{"id":1028,"date":"2020-04-20T18:27:32","date_gmt":"2020-04-20T16:27:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/tina\/?p=1028"},"modified":"2020-04-20T18:44:06","modified_gmt":"2020-04-20T16:44:06","slug":"daquila-zia-dot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/daquila-zia-dot\/","title":{"rendered":"Riccardo D\u2019Aquila, Zia Dot"},"content":{"rendered":"<p>A volte \u00e8 una storia a farci entusiasmare, a volte \u00e8 un personaggio. Sfido chiunque a leggere questo racconto senza innamorarsi del personaggio di Zia Dot. Tutti vorremmo avere un parente cos\u00ec, anche se sappiamo bene che a pochissimi capitano fortune simili.<\/p>\n<p>Riccardo D\u2019Aquila, che proprio sull\u2019ultimo numero di <em>\u2019tina<\/em> aveva compiuto il suo esordio letterario, torna con un nuovo testo, caratterizzato ancora una volta con un\u2019ambientazione americana assai credibile, passando per\u00f2 dai toni drammatici a quelli della commedia. Un\u2019ammirevole prova di versatilit\u00e0. E poich\u00e9 nel frattempo ha scritto numerosi altri racconti mi auguro di vedere comparire presto il suo nome su altre riviste.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p><strong>Riccardo D\u2019Aquila, <em>Zia Dot<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il bagno di casa Roth era molto grande e aveva dei dettagli in oro che ti facevano sentire in colpa, dato quello che andavi a farci. Erano d\u2019oro i rubinetti, alcune manopole, i piedi della vasca e il copri water, su cui in quel momento era riflessa la testa di Amanda, che vomitava.<\/p>\n<p>\u00abNon ti dispiace se non ti reggo la testa, vero?\u00bb disse la donna appoggiata al lavandino.<\/p>\n<p>Amanda, dopo un lungo conato, la guard\u00f2 e scosse la testa.<\/p>\n<p>Qualche minuto prima, sia Amanda che la donna erano sedute una di fronte all\u2019altra al lungo tavolo da pranzo, al piano di sotto. Si festeggiava il compleanno della nonna di Amanda, madre di sua madre. Al tavolo c\u2019erano anche i genitori di Amanda, la vecchia nonna Patricia, zia Moira con marito e figli e, di fronte a lei, zia Dorothy.<\/p>\n<p>Dopo la prima portata, Amanda era diventata di uno strano colore, aveva smesso di parlare e aveva preso ad allontanare i piatti da sotto gli occhi. Infine si era alzata, aveva detto \u00abScusatemi\u00bb ed era praticamente scappata al piano di sopra.<\/p>\n<p>A quel punto, Zia Dorothy aveva messo una mano sulla gamba della sorella, la madre di Amanda, e si era alzata in piedi. Aveva detto al tavolo \u00abCi penso io.\u00bb ma, prima di avvicinarsi alla scala dal corrimano in mogano, si era riempita il calice di vino fino all\u2019orlo, sorridendo ai commensali muti. Poi, facendo svolazzare un po&#8217; i pantaloni del tailleur bianco, aveva preso il cappello, dello stesso colore e dalla tesa larga che era in equilibrio sullo schienale della sedia, e aveva alzato il bicchiere in direzione di sua madre, dicendo: \u00abAlla tua, mamma.\u00bb.<\/p>\n<p>Era andata dritta al bagno, l\u2019unica porta chiusa del corridoio lunghissimo, e aveva bussato.<\/p>\n<p>\u00abTutto a posto.\u00bb aveva detto Amanda.<\/p>\n<p>\u00abSono zia Dot.\u00bb le aveva detto l\u2019altra.<\/p>\n<p>La ragazzina, allora, aveva aperto la porta, l\u2019aveva fatta entrare e aveva richiuso la porta a chiave.<\/p>\n<p>E ora erano l\u00ec. Nel bagno di casa Roth.<\/p>\n<p>\u00abVediamo\u2026\u00bb disse zia Dorothy mentre la nipote vomitava.<\/p>\n<p>Amanda la guardava, con met\u00e0 faccia nel water.<\/p>\n<p>\u00abAlmeno, diciamo, un paio di mesi fa hai rivisto\u2026 com\u2019\u00e8 che si chiama?\u00bb continu\u00f2.<\/p>\n<p>La ragazza rest\u00f2 sorpresa e strabuzz\u00f2 gli occhi gi\u00e0 arrossati dallo sforzo.<\/p>\n<p>\u00abZia, come\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAspetta, ricordamelo, mi sfugge.\u00bb continu\u00f2 l\u2019altra, poggiata al lavandino, a sorseggiare il vino.<\/p>\n<p>\u00abJack.\u00bb disse Amanda, spostando i capelli indietro e raccogliendoli in una coda.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, vero, Jack.\u00bb sorrise zia Dorothy.<\/p>\n<p>La donna si tolse il cappello e lo poggi\u00f2 sopra un cigno di ceramica, vicino alla vasca. Approfitt\u00f2 per guardarsi allo specchio e aggiustarsi i capelli. Li aveva sempre tenuti corti, alla Liza Minnelli, diceva, anche se sembravano pi\u00f9 alla Audrey Hepburn. Se Audrey Hepburn li avesse avuti biondi ossigenati e con un po\u2019 di lacca.<\/p>\n<p>Torn\u00f2 con gli occhi su Amanda, che aveva appena ripreso a vomitare.<\/p>\n<p>La nipote, con la frangetta ormai decisamente scompigliata, fece un lungo respiro.<\/p>\n<p>\u00abZia, come lo sai?\u00bb le chiese.<\/p>\n<p>Zia Dot fece un sorso di vino.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 esattamente cos\u00ec che tua madre ha scoperto di te, in questo bagno.\u00bb<\/p>\n<p>Amanda rest\u00f2 imbambolata. Una lacrima le cadde sul vestito rosso.<\/p>\n<p>Dorothy spost\u00f2 il tappeto e ci si inginocchi\u00f2 sopra, per guardare la nipote negli occhi.<\/p>\n<p>\u00abStai calma.\u00bb le disse.<\/p>\n<p>Amanda aveva preso a singhiozzare.<\/p>\n<p>\u00abHo rovinato tutto, zia. Tutto.\u00bb fece.<\/p>\n<p>La donna poggi\u00f2 il bicchiere di vino sul mobiletto stile antico e apr\u00ec un\u2019anta. Tir\u00f2 fuori un rotolo di carta igienica e ne strapp\u00f2 un pezzo. Lo porse alla nipote.<\/p>\n<p>\u00abOra non ci pensare.\u00bb le sussurr\u00f2.<\/p>\n<p>Amanda singhiozz\u00f2, asciugandosi gli occhi.<\/p>\n<p>\u00abMamma mi ammazza.\u00bb fece.<\/p>\n<p>\u00abCi parlo io con tua madre.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPap\u00e0 mi butta fuori di casa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTuo padre mi deve tanti di quei favori\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Amanda accenn\u00f2 un sorriso, ma spar\u00ec subito.<\/p>\n<p>\u00abSenti, analizziamo meglio la situazione, ti va?\u00bb fece Dot.<\/p>\n<p>Amanda annu\u00ec.<\/p>\n<p>\u00abDa quanto non\u2026 ti tornano?\u00bb chiese.<\/p>\n<p>\u00abDue mesi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 succedere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2, s\u00ec. L\u2019ansia.\u00bb<\/p>\n<p>Restarono in silenzio.<\/p>\n<p>\u00abEd \u00e8 Jack?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon siete stati attenti?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIo\u2026 io non lo so.\u00bb<\/p>\n<p>Amanda singhiozz\u00f2 di nuovo.<\/p>\n<p>\u00abAlla vostra et\u00e0 \u00e8 normale.\u00bb le disse la zia, accarezzandola.<\/p>\n<p>Dorothy le porse un altro pezzo di carta igienica.<\/p>\n<p>\u00abState insieme, adesso?\u00bb le chiese.<\/p>\n<p>\u00abNon lo so.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCio\u00e8?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon lo so, zia.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOkay, okay.\u00bb<\/p>\n<p>Ancora silenzio.<\/p>\n<p>Dalla finestra del bagno veniva la solita luce dorata del primo pomeriggio. Il bianco della ceramica luccicava di uno strano arancione e l\u2019oro sembrava del colore di un ceppo arso dalle fiamme di un camino.<\/p>\n<p>\u00abFa la tua classe, no? Me ne avevi parlato.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuella dopo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHa un anno in pi\u00f9?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDue, \u00e8 stato rimandato.\u00bb<\/p>\n<p>La donna sorrise, compiaciuta.<\/p>\n<p>\u00abHai proprio i gusti di tua madre.\u00bb disse.<\/p>\n<p>Amanda faceva a pezzi la carta tra le mani.<\/p>\n<p>\u00abLui lo sa?\u00bb fece ancora Dorothy.<\/p>\n<p>\u00abNo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHai fatto bene. Devi esserne sicura, prima.\u00bb<\/p>\n<p>Restarono a guardarsi per un po\u2019, con la mano della zia che aggiustava la frangetta della nipote e la ragazza che tirava su col naso a cadenza continua.<\/p>\n<p>Qualcuno buss\u00f2 alla porta.<\/p>\n<p>\u00abTutto bene.\u00bb aveva urlato zia Dorothy.<\/p>\n<p>\u00abAmanda?\u00bb aveva detto la voce della sorella.<\/p>\n<p>\u00abTutto bene.\u00bb aveva urlato Amanda.<\/p>\n<p>Ma Amanda era di nuovo tesa come un corridore al traguardo.<\/p>\n<p>\u00abFacciamo una cosa.\u00bb disse zia Dot \u00abIo adesso esco e vado a prendere un test. Ne hai gi\u00e0 fatto uno?\u00bb<\/p>\n<p>La ragazza scosse la testa.<\/p>\n<p>\u00abVa bene. Vado a prenderlo io.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCi parlo io con tua madre.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon dirle\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon le dico niente.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abZia, per favore\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAmy, ti fidi o no?\u00bb<\/p>\n<p>Zia Dot si fece serissima, la squadr\u00f2 coi suoi occhi verdi.<\/p>\n<p>Amanda annu\u00ec.<\/p>\n<p>\u00abTu continua a vomitare.\u00bb disse sua zia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la donna prese il bicchiere di vino e si alz\u00f2 in piedi. Tolse il cappello dalla testa del cigno e lanci\u00f2 un\u2019altra occhiata allo specchio.<\/p>\n<p>\u00abZia\u2026\u00bb disse Amanda.<\/p>\n<p>Dorothy si gir\u00f2 a guardarla.<\/p>\n<p>\u00abLa nonna\u2026 il compleanno\u2026\u00bb e scoppi\u00f2 di nuovo in lacrime.<\/p>\n<p>\u00abAh, figurati! Non riuscirai mai a superare quel record, tranquilla. Il posto da pietra dello scandalo me lo tengo stretto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon dire cos\u00ec, zia.\u00bb fece Amanda.<\/p>\n<p>La zia alz\u00f2 la tesa del cappello e le lanci\u00f2 un sorriso.<\/p>\n<p>\u00abQuesta famiglia l\u2019ho gi\u00e0 rotta io. Sta\u2019 tranquilla.\u00bb<\/p>\n<p>Sua zia si avvi\u00f2 verso la porta, poi si gir\u00f2 di nuovo verso di lei.<\/p>\n<p>\u00abQuesto Jack\u2026 \u00e8 nero?\u00bb chiese alla nipote.<\/p>\n<p>Amanda rise.<\/p>\n<p>\u00abNo, zia.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNeanche un po\u2019?\u00bb<\/p>\n<p>La ragazza scosse la testa.<\/p>\n<p>\u00abSei proprio una dilettante.\u00bb le disse la donna, facendo finta di spararle con pollice e indice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dorothy usc\u00ec dal bagno e richiuse la porta, dietro la quale c\u2019era la sorella. Le disse che era tutto a posto e che doveva solo aspettare che lei tornasse. Mise la chiave della porta in tasca mentre l\u2019altra la prendeva a parole per tutto il corridoio, fino al piano di sotto.<\/p>\n<p>Dot si affacci\u00f2 in sala da pranzo, prese la borsa e disse una cosa tipo \u00abLasciatemi un po\u2019 di dolce, ce la fate?\u00bb e, sempre guardando la madre, fece: \u00abTi diverti, ma\u2019?\u00bb.<\/p>\n<p>Cammin\u00f2 a passi svelti sul viale di casa e guid\u00f2 fino al cancello, poi verso il centro.<\/p>\n<p>La farmacia pi\u00f9 vicina era fuori citt\u00e0. Chiusa. Dovette accontentarsi del distributore.<\/p>\n<p>Dopo aver infilato i dieci dollari, sent\u00ec una presenza, proprio dietro di lei, mentre si stava specchiando sul vetro della macchinetta, per levarsi i segni del vino dai denti. Il cappello e gli occhiali le davano un\u2019aria quasi seria.<\/p>\n<p>Si gir\u00f2, con la confezione del test in mano.<\/p>\n<p>Dietro di lei c\u2019era un ragazzetto ben pettinato, in un cappotto beige, alto almeno un metro e ottanta, che sghignazzava.<\/p>\n<p>\u00abChe ridi?\u00bb gli fece Dot.<\/p>\n<p>Il ragazzo non rispondeva.<\/p>\n<p>\u00abVoglio sapere che cazzo ridi, imbecille. Non lo sai come sei nato?\u00bb<\/p>\n<p>Il ragazzo annu\u00ec. Aveva una polo e le chiavi della macchina in mano.<\/p>\n<p>\u00abSei sicuro?\u00bb continu\u00f2 Dot.<\/p>\n<p>Il ragazzo parl\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abLei \u00e8 Dorothy Roth, vero?\u00bb<\/p>\n<p>La donna alz\u00f2 il cappello e abbass\u00f2 gli occhiali da sole, per squadrarlo meglio. Quello sguardo le diceva qualcosa.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec.\u00bb gli fece \u00abAllora?\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019altro rise ancora.<\/p>\n<p>\u00abNiente, mi fa ridere una lesbica che compra un test di gravidanza.\u00bb disse con un ghigno.<\/p>\n<p>Dorothy rest\u00f2 calma. Non se lo aspettava, certo, ma non era la prima volta. Prese tempo passandosi il test da una mano all\u2019altra.<\/p>\n<p>\u00abTi ho gi\u00e0 visto?\u00bb gli chiese, ignorando quello che le aveva appena detto.<\/p>\n<p>Il ragazzo, mani in tasca, fece di no con la testa.<\/p>\n<p>\u00abCome ti chiami?\u00bb incalz\u00f2 lei.<\/p>\n<p>\u00abDavid.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDavid come?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSenta, stavo solo\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDavid\u2026 come?\u00bb<\/p>\n<p>David cambi\u00f2 espressione.<\/p>\n<p>\u00abDavid Walton.\u00bb fece.<\/p>\n<p>Dorothy si lasci\u00f2 a una risata da salotto.<\/p>\n<p>\u00abWalton, eh? Tua madre deve essere Susan, Susan Bloomberg. Giusto?\u00bb<\/p>\n<p>David annu\u00ec, lentamente.<\/p>\n<p>Alle sue spalle compar\u00ec un altro ragazzo, vestito come David, ma biondo.<\/p>\n<p>\u00abDavid\u2026 che cazzo stai combinando?\u00bb gli chiese il tipo.<\/p>\n<p>Dorothy li guard\u00f2 entrambi, lei all\u2019ombra della pensilina, loro sotto il sole. Attorno una periferia appisolata, con la strada e le querce a godersi il caldo.<\/p>\n<p>\u00abEstate dell\u2019ottanta, se non sbaglio. Festa alla villa dei Bloomberg.\u00bb disse lei.<\/p>\n<p>I due continuavano a guardarla, finch\u00e9 David non disse: \u00abE cosa vuol dire?\u00bb<\/p>\n<p>Dot continu\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abSi era fatto molto tardi, i Bloomberg non erano in casa, ma ci avevano lasciato tutto l\u2019alcol dentro. Che poi, si sa, in quei casi \u00e8 solo un bell\u2019alibi. Tuo zio\u2026 Chester? Tuo zio Chester o come si chiama cercava sua sorella Susan. Non si trovava proprio da nessuna parte.\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019amico di David lo guard\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abChi \u00e8 questa?\u00bb gli chiese.<\/p>\n<p>David rest\u00f2 zitto.<\/p>\n<p>\u00abChester non la trov\u00f2.\u00bb continu\u00f2 Dorothy \u00abNeanche la sua migliore amica. Nessuno sapeva dove s\u2019era cacciata Susan. Quasi nessuno. \u00c8 una serata che ricordano bene anche le mie sorelle.\u00bb<\/p>\n<p>David strinse i pugni, tremava.<\/p>\n<p>\u00abAnche loro avevano problemi a trovarmi.\u00bb<\/p>\n<p>La donna tir\u00f2 su gli occhiali e infil\u00f2 il test nella tasca interna della giacca del tailleur.<\/p>\n<p>\u00abStammi bene, David.\u00bb disse.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 loro accanto e fece scattare la serratura della macchina col telecomando.<\/p>\n<p>\u00abE salutami la mamma.\u00bb<\/p>\n<p>Sal\u00ec in auto, mise in moto e salut\u00f2 i due ragazzi sventolando la mano fuori dal finestrino.<\/p>\n<p>Poco dopo, lungo la strada, le scapp\u00f2 un\u2019altra risata. Una lesbica che compra un test di gravidanza faceva davvero ridere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rientro a villa Roth fu come l\u2019uscita.<\/p>\n<p>Dot dovette minacciare la sorella perch\u00e9 non le chiedesse pi\u00f9 cosa stesse succedendo. Le disse che l\u2019avrebbe fatta cadere gi\u00f9 dalle scale e quella, conoscendo Dot, rimase sotto, a guardarla mentre spariva salendo la seconda rampa.<\/p>\n<p>Amanda sent\u00ec la serratura che si apriva e l\u2019accolse con lo stesso sguardo spaventato e smarrito. La zia le spieg\u00f2 cosa doveva fare.<\/p>\n<p>I minuti furono interminabili, anche se Dorothy, poggiata sul bordo di un altro mobile coi dettagli in oro, sorseggiava il vino e guardava fuori dalla finestra.<\/p>\n<p>Forse continuava a pensare a Susan Bloomberg oppure, era questo che pensava Amanda, la situazione non le sembrava la fine del mondo. \u00abSiamo tutti ricchi qui.\u00bb aveva detto alla nipote prima di passarle il test \u00abNon serve preoccuparsi\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante le battute, Dot guardava fuori dalla finestra, con lo sguardo un po\u2019 perso, mentre il sole andava gi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00abPeccato.\u00bb disse col test in mano.<\/p>\n<p>\u00abChe vuol dire?\u00bb chiese Amanda.<\/p>\n<p>Zia Dot sbuff\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abChe questo compleanno ha smesso di essere divertente.\u00bb<\/p>\n<p>La donna pass\u00f2 il test alla nipote. C\u2019era una sola linea.<\/p>\n<p>\u00abMa come\u2026?\u00bb fece Amanda, guardando il water.<\/p>\n<p>L\u2019altra, seduta a gambe accavallate sul bordo della vasca, poggi\u00f2 il mento su una mano.<\/p>\n<p>\u00abHai cenato fuori, ieri?\u00bb chiese.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDove?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGiapponese.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuale?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIl Sushi Paradise.\u00bb<\/p>\n<p>Dot sbuff\u00f2 di nuovo.<\/p>\n<p>\u00abQuel posto \u00e8 una merda.\u00bb<\/p>\n<p>Prese di nuovo il calice e se lo port\u00f2 davanti alla bocca. Fece un lungo sorso e continu\u00f2 a guardare fuori dalla finestra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte \u00e8 una storia a farci entusiasmare, a volte \u00e8 un personaggio. 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