{"id":608,"date":"2015-03-26T14:00:04","date_gmt":"2015-03-26T13:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/newsite\/?p=608"},"modified":"2015-03-26T14:20:37","modified_gmt":"2015-03-26T13:20:37","slug":"alberto-forni-in-viaggio-con-nanni-balestrini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/alberto-forni-in-viaggio-con-nanni-balestrini\/","title":{"rendered":"ALBERTO FORNI, \u201cIn viaggio con Nanni Balestrini\u201d"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\"><big><big><b>ALBERTO FORNI<\/b><\/big><\/big><\/span><\/div>\n<p align=\"Justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\"><b><big><big>C<\/big><\/big><\/b><i>omincio a pensare che dovrei ufficialmente dedicare una rubrica fissa per i racconti di Alberto all\u2019interno di<\/i>\u2018tina<i>, dal momento che ne compare uno praticamente in ogni numero&#8230; la verit\u00e0 \u00e8 che Alberto non si dedica mai a progetti impegnativi (tipo: un romanzo), per\u00f2 scrive spesso, storie brevi che rispecchiano le sue esigenze di tempo e di entusiasmi passeggeri. cos\u00ec, mentre altri amici mi consegnano un pezzo e poi spariscono per mesi, persi dentro la stesura di autobiografie monumentali o saggi di musica pop, Alberto ogni volta ha qualche nuovo racconto pronto. e a me paiono sempre meglio, per linguaggio, intensit\u00e0, ironia. Questo \u00e8 il brano che ha scritto al ritorno dal convegno &#8220;ricercare&#8221; di Reggio Emilia. io lo trovo semplicemente irresistibile.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"Center\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\"><b><big>In viaggio con Nanni Balestrini<\/big><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"Justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">Le conclusioni erano state tirate, virgola dopo virgola e punto su punto, il buffet spazzolato fino all&#8217;ultimo chicco di riso, fino all&#8217;ultima goccia di lambrusco, strette le mani, scambiati i saluti, il convegno sulle nuove scritture era proprio finito.<br \/>\nEravamo tutti eccitati, ci scambiavamo indirizzi, promesse di rivederci, risentirci, fare qualcosa insieme. Ma appena fuori della porta c&#8217;era un&#8217;aria da fine colonia, l&#8217;odore della scuola dietro l&#8217;angolo, e il contrasto metteva un po&#8217; paura.<br \/>\nHo camminato veloce per il corso di Reggio Emilia, erano le due di domenica pomeriggio, non c&#8217;era un cane, non c&#8217;erano nemmeno le biciclette. Guardavo le vetrine grasse, opulente, che trasudavano dischi e salami, vestiti. Sono arrivato alla stazione in anticipo, come sempre. Sul terzo binario, in attesa del mio stesso treno, un giovane scrittore piemontese, che aveva letto un suo testo durante il convegno, stava attaccando bottone con la statua-musa.<br \/>\nLa statua-musa era una critica d&#8217;arte che aveva partecipato allo spettacolo teatrale della sera prima e quella stessa mattina, durante il dibattito conclusivo, si era prodotta in un intervento disarticolato di stampo neo-femminista.<br \/>\nLa statua-musa, in pratica, aveva detto che lei era una critica d&#8217;arte e non un critico d&#8217;arte, e lo aveva detto cos\u00ec tante volte che sembrava pensasse che gli uomini, oltre che stronzi, fossero pure sordi. Inoltre aveva detto che se, come avevano fatto notare i critici, la letteratura stava andando verso il corpo, lei come statua-musa aveva portato il corpo verso la letteratura. Su questo nessuno aveva niente da ridire. Il vero problema mi sembrava piuttosto il viso: dai lineamenti contorti almeno quanto i pensieri da lei espressi. Sembrava in tutto e per tutto una di quelle persone uscite da un coma. Io ne ho conosciute alcune e non mi \u00e8 sembrato che si riprendessero mai.<br \/>\nIl giovane scrittore cercava di intortarla, epper\u00f2 si vedeva che lui aveva pi\u00f9 dimestichezza con le due dimensioni della pagina scritta, perch\u00e9 la contraddiceva continuamente. Forse voleva dimostrare la sua indipendenza di pensiero, indipendenza da quel corpo prorompente che avrebbe piegato anche il pi\u00f9 militante dei critici. O forse il giovane scrittore non ci sapeva fare e basta.<br \/>\nIo me ne stavo da una parte, zaino e valigetta buttati per terra, sperando che a quei due non venisse in mente, con tutto il tempo che c&#8217;era stato a disposizione, di fare conoscenza con me proprio ora.<br \/>\nQuando \u00e8 arrivato il treno ho camminato verso la testa, mettendo un paio di vagoni fra me e loro.<br \/>\nMentre stavo salendo mi \u00e8 apparso il sommo poeta Nanni Balestrini. Durante il convegno non ci eravamo presentati, eppure lui mi ha dato uno sguardo cos\u00ec, come a dire so che tu sai. Io ho fatto finta di niente con quello sguardo cos\u00ec, come a dire so che lei non sa. E quello che il sommo poeta non sapeva era che io l&#8217;avevo portato alla maturit\u00e0.<br \/>\nFuori programma naturalmente e senza aver letto nemmeno una sua poesia, ma solo un brano di un saggio del Manacorda.<br \/>\nAll&#8217;epoca le poesie in s\u00e9 non mi interessavano molto, se amavo i poeti era per tutt&#8217;altri motivi, quelli maledetti ad esempio perch\u00e9 Rimbaud era scappato in Africa a vendere armi e Baudelaire fumava oppio.<br \/>\nNanni Balestrini e gli amici suoi del gruppo 63, davanti al Pascoli e al Manzoni, mi erano sembrati dei gran rivoluzionari. Tuttavia visto cos\u00ec, con i capelli bianchi e la riga precisa da un lato, una polo verde e dei calzoni beige, poteva sembrare un pensionato. Invece era Nanni Balestrini, il poeta che avevo portato alla maturit\u00e0. &#8220;Io l&#8217;ho studiata a lei&#8221; avrei voluto dirgli &#8220;anche se, ora come ora, non saprei dirle niente di pi\u00f9 preciso&#8221;. E questo sommo poeta viaggiava con me, in seconda classe, per\u00f2 nello scompartimento non-fumatori. Questa era l&#8217;unica differenza che ci separava in quel momento; la vita sa essere veramente democratica quando vuole.<br \/>\nEravamo a portata di vista, sembrava un&#8217;ottima occasione per conoscerci, purtroppo lui si \u00e8 messo a leggere un giornale. L&#8217;ho imitato come un discepolo scrupoloso, tirando fuori un libro, immaginando che prima o poi avrebbe dovuto alzare lo sguardo e vedendomi cos\u00ec impegnato avrebbe pensato: &#8220;Questo ragazzo che era al convegno dev&#8217;essere proprio bravo, guarda quanto legge, voglio proprio conoscerlo&#8221;. O al limite mi aspettavo un cenno col capo, o con la mano, anche piccolo, anche un&#8217;alzata di spalle, un segno, qualunque. Di tanto in tanto alzavo la testa dal mio libro, allo stesso modo di chi, troppo immerso nei pensieri suscitati dalla lettura, ne perda a volte il filo e guardando verso l&#8217;alto o all&#8217;orizzonte cerchi di riprenderlo. In realt\u00e0 lo facevo solamente per controllare Nanni Balestrini, che per\u00f2 continuava a leggere il giornale, incurante dei miei segnali. Dopo una decina di minuti mi son reso conto che il sommo poeta si era addormentato. Ho messo via il libro e prima di cedere, a mia volta, al sonno mi sono domandato: ma lui sogner\u00e0 normale? Perch\u00e9 io, ad esempio, quando gioco troppo ai videogames poi mi sogno per tutta la notte macchinine che sfrecciano o robot giapponesi che se le danno di santa ragione. Cos\u00ec, mi son detto, lui sogner\u00e0 solo versi poetici? Il suo sonno sar\u00e0 un dipanarsi continuo di strofe, assonanze e liquide melodie di parole?<br \/>\nQuando mi sono svegliato eravamo a Piacenza, Nanni Balestrini non c&#8217;era pi\u00f9, al suo posto un ragazzo con gli occhiali scuri, avvolgenti, e una maglietta che diceva qualcosa sulla California.<br \/>\nChe fine aveva fatto il poeta che avevo portato coraggiosamente alla maturit\u00e0 senza mai leggere? Era sceso a Piacenza? E per fare cosa? Era andato a salutare qualche amico dei quaderni piacentini? C&#8217;era dentro anche lui, non c&#8217;era, erano amici, nemici, li amava, li odiava? Chi lo sapeva, i quaderni piacentini non erano nel programma, non erano nemmeno nel pezzo del Manacorda che avevo studiato, quindi non potevo saperlo.<br \/>\nMi sono riaddormentato subito, un po&#8217; deluso.<br \/>\nIl convegno doveva avermi consumato un bel po&#8217; di energie nervose, se \u00e8 vero che mi son svegliato solo a Milano Rogoredo.<br \/>\nHo sgranchito le gambe, bevuto un sorso d&#8217;acqua e proprio mentre stavamo entrando nella stazione centrale mi \u00e8 riapparso il sommo poeta.<br \/>\nDiavolo d&#8217;un diavolo d&#8217;un Nanni Balestrini, aveva solo cambiato di posto! Si era eclissato ai miei occhi per mantenere il suo splendido isolamento dal mondo, o forse solo perch\u00e9 l\u00ec non batteva il sole.<br \/>\nMa ormai era troppo tardi per mettere in piedi una qualsiasi strategia, i passeggeri prendevano posto nel corridoio, trascinavano valigie, pacchi, anch&#8217;io mi sono messo in moto.<br \/>\nGi\u00f9 dal treno ho camminato verso l&#8217;uscita con grande dignit\u00e0, senza nemmeno la tentazione di voltarmi indietro. Il mio destino ormai era chiaro, era andata cos\u00ec e basta, probabilmente sarei morto senza essere riuscito a conoscere il poeta che avevo portato alla maturit\u00e0. Ben mi sta, cos\u00ec imparo a non leggerlo neanche.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALBERTO FORNI Comincio a pensare che dovrei ufficialmente dedicare una rubrica fissa per i racconti di Alberto all\u2019interno di\u2018tina, dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-608","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-0-19"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=608"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":617,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/608\/revisions\/617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}