![]() |
:: home :: news :: bio :: faq :: libri :: progetti :: iscriviti :: letture :: ti ricordi? :: 'tina :: matteoBBlog :: credits :: |
:: Domande a BB
|
Nelle tante mail che ho ricevuto dopo l'uscita dei miei libri ci sono state domande costantemente ripetute. Curiosità diffuse alle quali è meglio che risponda una volta sola qui, onde evitare di farlo continuamente in privato. Ecco quindi un piccolo breviario delle richieste più frequenti, con tanto di onesta risposta. Per cosa sta la B. di Matteo B. Bianchi? E' il mio nome d'arte. Anzi, la mia lettera d'arte, visto che non è neppure un nome ma un'iniziale puntata. A molti può sembrare una scemenza, ma l'omonimia è un serio problema per chi, come me, si ritrova ad avere uno dei tre cognomi più diffusi d'Italia (Bianchi appunto) e un nome comune come Matteo. A voi non sarà successo spesso di richiedere documenti personali e vedervi consegnare quelli di un omonimo. O ritirare le foto di vacanze altrui o trovarvi in mano certificati di esami universitari mai sostenuti. A me è accaduto. Non solo: col tempo ho scoperto che ci sono Mattei Bianchi giornalisti, videomaker, pubblicitari, narratori per l'infanzia, registi televisivi... Un piccolo esercito di omonimi coi quali non ho più voglia di mischiarmi (e suppongo il sentimento sia reciproco da parte loro). Avevo bisogno di un'identità. Per un po' avevo pensato di firmarmi Matteo B. e basta, ma sembrava il nome di un attore porno, così ho deciso di inserire la B. in mezzo fra nome e cognome, di trasformarla in una voluta balbuzie (B-Bianchi). E' un piccolo accorgimento, ma ho verificato che funziona. La B. mi identifica, mi differenzia. La B. sono, finalmente, io. Dove sono adesso i protagonisti di "Generations of love"? Avendo scritto un romanzo così evidentemente autobiografico come Generations non posso meravigliarmi del fatto che i lettori vogliano informarsi sulla mia vita privata. Continuamente nelle lettere la gente mi chiede se sto ancora con Ale, come sta oggi mia sorella, se sono rimasto in contatto con Sergio e Clelia... Cose del genere. Lo capisco perfettamente, in fondo è come se io avessi fornito solo il primo capitolo di una vicenda che sta proseguendo e molti vogliono conoscerne il seguito. La verità è che, per quanto sincero e autentico, il romanzo è l'interpretazione letteraria di una parte della mia vita. Un'esperienza che mi sembrava sensato e importante raccontare, e che infatti ha offerto a tanti una chiave di identificazione. Ma sono riuscito a scriverla proprio perché si trattava di un periodo concluso, che ho potuto osservare con ironia e distacco. Su ciò che sto vivendo adesso invece preferisco mantenere ancora il dovuto (e credo comprensibile) riserbo. E ciò porta automaticamente alla domanda successiva. Ci sarà mai un "Generations of love 2"? Credo di no e per vari motivi. Intanto perché, come lettore, in genere odio quegli scrittori che ripetono sempre lo stesso tipo di libro, quindi come autore non voglio cadere in questa trappola. Poi perché Generations è fondamentalmente il racconto di un'adolescenza e di quella, cari miei, ce n'è una sola e non torna più. Questo tuttavia non toglie che continuerò a scrivere testi anche autobiografici. Per esempio ho già pronti un paio di racconti in cui ricompaiono alcuni protagonisti del romanzo, così come ho in mente un altro libro a carattere molto personale, la cui collocazione temporale è subito dopo la fine di Generations. Ma, se mai dovessi scriverlo, avrà un tono e un senso molto differente perché parlerà, appunto, di un altro tipo di esperienza. Sei ancora in contatto con i bambini di "Fermati tanto così"? No, perché ormai sono cresciuti e attualmente sono in altri istituti o reintegrati in famiglia. Tuttavia, anche negli anni immediatamente successivi il termine del mio servizio civile, non sono tornato spesso a trovarli. Ho capito che per molti di loro era doloroso ritrovare un educatore solo per il breve tempo di una visita: ogni partenza era vissuta come una separazione, un ennesimo lutto. E non era il caso di infliggere loro altri motivi di sofferenza. Meglio essere dimenticati in fretta, che fermarsi poco così. Faranno il film da uno dai tuoi libri? Il mondo del cinema, ho scoperto a mie spese, è estremamente complicato ed evanescente. I progetti nascono e si sgonfiano continuamente. Diverse volte ho avuto proposte per riduzioni cinematografiche, sia di Generations che di Fermati. Spesso non hanno condotto a niente, un sacco di tempo perso fra riunioni e incontri. Ma c'è almeno una proposta che appare più concreta e realizzabile di altre. Nel caso, vi terrò informati su questo sito. Continui a fare 'tina, la tua rivistina di narrativa on-line? Sì, ma con uscite molto più rallentate di prima. Una volta avevo molto più tempo per dedicarmi alla mia webzine, oggi non è più così, ma dal momento che è un progetto che amo moltissimo e che non voglio abbandonare, preferisco andarci con calma (uno o due numeri all'anno), per non dover variare lo stile e la qualità dei racconti presenti. Perché su 'tina ci sono tutte quelle immagini religiose? La domanda che più spesso mi viene fatta sulla webizine riguarda proprio il suo apparato iconografico: perché le immaginette? In verità, molti sospettano che dietro l'uso dei santini ci sia un intento provocatorio o iconoclasta, ma non è così (e basta leggere i testi contenuti nella rivista per rendersi conto che lo sberleffo religioso non fa certo parte dei suoi scopi). Il significato è più concettuale. Quando ho fondato la rivistina, volevo caratterizzarne lo spirito pop e leggero con immagini adeguate. Le solite riproduzioni di Andy Warhol o della pop-art mi sembravano scontate, così ho provato a pensare a quale potesse essere l'iconografia artistica più diffusa e popolare e mi sono venute in mente le immaginette a casa delle mie nonne, nei calendari, nelle chiese di campagna. Ho pensato che fossero un perfetto simbolo di pop italiano e per questo ho scelto dei santi come "ragazzi-copertina" per la mia rivista. Stai scrivendo un altro libro? Non uno solo. Sono un autore estremamente schizofrenico e non riesco a tenermi impegnato in un solo progetto alla volta, devo continuamente spostarmi da un lavoro all'altro. Questo significa che riesco a fare molte cose, ma molto lentamente (ecco perché impiego anni a terminare libri in fondo brevi). Comunque, attualmente ho completato un libro sperimentale sui ricordi d'infanzia (che non so se e quando pubblicherò), sto preparando una raccolta di racconti (che riunisce testi apparsi su riviste e antologie oltre a diversi inediti) e sto completando il mio terzo romanzo (che per la prima volta sarà di pura fiction e non autobiografico). E' tutto molto confuso, lo so. Abbiate fede. Vuoi sposarmi? Veramente non me l'ha mia chiesto nessuno via mail, comunque la risposta è sì. |
|
:: home :: news :: bio :: faq
:: libri :: progetti :: contatti :: letture
:: ti ricordi? :: 'tina :: matteoBBlog :: credits ::