{"id":705,"date":"2015-03-28T11:34:45","date_gmt":"2015-03-28T10:34:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/newsite\/?p=705"},"modified":"2015-03-28T11:37:37","modified_gmt":"2015-03-28T10:37:37","slug":"francesco-zardo-larte-della-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/francesco-zardo-larte-della-fuga\/","title":{"rendered":"Francesco Zardo, L\u2019arte della fuga"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><i>Per la felicit\u00e0 dei lettori pi\u00f9 assidui e fedeli di &#8216;tina, riecco a noi Francesco Zardo, autore scoperto da questa rivista alcuni anni fa ma che io stesso non ho mai avuto il piacere di incontrare. Decisamente bizzarro e misterioso, ogni tanto Zardo sceglie di rifarsi vivo, inviando racconti dalla cifra stilistica sempre personalissima e folle. In questo testo, tanto per fare esempi contingenti, mischia una storia d&#8217;amore romana con scenari fantascientifici, considerazioni monetarie sull&#8217;introduzione dell&#8217;Euro e riflessioni sulla propria struttura cognitiva. L&#8217;effetto \u00e8 ancora una volta spiazzante, se non puramente esilarante. Intanto, forse per sviare i dubbi che gravitano sulla sua persona (o forse, chiss\u00e0, per accrescerli) Zardo ha anche dato vita, insieme al fratello, a una geniale homepage (www.zardo.org), a cui rimando per ogni approfondimento del caso.<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;\"><b>L&#8217;ARTE DELLA FUGA<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Giorni fa, come sempre stizzito dall&#8217;aver perso l&#8217;amore di una bella ragazzina francese, stavo comprando un pacchetto di Ms dal solito tabaccaio qui sotto (via G.B. Morgagni, Roma) il quale fatica ancora a convertirsi all&#8217;euro, e anzich\u00e9 i convenzionali 2\u20ac e 18, spara sempre cifre iperboliche tipo 4.200 euro, o 218 euro. Oppure se \u00e8 in crisi arrotonda: 1.000 euri, un euro!, ecc. Gi\u00e0 si pongono almeno quattro domande: 1. Fumare nuoce? 2. Quanto vale, in astratto, un euro? 3. Quali sono le basi acquisite di una progressione matematica? 4. Chi \u00e8 G.B. Morgagni?<br \/>\nTutto ci\u00f2 semplicemente per acquistare un pacchetto di sigarette. Immaginiamoci un&#8217;intera giornata in cui migliaia di domande (o quattro domande) si diramano a raggiera da ciascuna delle mie percezioni, in un mondo che ci sottopone a un forte bombardamento percettivo come questo di via Morgagni e quelli adiacenti. \u00c8 normale che io mi confonda. Se il signore mi chiede, per esempio &#8220;Ce l&#8217;ha spicci?&#8221; pu\u00f2 succedere che io dia risposte ad altre domande, risposte senz&#8217;altro meno pertinenti, ma anche pi\u00f9 urgenti, come: &#8220;Un medico forlivese del Settecento&#8230; Ah, no, niente spicci&#8221;.<br \/>\nChiunque si render\u00e0 conto che tale strutturazione del mio pensiero ostacola finanche i gesti pi\u00f9 elementari, per esempio la formulazione di un banale racconto. Ci vorrebbe un posto in cui l&#8217;indotto esterno sia limitato. Molti scelgono, tipo, i monasteri tibetani, convinti che l&#8217;assuefazione, per esempio, a bere tutti i giorni da una medesima ciotola di terracotta o di alluminio possa in qualche modo ridurre la quantit\u00e0 di invasione percettiva.<br \/>\nNon \u00e8 del tutto vero.<br \/>\nMaterialmente, io non ho alcuna possibilit\u00e0 di una concreta fuga dal mondo occidentale, e anzi nessuno ce l&#8217;ha. Sarebbe come voler sfuggire alla forza di gravit\u00e0, un fenomeno che coinvolge &#8211; con variazioni non significative &#8211; l&#8217;intera superficie terrestre. Siete in Tibet? Arriva un monaco pi\u00f9 cazzaro degli altri con una lattina di chinotto Neri, e vi spezza l&#8217;esercizio spirituale di due anni, per es., che avevate dedicato a concentrarvi sulla non esistenza del chinotto Neri. Basta poco, insomma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ma ho letto su Internet che in una base segreta, un gruppo di scienziati progressisti, sta progettando tre basi spaziali orbitanti a bassa quota. L&#8217;espressione &#8220;a bassa quota&#8221;, satellitarmente parlando, significa comunque svariate decine di migliaia di chilomentri (780 km.) dal suolo. I tre satelliti, se realizzati, si chiameranno Loki, Thor, Odino, in omaggio alle mitologie nordiche: non restano infatti molti altri nomi esoterici da attribuire ai corpi celesti, e poi lo scienziato-capo del progetto \u00e8 un norvegese (che si chiama Kjetil Etivant, o un nome simile). Siccome la gente dovrebbe andarci ad abitare, inoltre, non possono battezzare le stazioni orbitanti con una sigla tipo Snkb441, per es., o altre sigle: non si pu\u00f2. Abitare su Loki comporter\u00e0 senz&#8217;altro domandarsi prima o poi chi sia Loki, ma presenta comunque tutta una serie di vantaggi, a livello di trascendenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Pochi i dati tecnici: la messa in orbita dei satelliti artificiali a bassa quota si basa su certe regole del principio di indeterminazione, e sulle equazioni di Planck.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Su una stazione orbitante la vita costa cara: una birretta pu\u00f2 toccare i 24-25 euro, in termini di euro. Il prezzo \u00e8 giustificato, se si considerano gli alti costi relativi al trasporto delle birrette. Il trasferimento su detti satelliti comporter\u00e0 inoltre la condivisione di numerosi spazi, e un esito collettivo di numerosi gesti che invece sulla spaziosa terra ci succede alle volte di compiere privatamente (cucinare, mangiare, ecc.). Su Loki non si sta male, comunque. Le ragazze hanno i capelli azzurri, di un bell&#8217;azzurro, e ben curati grazie ai progressi della distribuzione cosmetica, e soprattutto grazie allo stress minore cui si sottopongono le punte in una condizione di gravit\u00e0 variabile. La tintura \u00e8 naturale, e si deve a una sorta di henn\u00e9 riflessante a tenuta, disponibile in tre colori di base: cielo terrestre, blu oltremare, blu corvo. Il prodotto \u00e8 facile da applicare, non stinge, e conferisce alle ragazze lokiane un non so che. Grazie all&#8217;uso dei cosmetici, anche la pelle delle ragazze \u00e8 azzurra, su Loki: la pigmentazione si ottiene grazie a un innocuo trattamento reversibile, basato sulla propriet\u00e0 refrattiva di certe essenze, sotto l&#8217;illuminazione articiale dei corridoi di lass\u00f9. Non altera il Ph e dona un bel colore uniforme. Va via con acqua e sapone.<br \/>\nOra, non \u00e8 detto purtroppo che questi satelliti vengano costruiti. \u00c8 anzi probabile che le autorit\u00e0 militari della Nato vadano ad assorbire, anche per il prossimo lustro, qualunque stanziamento scientifico per mettere a punto un nuovo sistema di raggi x, un altro di rilevamento radar terrestre, migliorare i dispositivi di puntamento laser delle armi da terra, e altre cose guerrafondaie.<br \/>\n\u00c8 un peccato. \u00c8 vero che le donne lokiane, per come le ho descritte, possono ricordare la comunit\u00e0 dei puffi. Ma l&#8217;immagine non \u00e8 fedele: quei saggi ricercatori che nel laboratorio sotterraneo di Fort Wayne si dedicano al progetto dei satelliti e dei relativi cosmetici si sono ispirati, per l&#8217;henn\u00e9 che dicevo, alla serie televisiva Ufo, e nella fattispecie a Gabrielle Drake, sorella del cantautore suicida Nick D., e per inciso tutt&#8217;altro che una puffa.<br \/>\nInsomma, &#8216;sti scienziati non stanno a giocare a Smurf, nel bunker in granito dove fanno progetti e disegni: queste tre basi si adatterebbero ad esempio alle ricerche minerarie, e alla conservazione sottovuoto, con poca spesa, di documenti unici e se no deperibili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ma non \u00e8 l&#8217;unica ragione per cui andrebbero costruite le tre basi planetarie, le quali vanno costruite anzitutto per amore dei nostri simili. Mi spiego meglio. Io per esempio amo fin troppo una mia simile, che \u00e8 francese, chi sa dov&#8217;\u00e8, chiss\u00e0 con chi, e l&#8217;averla perduta mi rattrista ogni giorno. Se costruissero Thor, Loki, e Odino, farei domanda convinta per trasferirmi su Loki, e ho pensato la seguente cosa. C&#8217;\u00e8 una probabilit\u00e0, se pure minima, che lo faccia anche lei. A reciproca insaputa ci troveremmo su Loki, dunque, un posto abitato da 2.000-2.500 terrestri al massimo, e quindi sarebbe probabile prima o poi incrociarsi in un corridoio inerziale del satellite, o in una delle due birrerie a 25 euro presenti. Svuotato dalle mille domande al minuto che quaggi\u00f9 mi perseguitano, sarei brillante e seduttivo nell&#8217;incrociare per caso Camille nella sua nuova provocatoria pigmentazione azzurrina iperglam.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Su Loki \u00e8 molto pi\u00f9 naturale discorrere piacevolmente in una lingua a scelta, gli stipendi lokiani sono abbastanza buoni, e ci prenderemmo una birretta a 25 euro altrettanto serenamente di quando lo facevamo sulla cara vecchia Terra, a St. Calisto, a Lit. 2.500.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ed ecco spiegato perch\u00e9 io sono contro la guerra, e favorevole all&#8217;amore fra persone. La probabilit\u00e0 che anche lei decida di trasferirsi su uno dei tre satelliti, e poi addirittura proprio su Loki, \u00e8 bassissima, lo so. Ma questa storia dei satelliti mi darebbe almeno un piccolo margine d&#8217;illusione, mentre invece se con gli stessi soldi ci costruiscono un sistema ipersensibile di rilevamento radar a terra, be&#8217;, tanto vale che Camillina me la scordo, tanto pi\u00f9 nel suo nuovo maquillage azzurrino, sgambettare e sedurmi per i corridoi a gravit\u00e0 ridotta, di una costruzione orbitale in titanio.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la felicit\u00e0 dei lettori pi\u00f9 assidui e fedeli di &#8216;tina, riecco a noi Francesco Zardo, autore scoperto da questa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-705","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-0-19"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/705","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=705"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/705\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":734,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/705\/revisions\/734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}