{"id":1024,"date":"2020-04-20T18:27:42","date_gmt":"2020-04-20T16:27:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.matteobb.com\/tina\/?p=1024"},"modified":"2020-04-20T18:42:07","modified_gmt":"2020-04-20T16:42:07","slug":"fumagalli-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/fumagalli-vita\/","title":{"rendered":"Riccardo Fumagalli, La deludente via degli oggetti contundenti"},"content":{"rendered":"<p>Confesso che dopo la pubblicazione del podcast \u201cEsordienti\u201d, il numero degli autori sconosciuti che mi ha scritto per sottopormi testi inediti \u00e8 aumentato in maniera esponenziale. Purtroppo per\u00f2 il livello del materiale proposto ha seguito una curva proporzionalmente inversa. \u00c8 deprimente leggere un racconto dopo l\u2019altro senza individuare nulla di entusiasmante. Poi sono incappato in questo di Riccardo Fumagalli e finalmente l\u2019interesse si \u00e8 acceso. L\u2019autore compie una scelta narrativa originale: racconta nei dettagli un\u2019azione e le sue immediate conseguenze, ma non fornisce una motivazione, un senso. Sappiamo cosa succede ma non perch\u00e9 succede. Possiamo intuirlo o provare a dare la nostra personale interpretazione. Lui ha voluto raccontare solo una scena, che per\u00f2 funziona bene, ha ritmo, ha stile, e basta a s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p><strong>Riccardo Fumagalli,\u00a0<\/strong><em><strong>La deludente via degli oggetti contundenti<\/strong>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>L\u2019Hawaiiano entra da una porta servizio con addosso l\u2019ultimo sbuffo di sigaretta. Il camice bianco \u00e8 troppo stretto per chiuderlo e nascondere la maglietta scolorita del 7-Eleven. Non viene dalle isole Hawaii, non c\u2019\u00e8 nemmeno mai stato, e il suo aspetto baltico lo fa risaltare ancora di pi\u00f9 l\u00ec in quel posto. Il caldo umido che assedia l\u2019edificio \u00e8 tenuto a bada con uno sforzo del condizionatore che crea un silenzio precario e ovattato, come dopo un forte scoppio. L\u2019Hawaiiano \u00e8 gi\u00e0 sudato mentre percorre il corridoio dell\u2019ospedale, evitando barelle, infermieri e altre comparse che appena lo vedono girano lo sguardo altrove, e si ferma di fronte a una porta socchiusa.<\/p>\n<p>La stanza \u00e8 composta da un\u2019ampia anticamera e un angolo con il letto; gli spazi sono definiti da pannelli vetrati. Sui divanetti ci sono i corpi seminudi di tre giovani donne che osservano con sguardi stanchi il suo ingresso. Con uno sforzo di immaginazione si sarebbe potuto leggere altro, in quegli sguardi: rassegnazione o magari gratitudine. Ma in realt\u00e0 gli occhi non dicono mai niente: siamo noi a dare loro una voce. L&#8217;Hawaiiano vede solo iridi opache sottolineate da occhiaie grigie.<\/p>\n<p>Alla sua destra c\u2019\u00e8 un grosso macchinario muto, numeri e linee colorate si muovono sul display. Da l\u00ec partono cavi che si srotolano verso la camera vetrata dove l\u2019uomo che cercava giace immobile. Solo la testa esce dalle coperte: due ciuffi di capelli neri arruffati come peli pubici sopra le orecchie, barba scura a chiazze e un paio di occhiali dalle lenti grandi, spesse e piene di ditate.<\/p>\n<p>L&#8217;Hawaiiano si guarda attorno in cerca di qualcosa che possa usare con efficacia. Solleva la piantana della flebo sopra la sua testa, con le braccia tremanti per lo sforzo, e la fa cadere verso la faccia dell\u2019uomo. Il piede di ferro colpisce il cuscino e la piantana gli scivola dalle mani cadendo a terra. L\u2019uomo non si sveglia nonostante il frastuono e non si muove di un millimetro, ma l&#8217;Hawaiiano non pu\u00f2 prendersi altri rischi. Deve affrettarsi.<\/p>\n<p>Abbandonata la deludente via degli oggetti contundenti va ad aprire l\u2019armadietto situato in un angolo, di fianco alla porta del bagno. Le tre donne seguono i suoi spostamenti muovendo solo gli occhi. L&#8217;Hawaiiano \u00e8 al capezzale, con un cuscino stretto tra le dita. Fissa quel volto inerme, studiandone le macchie sulle palpebre e i butteri, e lascia che il disgusto lo riempia al punto da poter fare quello che deve.<\/p>\n<p>Ci si possono ficcare un sacco di pensieri in due secondi: avr\u00f2 posizionato bene il cuscino, funzioner\u00e0 come nei film, cosa succede se si sveglia. E se \u00e8 gi\u00e0 morto?<br \/>\nDue secondi, tanto \u00e8 il tempo che l\u2019uomo ci mette prima di reagire. L&#8217;Hawaiiano si appoggia con tutto il suo peso e sente sotto i suoi palmi il cranio che si agita, la forma del naso che affoga nell\u2019imbottitura sintetica. Una mano esce dalle lenzuola, ma si affloscia prima di raggiungere l\u2019aggressore. Il macchinario collegato al paziente coglie un battito anomalo ed emette dei <em>beep<\/em>, sempre pi\u00f9 frequenti, sempre pi\u00f9 forti. L&#8217;Hawaiiano guarda la porta che d\u00e0 sul corridoio ma nessuno sembra essere attirato da quei suoni. I battiti aumentano, i <em>beep <\/em>si intensificano. Sotto il cuscino un corpo si agita debolmente, con quel poco di vita rimasta che l&#8217;Hawaiiano sta estinguendo con le sue mani. I battiti, i fremiti e i <em>beep <\/em>lo invadono con una bruciante consapevolezza. Un atto non ancora irreversibile, non ancora.<br \/>\nPoi i due colpi.<\/p>\n<p>Esplode il silenzio, e il cuore &#8211; grosso da riempire tutto il vasto torace dell\u2019uomo &#8211; emette due colpi. Due tremendi colpi che corrono su per le braccia tese dell&#8217;Hawaiiano e che risuonano nel suo petto come se fosse stato il suo di cuore. Boom boom. E silenzio.<\/p>\n<p>L&#8217;Hawaiiano solleva le mani e fa due passi indietro. Poi altri due e si ritrova nell\u2019anticamera.<\/p>\n<p>Le tre giovani donne si alzano dai loro giacigli con i movimenti fluidi e innaturali di un braccio idraulico. Loro si muovono, e lui ha ammazzato un uomo. Una vita come la sua, una su miliardi, quindici chili di carbonio e altra robaccia. La prima che lo abbraccia \u00e8 poco pi\u00f9 di una bambina. Gli cinge la vita con le braccia e gli appoggia la testa su un fianco. Lui, che ha appena ucciso un uomo schifoso, mette le sue zampe smisurate sotto quei capelli neri e spessi, le appoggia sulla pelle liscia e tiepida delle spalle. Due colpi, li sente ancora risuonare nel suo corpo mentre singhiozza. Due colpi che hanno messo fine a una vita. Un\u2019altra giovane donna lo raggiunge, al rallentatore, si aggrappa al camice e la bambina si allontana come se una delicata brezza l\u2019avesse spinta via. Le sue lacrime si perdono nella chioma lucida e profumata, sporcandola. Anche questa ragazza indossa solo un paio di slip color crema, ma \u00e8 alta quanto lui e ha seni sodi e lisci come una pesca. Conosce la consistenza quando lei si appoggia a lui, con le braccia attorno al suo torace, conosce la pelle quando, muovendo le mani gonfie attorno al corpo di lei, sfiora il fianco di un seno spinto fuori dalla pressione dei corpi. Anche lei non parla e lui ha appena soffocato un uomo a morte. Boom boom. Chiss\u00e0 se quel corpo longilineo pu\u00f2 sentire quei rimbombi che continuano a echeggiare nel torace di lui, chiss\u00e0 se pu\u00f2 avvertire la sua erezione. Vede l\u2019altra ragazza avvicinarsi e sente quella alta allentare la presa. L&#8217;Hawaiiano prende fiato, mentre la terza giovane muove l\u2019ultimo passo verso di lui e si appoggia con cautela, poi ricomincia a singhiozzare senza controllo. Guarda le altre due ragazze, che lo guardano e sorridono contraendo i loro zigomi morbidi. Sembra un sorriso triste, ma chi pu\u00f2 dire se gli occhi tristi sono i loro oppure i suoi? Sono occhi nuovi, occhi che hanno ammazzato, ci vorr\u00e0 un po\u2019 per imparare a usarli. La pelle della schiena di questa ragazza \u00e8 morbida come qualcosa che non ha mai toccato prima. Chi la paragonerebbe al velluto non ha mai toccato il velluto che conosce lui, o una pelle cos\u00ec. Singhiozza e muove le mani lungo la schiena della ragazza, mani sporche fatte per spingere cuscini su facce di merda e che ora spingono un corpo giovane e caldo sul suo inguine pulsante. Boom boom. I due ultimi spasmi di un cuore marcio e gi\u00e0 morto sono ancora con lui e lo riportano a terra.<br \/>\nChi sono queste tre ragazze? Non parlano, non se ne vanno, ma continuano a girargli intorno e ad abbracciarlo. Lui singhiozza sopraffatto da emozioni che non conosce: \u00e8 troppo vicino a qualcosa di troppo grande e non riesce a distinguerlo. Se loro sono ancora l\u00ec \u00e8 perch\u00e9 gli sono grate, perch\u00e9 vogliono mostrargli una gratitudine che non possono esprimere a parole. Qual \u00e8 la valuta di ringraziamento di una prostituta? Muovendosi per la stanza come gatti le altre due ragazze si appoggiano di tanto in tanto a lui. Una testa sul fianco, una mano sul braccio. Lui ricambia con gesti goffi, accarezza una testa, sfiora una guancia, intrappola una ciocca fra gli artigli callosi. Boom boom, risuona il promemoria. Lui piange circondato da ninfe mute mentre a due metri da lui c\u2019\u00e8 una coperta rigonfia di un cadavere tiepido e bagnato. Passa le mani sui capelli della giovane donna che lo sta abbracciando. Una \u00e8 troppo giovane, una troppo alta, ma vorrebbe che questa non si staccasse mai da lui. Non sembra che lei se ne voglia andare presto e non sembra che le dia fastidio l\u2019urgente pressione al suo ombelico. Potrei alzarla, pensa l&#8217;Hawaiiano piangendo come un bambino, potrei alzarla e metterla sul divano. E magari le altre due si aggiungerebbero ai ringraziamenti, i ringraziamenti per aver ammazzato un uomo senza nemmeno aspettare che si svegliasse, il climax di un rituale silenzioso e senza tempo. Due colpi sono tutto ci\u00f2 che lo separano dal cadavere schifoso sul letto. L\u2019eco dei suoi singhiozzi lo scuotono, sciogliendo il velo che gli sfocava la vista. Sfila le dita dalle mutande della ragazza ed evade dal suo abbraccio, che non oppone resistenza. Guarda il cuscino, ancora appoggiato sul grugno dell\u2019uomo, e si allontana per il corridoio, evitando barelle, infermieri e altre comparse che non alzano lo sguardo su di lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confesso che dopo la pubblicazione del podcast \u201cEsordienti\u201d, il numero degli autori sconosciuti che mi ha scritto per sottopormi testi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1024","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numeri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1024"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1024\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1050,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1024\/revisions\/1050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matteobb.com\/tina\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}