzo e schizzo lontano. Che me ne accorgo che schiuma, che domani mi dovr\u00f2 scusare, subire un cazziatone pi\u00f9 serio in pausa caff\u00e8, fare mea culpa e simulare un cambio di rotta, ma ora&#8230; ora chi se ne frega, corro che c&#8217;ho da andare.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Certe volte l&#8217;abilit\u00e0 nel raccontare sta nel riuscire a rendere efficacemente le situazioni pi\u00f9 comuni, le traversie quotidiane, i piccoli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-708","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-0-19"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=708"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":737,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/708\/revisions\/737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}