{"id":582,"date":"2015-03-26T13:58:34","date_gmt":"2015-03-26T12:58:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/newsite\/?p=582"},"modified":"2015-03-26T14:21:00","modified_gmt":"2015-03-26T13:21:00","slug":"caio-fernando-abreu-natura-viva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/caio-fernando-abreu-natura-viva\/","title":{"rendered":"CAIO FERNANDO ABREU, \u201cNatura viva\u201d"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\"><big><big><big><b>CAIO FERNANDO ABREU<\/b><\/big><\/big><\/big><\/span><\/p>\n<p align=\"Justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\"><i>Della serie &#8220;I grandi scoop di <\/i>\u2019tina<i>&#8220;, ecco un racconto inedito per l&#8217;Italia di Caio Fernando Abreu. E\u2019 un testo che Bruno Persico, il suo traduttore ufficiale, ha tradotto per puro piacere personale, dal momento che non \u00e8 prevista nessuna uscita a breve termine.<br \/>\nAbreu si \u00e8 fatto conoscere in Italia per un romanzo e, soprattutto, per la straordinaria raccolta di racconti &#8220;Molto lontano da Marienbad&#8221;, che ha davvero entusiasmato la critica (anche se il successo commerciale \u00e8 stato, ahim\u00e9, piuttosto contenuto).<br \/>\nLa pubblicazione di questo inedito vuole anche essere un personale omaggio a questo eccezionale autore, purtroppo prematuramente scomparso lo scorso anno.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"Center\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\"><b><big><big>Natura viva<\/big><\/big><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"Right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">a Orlando Bernardes<\/span><\/p>\n<p align=\"Justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">COME TU BEN SAI, dirai, come un cieco che si muove a tentoni, e cos\u00ed dicendo, suppondendo una conoscenza a priori, farai in modo che il cuore di un altro si addolcisca un poco finch\u00e9 non proseguirai, sebbene le tue azioni siano state programmate gi\u00e0 da tempo, e farai cose come accendere l&#8217;abat-jour nell&#8217;angolino dopo aver spento la luce grande della sala per creare un&#8217;atmosfera pi\u00f9 intima, pi\u00f9 raccolta, in modo che non vi sia tensione alcuna nell&#8217;aria, pur sapendo a priori di quei tuoi inevitabili palmi bagnati delle mani, degli eccessi del fumo o di qualsiasi altra cosa come quel lieve tremolio che speri non trasparir\u00e0 dalla tua voce. Eppure dirai cos\u00ec, per esempio, come tu ben sai, ecco, come tu ben sai, la gente, le persone, ahim\u00e9, hanno, abbiamo queste cose che chiamiamo emozioni, ed esiterai su quell&#8217;ahim\u00e9, o come un altro forse domanderebbe, perch\u00e9 ahim\u00e9? e cos\u00ed, per non allontanarti troppo da quanto hai cominciato, rapidamente aggiungerai una frase qualsiasi del tipo sarebbe proprio una bella cosa se potessimo instaurare un rapporto senza che nessuno dei due si aspettasse proprio niente, ma ahim\u00e9, ripeterai con insistenza, ahim\u00e9, noi, proprio noi, le persone, hanno, abbiamo emozioni. Riflettendoci meglio: le persone dicono cose, e dietro a quanto dicono c&#8217;\u00e8 quello che sentono, e dietro a quello che sentono c&#8217;\u00e8 quello che veramente sono e che non sempre appare. Ci sono i livelli-non-formulati, gli strati impercettibili, le fantasie che non sempre controlliamo, le aspettative che quasi mai si realizzano. Ma soprattutto ci sono le emozioni. Che non si mostrano mai. Per tutto questo, ahim\u00e9, ripeterai, insisterai, completamente disperato, il tuo unico appiglio sar\u00e0 la mano tesa che, passo a passo, penserai con lucidit\u00e0 penosa, attraverso ogni singola parola starai chiss\u00e0 allontanando per sempre. Ma non riesco proprio a star zitto, allora forse dirai, privo di controllo e un poco pi\u00f9 drammatico, perch\u00e9 il mio silenzio non \u00e8 un&#8217;omissione ma una menzogna. L&#8217;altro ti guarder\u00e0 con quello sguardo vacuo, senza capire che il tuo ritmo accompagna il dipanarsi di un paesaggio interiore, assolutamente non verbalizzabile, disegnato tratto dopo tratto in ogni singolo minuto dei giorni e delle notti pi\u00f9 svariati in tutti quei mesi addietro, a ritroso fino a quella data, maledetta o benedetta, ancora non hai osato definirla, nella quale per la prima volta il cerchio magnetico dell&#8217;esistenza dell&#8217;uno, per un caso banale o per magia, ha intersecato il cerchio magnetico dell\u2019esistenza dell&#8217;altro.<br \/>\nNel silenzio che piomber\u00e0, penserai, avrai bisogno di fare una cosa qualsiasi, come mettere un disco o improvvisare un gesto, ma forse non farai nulla, perch\u00e9 lui continuer\u00e1 a guardarti con quel suo sguardo vago in fondo al quale tu, sommozzatore marino, cercherai il minimo indizio di un tesoro nascosto che ti faccia ritornare a galla col sorriso sulle labbra e le mani colme di pietre preziose. Ma in questo silenzio che certamente ti piomber\u00e1 addosso, forse accenderai un&#8217;altra sigaretta e con la bocca secca e chiusa, senza alcun sorriso, eviterai di tuffarti per non correre il rischio di imbatterti in un mostro marino addormentato. Il cuore ti batter\u00e0 forte, nessuno sentir\u00e0, e per un attimo forse immaginerai di poter srotolare le membra e semplicemente toccarlo come se riuscissi cos\u00ed a produrre un incantesimo qualsiasi che all&#8217;improvviso illumini questa sala con quella luce che stai tentando invano di scoprire anche in lui, visto che dentro di te \u00e9 gi\u00e0 tanto chiara da farsi quasi tangibile. Nitida luce non vista da questo altro che ti sta seduto accanto nella sala lievemente in penombra, dove penetrano a malapena i suoni esterni, come se tutti e due foste prigionieri di una bolla d&#8217;aria, di tempo, di spazio. E riempirai ancora il calice con dell&#8217;altro vino affinch\u00e9 scendendo per la gola tremante vada incontro a questo bagliore che stai tentando precariamente di trasformare in parole luminose da offrire a lui. Che non dice niente, e non dir\u00e0 niente, e senza sapere perch\u00e9, penserai ad un corridoio buio dove ti muovi a tastoni, come un cieco, le mani tese in avanti nel vuoto, col presentimento del niente che tu stesso starai preparando proprio ora, suicida meticoloso, con silenzi mal tessuti e parole fuori luogo, povero essere assetato che si ferisce implorando il pozzo altrui per sedare una sete che nessuno pu\u00f2 condividere.<br \/>\nAngeli e demoni dai mille colori svolazzeranno per la sala, ma il cacciatore di farfalle rimarr\u00e0 immobile, lo sguardo fisso nel vuoto, una sigaretta accesa nella sinistra, un calice colmo di vino nella destra. La presenza dell&#8217;altro pulser\u00e0 al tuo lato, quasi sanguinando, come se l&#8217;avessi pugnalato con la tua emozione non detta. Le mani appoggiate a mendaci bengala non ce la faranno a liberare il gesto per rompere questa coltre spessa e invisibile che vi separa. Per un momento allora avrai voglia di accendere la luce, scoppiare in una risata divertita, farla finita con questa farsa, \u00e8 facile fingere che tutto vada bene, che non siano mai esistite le emozioni, che non desideri toccarlo n\u00e9 conoscerlo, che lo accetti cos\u00ec, amico pulsante, bello e remoto, completamente indipendente dalla tua volont\u00e0, da tutti questi tuoi sentimenti non formulati. Nel momento seguente, che sorger\u00e0, gemello tardivo, immediato e quasi contemporaneo all&#8217;anteriore, avrai voglia di posare il calice, spegnere la sigaretta e stendere le tue candide mani in direzione di quel volto che neanche ti guarda, assorbito nella contemplazione del suo paesaggio interno. Ma indifferente alla sua distanza, quasi violento, d&#8217;improvviso vorrai violare con la bocca arsa da alcol e fumo quest&#8217;altra bocca che ti \u00e8 accanto. Vorrai esplorare palmo a palmo quel corpo che da tempo immagini, finch\u00e9 i palmi famelici delle tue mani non abbiano percorso tutte le vie, finch\u00e9 la tua lingua non abbia infranto tutte le barriere della repulsione e della paura, la tua bocca vorace non abbia bevuto tutti gli umori, le tue narici non abbiano inalato tutti gli odori e tu, da alchimista, non li abbia trasformati in un unico odore, il tuo e il suo insieme &#8211; la luce sar\u00e0 spenta, gli indumenti bianchi scintillanti sparsi per terra. Des\u00edderalo cos\u00ed, questo altro, tanto intimo al punto che a volte riterrai superfluo dire qualsiasi cosa, perch\u00e9 ingannandoti supponi che tu e lui, a volte, siate una cosa sola che ti riempie il corpo di una forza nuova, come se un&#8217;energia poderosa sgorgasse da un centro lontano, da tempo assopito, chiss\u00e1, da questa luce occulta, e allora ti accorgerai chiaramente che lui non \u00e8 te e tu non sei lui, questa cosa, l&#8217;altro, che magico o demoniaco, deliberato o casuale, ti infiamma in tal modo allucinandoti l&#8217;anima. Lo vorresti pregare che col suo semplice esistere ti mantenga in questa condizione tormentosa e brillante affinch\u00e9 tu possa illuminare anche lui col semplice tocco, con la tua tenera lingua, bacchetta magica del tuo desiderio. Ma lui non sa niente, n\u00e9 immaginer\u00e1 niente se rimarrai cos\u00ed, col timore che una parola o un gesto disastrosi siano capaci di mandare all&#8217;aria questa trama nella quale ti avvolgi sempre pi\u00f9 irrimediabilmente, ingarbugliato in te stesso, nella tua emozione viva, invischiato nell&#8217;ignoto che c&#8217;\u00e8 dentro di lui, l&#8217;altro &#8211; che dall&#8217;altra parte del divano incrocia le mani sopra le ginocchia, innocente quasi, in vigile attesa che tu porti a termine in qualche modo quanto hai cominciato.<br \/>\nMolto pi\u00f9 che dell&#8217;amore o di qualsiasia altra forma tortuosa di passione, sar\u00e0 sorpreso che lo starai guardando ora, perch\u00e9 lui non sa niente del suo potere su di te, e in questo preciso istante lo potrai rendere partecipe del fatto che dipende da lui se ti illumini o ti oscuri cos\u00ed, intensamente, oppure negargli orgogliosamente di venire a conoscenza di questo strano potere, affinch\u00e9 non ti sbrani impetuoso con le sue unghie ora calme e rilassate, incrociate in punta alle dita sopra le ginocchia.<\/span><\/p>\n<p align=\"Justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">Ah: fumerai troppo, berrai all&#8217;eccesso, annoierai tutti gli amici con quelle storie disperate, notti e notti di insonnia, la fantasia sfrenata e il sesso ardente, dormirai per giorni e giorni, mancherai al lavoro, scriverai lettere mai spedite, cercherai un senso arcano nelle conchiglie, nei numeri, nelle carte e negli astri, penserai a fughe e suicidi ad ogni minuto di ogni nuovo giorno, abbandonato piangerai mattinate intere nel tuo letto vuoto, non riuscirai a sorridere n\u00e9 a camminare solo per strada senza scoprire nell&#8217;andatura di un estraneo l&#8217;esatta sua andatura, in un odore qualsiasi il suo preciso odore.<\/span><\/p>\n<p align=\"Justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">E lui non sospetter\u00e0 che sei perduto ormai, lui che seduto accanto a te star\u00e1 sprofondando nella contemplazione di questo paesaggio interiore dove non sai neppure che posto occupi, e neanche se un posto ce l&#8217;hai. Di fronte allo specchio, in queste mattine mal dormite, accompagnerai con la punta del dito il sorgere di nuovi fili bianchi sulle tempie, l&#8217;aspro percorso ogni volta pi\u00f9 fondo di oscure valli incavate sotto occhi totalmente disincantati. Saprai tutto di questo amaro futuro possibile. Saprai pure che non potrai pi\u00f9 tornare indietro, che sarai interamente soggiogato e che le parole che dirai non saranno mai savie o sufficienti a far s\u00ed che questa porta da aprire ora, dopo aver detto proprio tutto, ti conduca al cielo o all&#8217;inferno. Ma soprattutto saprai, con una dolce piet\u00e0 per te e per tutti gli altri, che un giorno tutto passer\u00e0, magari con la stessa rapidit\u00e0 con cui \u00e8 venuto, o lentamente, poco importa. Ma non saprai mai che in questo preciso istante avrai goduto dell&#8217;insostenibile bellezza di ci\u00f2 che \u00e8 totalmente vivo. Come un trapezista che si accorge dell&#8217;assenza della rete solo dopo essersi lanciato nel vuoto, accenderai allora l&#8217;abat-jour nell&#8217;angolino dopo aver spento la luce grande della sala. E finalmente comincierai a parlare.<\/span><\/p>\n<p align=\"Right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: small;\">(Tratto da &#8220;Morangos Mofados&#8221;, 1982<br \/>\nTraduzione. di Bruno Persico)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAIO FERNANDO ABREU Della serie &#8220;I grandi scoop di \u2019tina&#8220;, ecco un racconto inedito per l&#8217;Italia di Caio Fernando Abreu. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-582","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-0-19"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=582"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/582\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":626,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/582\/revisions\/626"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}