{"id":707,"date":"2015-03-28T11:33:01","date_gmt":"2015-03-28T10:33:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/newsite\/?p=707"},"modified":"2015-03-28T11:37:42","modified_gmt":"2015-03-28T10:37:42","slug":"gianluca-barbera-viaggiare-che-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/gianluca-barbera-viaggiare-che-bellezza\/","title":{"rendered":"Gianluca Barbera, Viaggiare che bellezza"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n<p style=\"text-align: left;\"><i>Bench\u00e9 esordiente, Barbera \u00e8 un professionista della letteratura, nel senso che coi libri ci lavora, essendo l&#8217;ideatore della collana di narrativa &#8220;Indicativo Presente&#8221; dell&#8217;Editore Sironi, insieme a Giulio Mozzi. E questa professionalit\u00e0, di uomo abituato a lavorare -in tutti i sensi- con le parole, si sente, nello stile asciutto dei suoi racconti e nell&#8217;uso di una lingua levigata e misurata. Questo resoconto di un disgraziato viaggio in macchina nei paesi dell&#8217;est riesce a tenere un registro sottilmente ironico per tutta la durata del testo, malgrado racconti di poliziotti ubriachi, assalti di bande di teppisti, doganieri corrotti e furti continui. Uno stralcio di esperienza che \u00e8 un tipico esempio dell&#8217;ingenuit\u00e0 dell&#8217;italiano all&#8217;estero e allo stesso tempo una prova della sua intramontabile capacit\u00e0 di riderci sopra, malgrado veramente tutto.<\/i><\/p>\n<\/div>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;\"><b>VIAGGIARE CHE BELLEZZA<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nA mezzanotte scade il visto. Se per quell&#8217;ora non saremo fuori dai confini ucraini, prevedo guai.<br \/>\nGuardo la cartina ma non mi raccapezzo. Le strade non sono segnate o, se lo sono, non corrispondono alla realt\u00e0 o finiscono nel nulla. Forse non \u00e8 aggiornata.<br \/>\nInsomma, dove cazzo devo andare!, strilla Davide a ogni bivio.<br \/>\nBella domanda!<br \/>\nSiamo venuti per vedere Nikopol&#8217;, il posto dove \u00e8 nata la sua nonna materna. E anche per spassarcela un po&#8217;. Ma le ragazze non erano disponibili come ci avevano detto.<br \/>\nPer dirla tutta, a Cracovia avevamo rimorchiato due ragazze californiane in cerca di emozioni. Ma giunti qui ci hanno mollato per due biondi ucraini.<br \/>\nLa solita fortuna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nA una fermata d&#8217;autobus, accanto a un gruppo di case, c&#8217;\u00e8 un poliziotto con una valigetta in mano.<br \/>\nAccosta, dico. Chiediamo a lui.<br \/>\nScendo e faccio per avvicinarmi. Ma quello posa la valigetta, mi d\u00e0 le spalle e inizia a pisciare contro un muro.<br \/>\nQuando torna a girarsi, mi rifaccio avanti. Ma il suo alito mi stende: pura vodka!<br \/>\nTroppo tardi per fermarmi. Con la cartina in mano, un po&#8217; a parole e un po&#8217; a gesti chiedo la direzione per Uzgorod.<br \/>\nMi fa capire che \u00e8 di strada. Vuole salire, ci guider\u00e0 per un tratto.<br \/>\nL&#8217;occhio mi cade sul pistolone che sbuca dalla fondina. Come rifiutare?<br \/>\nDico a Davide di passare dietro. \u00c8 pi\u00f9 grosso di me ed \u00e8 cintura marrone di judo: meglio sia lui ad avere le mani libere.<br \/>\nMi metto al volante. Il poliziotto chiede una sigaretta. Gliela offro, ci mancherebbe. E gliel&#8217;accendo.<br \/>\nTra un tiro e l&#8217;altro, spiega di non poter soffrire gli italiani perch\u00e9 sono mafiosi.<br \/>\nCominciamo bene.<br \/>\nDi colpo avverto un dolore acuto alla spalla destra. Porca troia, la brace della sua sigaretta si \u00e8 staccata e mi sta bucando la manica della maglietta!<br \/>\nMi trattengo a stento dal gridare. Abbasso il finestrino elettrico e me ne libero. Mi accorgo che la punta del naso del poliziotto \u00e8 cosparsa di cenere: manco s&#8217;\u00e8 accorto di avervi urtato con la sigaretta!<br \/>\nBisogna mantenere la calma.<br \/>\nAttraversiamo un paese dopo l&#8217;altro: mai che dica di voler scendere. Che si sia scordato dove stava andando?<br \/>\nA ogni paese chiediamo: Qui? Ma lui scuote la testa e riprende a dare addosso agli italiani.<br \/>\nFinalmente fa segno di fermare. Inchiodo.<br \/>\nApre la portiera e posa i piedi a terra. Ma non si regge e cade di schianto. Scoppiamo a ridere.<br \/>\nTiro la portiera e parto in sgommata. Alzo gli occhi e dallo specchietto vedo che si rialza e impreca contro di noi agitando il pugno.<br \/>\nTanti saluti, bello mio!<br \/>\nAccendo lo stereo e iniziamo a dimenarci al suono dei Mau Mau, sprizzando adrenalina da tutti i pori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nIn uno spiazzo a lato della strada c&#8217;\u00e8 una specie di bar coi tavolini fuori. Ci avviciniamo.<br \/>\nScusate, dico.<br \/>\nAlcuni ragazzi si alzano e vengono verso di noi. Uno di loro gira intorno alla macchina e fa segno di scendere. Perdiamo benzina. Deve esserci un buco da qualche parte del serbatoio. Benedette strade ucraine!<br \/>\nUno magrolino s&#8217;infila sotto la macchina. Un minuto dopo sguscia fuori, si rialza e scuote il capo: Ahi ahi, va sostituito il pezzo. Ma qui niente ricambi, bisogna andare in Romania.<br \/>\nCome in Romania?, faccio. Non \u00e8 proprio dietro l&#8217;angolo.<br \/>\nGli sventolo sotto il naso venti dollari.<br \/>\nSicuro che non si possa far nulla?<br \/>\nSi gratta una guancia. Poi si allontana facendo segno di aspettare. Torna con un fil di ferro e s&#8217;infila di nuovo sotto la macchina.<br \/>\nDopo qualche minuto si tira su soddisfatto e col dorso delle mani scuote via la polvere dalla maglietta e dai calzoni.<br \/>\nMentre gli allungo la banconota, mi domando quanto durer\u00e0 la riparazione.<br \/>\nSi accettano scommesse.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">A Cernovcy chiediamo indicazioni a un ragazzo piccoletto seduto su un marciapiede, intento a fumarsi una sigaretta.<br \/>\nVi ci porto io al confine, fa.<br \/>\nLo facciamo salire.<br \/>\nSarebbe simpatico, non s&#8217;interessasse troppo alla macchina.<br \/>\nA un certo punto fa segno di rallentare. Con la mano saluta un gruppo di ragazzi fermi a un crocicchio, in sella ai loro motorini.<br \/>\nIn quel suo fare, qualcosa non torna.<br \/>\nFermatevi qui, dice poco dopo. Aspettate.<br \/>\nSalta dentro una casa attraverso una finestra. Poco dopo esce per la stessa la finestra con uno spilungone magro e torvo.<br \/>\nMio cugino, dice. Viene con noi.<br \/>\nMentre era dentro, ho pensato di mollarlo l\u00ec. Ma non ho fatto a tempo a decidermi.<br \/>\nArriviamo al confine che sono le sette. C&#8217;\u00e8 una lunga coda.<br \/>\nSe la volete evitare, dice, conosco un sistema.<br \/>\nUna coda, da quelle parti, significa ore e ore immobili. Ma non sappiamo se fidarci.<br \/>\nI due cugini scendono. Li vediamo parlottare con una guardia di frontiera e poi tornare.<br \/>\nPer cinquanta dollari vi fanno passare. D&#8217;accordo?<br \/>\nTentenniamo.<br \/>\nVieni con noi, dicono a Davide. No problema.<br \/>\nOk, fa lui.<br \/>\nS&#8217;incammina con loro e sparisce dietro a un casamento. Sento bussare a un finestrino. Tiro gi\u00f9. Un uomo si china:<br \/>\nItaliano, attento a Ali Baba. Lui \u00e8 un ladro.<br \/>\nSbianco.<br \/>\nPoco dopo Ali Baba torna solo. Dice che il mio amico \u00e8 con suo cugino: ci aspettano oltre il confine.<br \/>\nSale in macchina e dice di infilarmi nello spiazzo che poco pi\u00f9 in l\u00e0 si apre dentro un boschetto. Mi avvicino all&#8217;imboccatura. Noto delle figure nascoste dietro gli alberi. Faccio rapidamente marcia indietro fino a rimettermi in fila. Poi allungandomi apro lo sportello dalla parte di Ali Baba e lo spingo fuori.<br \/>\nVaffanculo!, grido. E mi barrico dentro.<br \/>\nAli Baba picchia al finestrino: Faccio male a fare cos\u00ec, il mio amico aspetta oltre il confine, finir\u00e0 male se non andiamo.<br \/>\nMa ecco Davide, incolume.<br \/>\nCome lo scorge, Ali Baba si dilegua.<br \/>\nAppena dentro gli dico di abbassare la sicura.<br \/>\nDove ti eri ficcato?, faccio quasi urlando.<br \/>\nCazzo ne so? Mi hanno portato in campagna e mi hanno detto di aspettare. Dopo un po&#8217; mi sono scocciato e anche insospettito. Per fortuna ricordavo la strada.<br \/>\nSenti che mi \u00e8 successo, dico. E glielo racconto<br \/>\nDiamo uno sguardo verso il boschetto: Ali Baba e la sua gang sono l\u00e0 che confabulano.<br \/>\nUn manipolo di ragazzini si avvicina. Si assiepano intorno alla macchina e chiedono soldi, battendovi sopra le nocche. Poi cominciano a ululare: Wuuuuu buuuuu. Un frastuono assordante.<br \/>\nArriva una donna a scacciarli. Ma dopo un po&#8217; tornano alla carica: Wuuuuu buuuuu.<br \/>\nPer coprire le urla, facciamo andare un nastro dei Pink Floyd, volume a manetta. Chiudiamo gli occhi.<br \/>\nPoco dopo li riapriamo: i ragazzini sono scomparsi, ma dal boschetto sono usciti Ali Baba e i suoi, tra cui una specie di montagna di ciccia. Si sono avvicinati alla macchina. D\u00e0nno pugni sul cofano, sui vetri, chiedendo soldi. Fanno zac!, passando l&#8217;indice sotto la gola. Scuotono la macchina.<br \/>\nTirate gi\u00f9 il finestrino o vi scaravoltiamo, minacciano.<br \/>\nDavide lo abbassa e si becca un ceffone da una mano slanciatasi per l&#8217;apertura. Richiude in fretta.<br \/>\nLa coda \u00e8 immobile da parecchio. Nel frattempo si \u00e8 ingrossata. Siamo chiusi da due file di macchine. Nessuno che scenda a darci una mano o avvisi la polizia di frontiera, che sta a cinquecento metri, oltre la curva, appena dietro gli alberi. Ogni tanto quelli tornano nel boschetto per un conciliabolo. Poi, di nuovo all&#8217;assalto.<br \/>\nChe si fa?, domanda Davide.<br \/>\nDobbiamo aprirci un varco tra le macchine, dico.<br \/>\nMa eccoli di nuovo alla carica. Questa volta sono furiosi. Tirano fuori grandi coltelli.<br \/>\nNon facciamo scherzi!, sbotta Davide.<br \/>\nAbbassa di un dito il finestrino e allunga venti dollari.<br \/>\nVa bene cos\u00ec?<br \/>\nIntascano e si ritirano nel boschetto.<br \/>\nBravo, faccio. Ora che ci hanno preso gusto, vedrai!<br \/>\nDifatti dopo un po&#8217; ricompaiono. Il ciccione chiede altri venti dollari.<br \/>\nNon pensarci nemmeno!, dico a Davide.<br \/>\nNon mi d\u00e0 ascolto.<br \/>\nFinalmente la coda si muove. Con una rapida manovra mi assicuro una via di fuga. Quelli per\u00f2 non tornano: non perch\u00e9 siano appagati ma perch\u00e9 ora le file procedono con regolarit\u00e0 e siamo in vista della polizia di frontiera.<br \/>\n\u00c8 la prima volta che mi commuovo alla vista di un poliziotto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nMostriamo i passaporti. Il mio \u00e8 a posto, dicono, posso andare. Quello di Davide no. Deve tornare a Uzgorod per farselo regolarizzare.<br \/>\nFiguratevi!<br \/>\nGli raccontiamo della banda di Ali Baba, ma ribattono che \u00e8 un nostro problema.<br \/>\nUn modo per risolvere la faccenda ci sarebbe, fanno per\u00f2 capire. Al visto di Davide manca un timbro. Sborsando una somma adeguata, si pu\u00f2 rimediare: cinquanta dollari, per l&#8217;esattezza.<br \/>\nMai dubitato fossero persone sensate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nIl giorno dopo siamo a Budapest. Parcheggiamo ai piedi dei colli su cui sorge Buda, la citt\u00e0 fortificata, e ci facciamo un giro.<br \/>\nMa al ritorno la macchina \u00e8 scomparsa: rubata!<br \/>\nNon so come, mi riesce perfino di restare calmo.<br \/>\nFermiamo una pattuglia della polizia e ci facciamo condurre al comando per la denuncia.<br \/>\nQui \u00e8 pieno di italiani cui hanno rubato qualcosa.<br \/>\n\u00c8 bello scoprire di avere qualcosa in comune con loro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nPer tirarci su, la sera entriamo in un night nel centro di Pest. Tante belle ragazze ci vengono intorno, ordinano da bere e siedono accanto a noi. Poi se la filano e al loro posto arriva il conto: una cifra spropositata.<br \/>\nProtestiamo.<br \/>\nDalla direzione escono due energumeni che siedono davanti a noi e dicono: Pagate!<br \/>\nDavide azzarda una protesta: uno di loro prende una sorsata di vodka e gliela sputa in faccia.<br \/>\nFaccio per dire qualcosa anch&#8217;io, ma il suo collega fa lo stesso con me. E di nuovo: Pagate!<br \/>\nSvuotiamo i portafogli e attingiamo alle riserve segrete cucite dalle nostre mamme nella tasche delle mutande.<br \/>\nQuando usciamo siamo praticamente senza un soldo. Davide anche senza documenti, visto che li aveva lasciati nella macchina.<br \/>\nMi guarda e domanda:<br \/>\nOra che si fa?<br \/>\nAndiamo a Lourdes a farci benedire, rispondo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bench\u00e9 esordiente, Barbera \u00e8 un professionista della letteratura, nel senso che coi libri ci lavora, essendo l&#8217;ideatore della collana di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-707","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-0-19"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/707","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=707"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/707\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":732,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/707\/revisions\/732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=707"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=707"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}